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Moschea di via Campanini, il Consiglio di Stato dà ragione agli artigiani. Il Comune: "Sarà legittimata in base al nuovo regolamento urbanistico"

Moschea di via Campanini, il Consiglio di Stato dà ragione agli artigiani. Il Comune: "Sarà legittimata in base al nuovo regolamento urbanistico"
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La moschea di viale Campanini è stata bocciata di nuovo dalla giustizia amministrativa. Il Comune aveva concesso il cambio di destinazione d'uso di un capannone nella zona artigianale da adibire a centro culturale dei musulmani, utilizzato anche per la preghiera. Un gruppo di artigiani, guidati da Cesare Piazza, si è però opposto e ha dato battaglia in tribunale.
Il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso del Comune e della comunità islamica contro la prima sentenza del Tar, che bocciò il cambio di destinazione d'uso del capannone. L'amministrazione comunale fece ricorso ma ha perso: il Consiglio di Stato ha confermato il «no» del Tribunale amministrativo regionale. Quindi l'uso del capannone come moschea per la giustizia amministrativa è illegittimo.

IL COMUNE: "INTERVERREMO SULLA BASE DEL NUOVO REGOLAMENTO URBANISTICO". «Il Comune, in ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato, provvederà a legittimare la situazione esistente sulla base del nuovo regolamento urbanistico». Lo dice Francesco Manfredi, assessore alle Politiche urbanistiche ed edilizie, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato sul Centro culturale islamico di via Campanini.
«È una sentenza che fa giurisprudenza - afferma l’assessore - perché per la prima volta un’autorità definisce cos’è un Centro culturale islamico, anche se forse non in modo totalmente coerente con le attese delle molteplici comunità islamiche presenti in Italia. Oggi, infatti, il 95% delle moschee presenti nel nostro Paese ha un uso come il nostro o simile al nostro, anche perché all’interno di esse si svolgono una pluralità di attività non legate al culto e neppure di tipo religioso. La comunità islamica di Parma e provincia nel momento in cui spostava la sua sede dall’Oltretorrente ci ha chiesto di vederle confermato l’uso con il quale era insediata e che per 15 anni nessuno aveva messo in discussione. Abbiamo trovato corretta questa richiesta, sia perché era l’interpretazione più diffusa in Italia, sia perché certificava la volontà della comunità di realizzare un luogo aperto alla città, dove si svolgessero iniziative culturali ed educative miranti a sostenere e facilitare il percorso di integrazione dei membri e di conoscenza della loro realtà e cultura da parte dei parmigiani».
«È un percorso, costruito di intesa con l’Amministrazione, che ha dato in questi due anni ottimi frutti - continua l'assessore -. Oggi il centro islamico è un luogo importante per la città e per i suoi membri, che fa dei progetti di scambio culturale e di integrazione uno degli obiettivi primari della sua attività, senza per altro disturbare i vicini o creare situazioni conflittuali come paventato da taluni».

L'AMAREZZA DI MANSOURI (COMUNITA' ISLAMICA). Il presidente della Comunità islamica di Parma Farid Mansouri non nasconde l'amarezza e la delusione per la sentenza del Consiglio di Stato. Chiamato da Gazzettadiparma.it in un momento in cui ancora doveva avere a sua volta la conferma della notizia, Mansouri aveva sottolineato che, in caso di una decisione avversa, la comunità musulmana rischierebbe di rimanere senza spazi e che potrebbe crearsi un precedente: "Dopo possono farlo in tutta Italia... Esistono più di cento centri islamici in zone industriali in Italia: perché a Parma no e altrove sì? Addirittura a Treviso l'hanno riaperta". La sentenza del Consiglio di Stato in effetti ha confermato il "no" alla conversione della destinazione d'uso del capannone, rigettando il ricorso del Comune. Interpellato di nuovo da Gazzettadiparma.it, Mansouri non ha rilasciato altre dichiarazioni, dicendo soltanto con amarezza: "Purtroppo la notizia è vera".

