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Gestione rifiuti: diffida per Ato e Provincia dagli avvocati De Angelis e Allegri

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Dopo aver ottenuto l’inserimento del reclamo sull'inceneritore di Parma nella procedura della Commissione europea contro l’affidamento diretto alla multiutility Iren, primo passo verso l’infrazione Ue per la mancanza della procedura pubblica, gli avvocati Arrigo Allegri e Pietro De Angelis hanno diffidato Ato e Provincia sul resto della gestione rifiuti, sostenendo che serve la gara d’appalto anche per questo servizio, in base alla legge regionale 25/99.

Al presidente dell’Ato 2 di Parma, Roberto Bianchi – e per conoscenza al presidente della Provincia (Vincenzo Bernazzoli) che subentrerà all’Ato secondo norme nazionali e ai Comuni interessati – i due avvocati hanno inviato la diffida a «pronunciare entro e non oltre 30 giorni» la decadenza di Iren dalla gestione del servizio rifiuti urbani, «indicendo, entro lo stesso termine, una procedura ad evidenza pubblica di tipo concorsuale», come previsto dall’articolo 8ter della legge 25/99 che regola la gestione del servizio rifiuti.

 Ripercorrendo come si è arrivati all’affidamento diretto a Iren del servizio rifiuti, a partire dalla convenzione decennale stipulata nel dicembre 2004 (fino al 2014) con Amps (spa diventata prima Enia e poi Iren), gli avvocati sostengono che la legge 25/99 permetteva di evitare la gara pubblica solo ad Amps, per le sue caratteristiche societarie, ma non a Iren. «Poichè - spiegano nella diffida – l'Amps: a) era una società con partecipazione maggioritaria del capitale pubblico su quello privato; b) era effettivamente controllata dai Comuni rientranti nell’Ambito territoriale ottimale; c) esercitava la parte prevalente della attività a favore dei Comuni che la controllavano». Condizioni, le ultime due, che non ricorrono nel caso di Iren, partecipata anche da Comuni come Genova e Torino, subentrata nella gestione l’1 luglio 2010: «Non è effettivamente controllata dai Comuni rientranti nell’Ato 2 di Parma nè esercita, a favore dei medesimi, la prevalente attività». Decadute queste condizioni, secondo i due avvocati, si deve dunque dare il via a «procedure ad evidenza pubblica di tipo concorsuale»: il principio generale, sostengono infatti, «non si applica soltanto per l’affidamento iniziale di gestione ma vige in costanza di esercizio», altrimenti si aggirerebbe la norma che «tutela i fondamentali criteri di pubblicità, trasparenza e concorrenzialità, a garanzia del buon andamento ed imparzialità della Pubblica Amministrazione». Dunque ora - affermano nella diffida – l'affidamento diretto a Iren «è da considerarsi nullo e non applicabile».

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  • mirco

    15 Febbraio @ 12.54

    Maurizio, se avranno ragione loro pagherà chi ha commissionato la denuncia...ci sto anch'io a pagare la mia parte perchè comunque stanno facendo qualcosa che nessun privato di tasca propria può permettersi di addossarsi. E se invece avesse ragione l'avvocato, cosa facciamo pagare a questi signori? Nulla? Quanto tempo e soldi hanno fatto perdere a tutte le persone che sono contro l'inceneritore e che si stanno sbattendo da soli contro i grandi di IREN, Comune e Provincia? Non dovrebbero pagare anche loro per risarcire questi danni? Se nessuno avesse fatto denuncia, nessuno si sarebbe posto domande e loro sarebbero andati avanti per la loro strada senza intoppi. Ti sembra giusto? Poi, visto quanto sta succedendo a Parma, non credo che avere qualche pulce nell'orecchio e non dare tutto per corretto sull'operato del Comune e dei suoi esperti sia poi così da marziani...anzi...mi meraviglio di quanti vedono tutto normale quanto sta accadendo a parma

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  • Geronimo

    15 Febbraio @ 11.41

    Mirco, io mi riferisco in generale alle azioni di questo avvocato tese a rallentare la già lenta macchina amministrativa. Se ha ragione tanto di cappello ma se avrà torto a mio avviso dovrebbe pagare. Quanti danni economici ha provocato al comune questo avvocato?

    Rispondi

  • NA

    15 Febbraio @ 11.27

    Adesso sembra che in comune siano diventati tutti degli incapaci, ma siamo sicuri ?

    Rispondi

  • mirco

    15 Febbraio @ 09.16

    Si poteva evitare se comune, provincia e iren avessero fatto le cose secondo legge mentre hanno voluto fare quello che volevano loro Quindi adesso ne pagano le conseguenze. Maurizio, invece di dare contro gli avvocati che fanno quello che prevede la legge, pigliatela con il tuo sindaco, con il tuo bernazzoli e con la tua iren che hanno ben altri comportamenti Se ti dicono d'andare nel fosso perchè loro la pensano così, tu testa bassa e zitto, ti ci butti senza reagire?

    Rispondi

  • roberto

    15 Febbraio @ 02.11

    Ciapa! E ora che femo? Come sempre nessuno avrà mai colpe e Pantalone pagherà. Complimenti, bell'inghippo! Ma non si poteva evitarlo? Chi lo hanno voluto, se avranno torto, saranno mai chiamati a pagare eventuali danni arrecati?

    Rispondi

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