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Una scelta che rischia di umiliare il nostro Paese

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di Giuliano Molossi

Il 18 gennaio del 2009, su questo giornale, con un articolo intitolato «Battisti è un assassino, non un perseguitato», esprimevamo la nostra opinione sul caso dell'ex terrorista rosso che oggi, con ogni probabilità, sarà «graziato» dal presidente brasiliano Lula. Quell'opinione in questi due anni non è cambiata. Cesare Battisti, ex esponente dei «Proletari armati per il comunismo», ha partecipato agli omicidi di quattro persone innocenti (un maresciallo dei carabinieri, un agente della Digos, un simpatizzante del Msi, un gioielliere). Riconosciuto colpevole di quei crimini in tre diversi gradi di giudizio, è stato condannato a due ergastoli. Evaso dopo soli due anni di galera, Battisti ha trovato asilo e protezione in Francia e in Brasile. È stato molto abile a spacciarsi per una vittima del sistema giudiziario italiano, a far credere che i pentiti erano manovrati, che le sentenze erano preconfezionate e già scritte, che lui non aveva potuto difendersi. E pensare che negli anni di piombo Battisti non era certo un ideologo, non era un capo. Tutt'altro. Era un delinquente comune, un volgare rapinatore con il grilletto facile, diventato «politico» solo per convenienza. Uno bravo a sparare e altrettanto bravo a scappare. Un «manovale» del terrorismo. Ma questo in Brasile non lo sanno o fanno finta di non saperlo.

Oggi il Presidente Lula potrebbe dire che non ci restituisce questo pluriomicida perché teme per la sua vita. Ma chi dovrebbe ucciderlo? I servizi segreti? I poveri parenti dei morti ammazzati? Gli scarafaggi della cella di San Vittore? Se il Brasile, come tutto fa ritenere dopo il parere dell'Avvocatura dello Stato, negherà l'estradizione di Battisti e gli concederà contestualmente l'asilo politico, darà uno schiaffo al nostro Paese e alle sue istituzioni. Il sistema giudiziario italiano non è certo esente da pecche, ma l'Italia è mille volte più garantista del Brasile. Il signor Cesare Battisti non è stato giudicato da un tribunale speciale in dieci minuti, è stato tre volte processato e tre volte condannato in modo assolutamente regolare. Lui non era presente perché latitante, ma in aula a difenderlo e a sostenere la sua estraneità ai fatti c'erano i suoi avvocati. E questa sarebbe giustizia sommaria? Questa sarebbe persecuzione? Un paese civile dovrebbe avvertire il dovere dell'estradizione di criminali come Battisti, non cercare ogni scusa possibile per negarla. È vero però che l'Italia avrebbe dovuto fare molto di più per ottenerla. Oggi il ministro Alfano si affanna a dire di aver fatto tutto quanto era nelle sue possibilità perché il Brasile concedesse l'estradizione di un pluriomicida. Ma le cose non sono andate esattamente così. Il governo ha compiuto solo scontati atti formali, nulla di più di quello che avrebbe fatto per qualsiasi altro caso. Ci voleva ben altro e non è stato fatto. Non per insipienza, ma per volontà. Berlusconi non ha voluto far pressioni ma è pressoché scontato che oggi l'amico Lula lo ripagherà con una scelta umiliante per l'Italia. Non si può far credere al mondo che il nostro Paese condanni la gente senza prove e non sia nemmeno in grado di garantire l'incolumità di un detenuto. Questa non è una cosa seria. È invece, come ha detto il figlio di una delle vittime di Battisti, una pagliacciata.

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  • sabcarrera

    01 Gennaio @ 19.06

    È stato in Francia dove Ira Einhorn, un comune assassino è stato per vivere una vita agiata. Battisti in Francia poi in Brasile dove un governo di sinistra non ha l'umiltà di ammettere che un'altro comune assassino vive tranquillo. C'è qualche dubbio che abbia ammazzato? Non fare mai ammettere alla sinistra di aver torto. Alla fine hai torto tu.

    Rispondi

  • marco

    01 Gennaio @ 17.18

    A me, come italiano, mi umilia tutta quella corte dei miracoli che è la nostra classe politica. Altro che Lula.

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  • Mario

    01 Gennaio @ 13.50

    SENZA ANDARE IN BRASILE, ABBIAMO GIA' IN CASA CHI UMILIA IL NOSTRO PAESE!! BASTA AVER SENTITO IERI SERA LE PAROLE DEL PRESIDENTE SULLE SCELTE DEL GOVERNO, SCELTE DA LUI TUTTE AVVALLATE. SONO PROPRIO LORO ( presidente della Repubblica e presidente del governo) GLI UMILIATORI DEL PAESE.

    Rispondi

  • peterproud

    01 Gennaio @ 12.07

    al di la di ogni considerazione sulla colpevolezza o meno di Battisti ed eventualmente della condanna delle sue azioni, mi chiedo come mai questo accanimento verso di lui , che dopo oltre 30 anni di esilio e latitanza penso abbia pagato abbondantemente il suo debito con la giustizia, mentre fiori di assassini comuni vengono lasciati liberi dopo pochi anni o addirittura scarcerati per errori di forma dell'apparato giudiziario??

    Rispondi

  • massimo

    31 Dicembre @ 21.24

    Concordo l'opinione di polito. Per chi ha un minimo di cultura e sa leggere i giornali stranieri siamo una barzelletta, grazie ai nostri mezzi di comunicazione semimonopolizzati dal nostro premier e dall'ambiguità del premier stesso che è balzato alla cronaca per varie uscite fuori dalle linee e per tutti processi a carico.

    Rispondi

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