LA CGIL PARLA DI "AUTENTICO PASTICCIO" E ACCUSA IL COMUNE DI AVER COMPIUTO UNA SCELTA "CERCHIOBOTTISTA". Il sindacato commenta la notizia con una nota, che pubblichiamo:
Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, che, come a suo tempo il Tar, ha bocciato il ricorso del Comune e della comunità islamica contro il cambio di destinazione d'uso del capannone di via Campanini a luogo di culto dei musulmani di Parma, si è venuto a creare un autentico pasticcio.
Sulla tormentata storia del centro islamico trasferito da borgo San Giuseppe in zona artigianale, che pare essere arrivata alla resa dei conti, interviene Raffaele Tagliani, segretario confederale Cgil Parma con delega sulle Politiche per l’immigrazione, che mette in luce come “Il tortuoso percorso tecnico-legale, pieno di forzature procedurali e di ipocrisie politiche, che ha portato alla sentenza prima del Tar e oggi del Consiglio di Stato, ha come peccato originale l’incapacità, o meglio la tentata furbizia, dell’Amministrazione Comunale di risolvere un problema attraverso una scelta cerchiobottista e farisea, con l’intento velleitario di accontentare alcuni protagonisti di questa storia rischiando ora di scontentare tutti”.
“Non vogliamo ora entrare nel merito della sentenza”, precisa Tagliani. “La Cgil ha sempre applicato il principio della legalità, ovvero di fronte ad una sentenza, anche moralmente discutibile, la nostra organizzazione ha sempre seguito la linea del diritto. L’osservazione di merito piuttosto è quella legata al perché si è giunti ad una situazione così delicata. Situazione che rischia di produrre danni sociali, frustrazioni collettive e una perdita di credibilità dell’agire politico e istituzionale che sinceramente ogni persona di buon senso avrebbe preferito evitare”.
"Ora - aggiunge Tagliani - chi si è da sempre opposto all’assegnazione di uno spazio pubblico riconosciuto e dedicato ad una comunità diversa dalla nostra, finalizzato alla propria pratica di culto, diritto peraltro riconosciuto dalla nostra Costituzione, canta vittoria grazie alle ambiguità di altri. Quanto coraggio serviva, in fondo, per affrontare fin dall’inizio in modo trasparente con i propri cittadini una vicenda che rischia adesso si assumere una valenza problematica per il futuro della nostra comunità, rappresentando un precedente che metterà alla prova la nostra capacità di continuare ad essere società aperta, civile e soprattutto di diritto?”.
“È da queste prove di civiltà - secondo il segretario confederale - che si misura lo spessore di responsabilità e di provata democrazia delle nostre istituzioni e della nostra comunità. Ora la frittata è fatta. Vorremmo, come sempre ci si augura in queste occasioni, che da un errore ci si possa correggere, che lo sbaglio porti insegnamento. È chiaro che bisogna uscire da questa ambiguità dando una risposta certa e trasparente alla comunità islamica”.
“La Cgil rappresenta a Parma - conclude Tagliani - decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori italiani, pensionate e pensionati italiani, con i loro problemi, le loro ansie e le battaglie per i diritti e le garanzie necessari. E in questo momento di crisi, di disoccupazione che cresce e di salari tagliati, i rischi di conflitto sociale e di guerra fra poveri crescono, e la responsabilità che ne segue altrettanto. Ma mai la Cgil ha anteposto il proprio dovere di rappresentanza che le compete come associazione d’interessi, al dovere di mantenere fede ai principi di libertà, eguaglianza di diritti e doveri, e di solidarietà indifferentemente all’appartenenza etnica, di lingua, religione, o di orientamento sessuale e culturale delle persone. Principi e valori che hanno fatto la storia democratica della Cgil e del nostro così tanto bistrattato Paese”. 

 

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  • Geronimo

    02 Febbraio @ 21.16

    Damn, secondo me bisogna difenderci da chi usa la religione come arma, partendo dai terroristi arrivando, fino a chi grida allo scandalo per una moschea, a chi organizza grigliata e mette un cristo nell'azienda ma poi si tradisce dicendo che non vuole la moschea per questioni di viabilità.... A queste persone chiedo, ma se avessero fatto una chiesa cxristiana avreste protestato lo stesso? In ultimo chiedo, sapete i dieci comandamenti o i dodici apostoli? e vi professate cristiani?.... Di religiosi a part-time non ne ha bisogno la comunità...

    Rispondi

  • Damn

    02 Febbraio @ 17.52

    Caro andrè, non sono cristiano ma sono fiero della mia cultura. Piuttosto che vedere battistero e cattedrale usate come moschee preferisco vederle rase al suolo o trasformate in magazzini di prosciutti. Diamoci una svegliata, stiamo perdendo una cultura millenaria. Dobbiamo difenderci dagli integralisti invasori di fuori e dai buonisti xenofili di casa nostra.

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  • Geronimo

    02 Febbraio @ 17.14

    ANDREA, io nel mondo arabo ho messo i piedini e ti smentisco subito perchè di chiese ne esistono, chiaramente se ci sono 100 mila cristiani non puoi pretendere di avere chiese ad ogni angolo, tra l'altro non mi ritengo un somaro o forse lo sono, ma anche se sono somaro ho il rispetto per tutti, tu vedi da buon occidentale di ripassare la materia di educazione civica che una volta si insegnava a scuola. THE CLANSMAN: Non ti rispondo neanche perchè mi hai rotto, sei razzista (non è un'offesa, è un dato di fatto), sei generalizzatore, lanci accuse senza riscontro e scrivi balle. Sarò un somaro e comunista (tu lo hai detto in passato, vorrei sapere se mi hai spiato mentre andavo a votare) sinistroso ma nella mia giovane vita (30 anni) ho accumulato molta esperienza nel volontariato, mafia (ho lavorato perfino in carcere) giornalismo, immigrazione, prostituzione, campo sportivo, commercio di rifiuti. ho fatto lavori che mi hanno permesso di verificare tante realtà non solo a parma ma anche all'estero quindi scusa se mi permetto ma mi danno fastidio le persone che parlano per ideologie, moda e per sentito dire. GIULIA: Perchè dovrei offrire casa mia a loro per una moschea? io sono cristiano ma soprattutto, a differenza di molti cristiani (e, per correttezza, a differenza di molti musulmani, ma non tutti i musulmani come qualcuno dice), rispetto il prossimo.La comunità islamica aveva un luogo di culto, è stata sfrattata e il comune gli ha trovato una nuova collocazione quidni che colpa ne hanno? è il comune che forse quì ha sbagliato. Diciamola tutta, se in quel capannone avessero fatto una chiesa ci sarebbe stato tutto questo casino? io penso di no

    Rispondi

  • www.gazzettadiparma.it

    02 Febbraio @ 16.37

    Andrea, il commento è stato pubblicato ugualmente ma cogliamo l'occasione, vista la presenza di "SOMARI" nel testo, per invitare tutti a confrontarsi e ad esprimere le proprie idee senza offendere gli altri. Grazie a tutti per i vostri contributi al dibattito.

    Rispondi

  • Stefano

    02 Febbraio @ 15.00

    donne e buoi dei paesi tuoi!!!!! buon intenditor......

    Rispondi

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