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La prima vittoria di Maria Antonietta "nonna coraggio"

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Caterina Zanirato
E' il terzo Natale che Maria Antonietta Lenti non vede i suoi nipotini, trascinati in Tunisia senza possibilità di ritornare in Italia. Ma quest’anno, sotto l’albero, per «nonna coraggio» c'è stata almeno una bella sorpresa: il tribunale dei minori di Bologna ha tolto la patria potestà ai genitori dei piccoli, ritenuti non idonei al loro ruolo formativo.
Un passaggio necessario per cercare di ripotarli in Italia, dove oltre alla nonna risiedono anche i genitori naturali, che hanno avuto però vari problemi con la giustizia. Anche se la strada per il rimpatrio è ancora lunga. La storia di Maria Antonietta e dei suoi nipotini è molto complessa.
Tutto è iniziato 3 anni fa, a gennaio 2008, quando la madre dei due bambini ha deciso di portarli in Tunisia per visitare la famiglia paterna, nonostante i due non formassero più una coppia. Una volta portati in Tunisia, però, i piccoli sono rimasti con gli zii di Tunisi: la madre è ritornata in Italia, dove è stata detenuta per qualche tempo, e anche il padre, tunisino, è tornato a Parma, anche lui entrando e uscendo dalle carceri italiani per vari reati legati allo spaccio.
In tutto questo, a rimetterci sono stati i bambini: cresciuti insieme alla nonna per i primi anni della loro vita, ora sono costretti a vivere a Tunisi insieme a dei parenti paterni. «Il più grande ha 7 anni e la più piccola 5, sto cercando di fare tutto per loro, per poter garantire loro un futuro - spiega nonna coraggio, che da tre anni non ha mai abbandonato la battaglia per il loro rimpatrio -. Finalmente, dopo circa un anno, il tribunale dei minori ha tolto la patria potestà ai loro genitori decretando il collocamento presso la nonna materna nel caso di un ritorno in Italia. Ma in Italia, purtroppo, nessuno li vuole portare. La potestà ora è affidata al giudice tutelare, ma Maria Antonietta sta facendo il possibile per ottenerla: «Al momento purtroppo non posso fare nulla se non aspettare - spiega -. Non posso andarmeli a riprendere, devo aspettare che lo facciano le istituzioni. Con i miei avvocati, Debora Bosi e Claudio De Filippi, abbiamo preso contatti con il Ministero: è una strada lunga, ma punto all’affidamento esclusivo. Non mi sono mai fermata, non mi fermerò certo ora».
A preoccupare Maria Antonietta è soprattutto l’atteggiamento del padre: «Se fosse in Tunisia con loro direi che è un suo diritto crescerli - spiega -. Invece vive in Italia, a Parma lo si vede sempre in giro, entra e esce dal carcere, prende in giro le nostre istituzioni. E vuole far crescere i figli in povertà. La fortuna è che ora, senza patria potestà, è clandestino: la prossima che combinerà sarà rimpatriato. E se vuole tornare in Italia dovrà per forza portare qui i due bambini».
 

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  • veronica

    03 Febbraio @ 16.12

    IO CREDO CHE IL CORAGGIO SAREBBE SE QUESTA DONNA AIUTASI LA SUA FIGLIA E MARITO DELLA FIGLIA A STARE INSIEME AI SUOI NIPOTINI..... NON A PORTARE VIA QUESTI BAMBINI CHE HANNO BISOGNO DELLA LORA MADRE E PADRE INDEPENDENTE DA DOVE SI TROVANO!

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