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San Lazzaro-Ospedale: vince l'autobus

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La gara fra il mezzo pubblico e un'auto: 20 minuti con il bus, con il mezzo privato servono 23 minuti.

In auto al Maggiore? In 23 minuti pagando 1,40 euro - Mancano pochi minuti alle nove quando la chiave gira e il motore si accende: si parte da via Emilio Lepido in direzione ospedale Maggiore. Una visita, un controllo, il ritiro di un esame: sono tanti i motivi che ogni giorno spingono i parmigiani a spostarsi verso Ovest per raggiungere la struttura ospedaliera della città. Cronometro alla mano, decidiamo di calcolare pro e contro della scelta di muoversi in automobile piuttosto che in autobus. E, a conti fatti, il mezzo pubblico batte la macchina su tutti i fronti: tempo e costi.
Passano, infatti, ventitré minuti e cinque secondi prima che l’automobilista, trovato parcheggio, varchi la soglia del cancello dell’ospedale in via Gramsci. Per macinare quasi sei chilometri con un’utilitaria a benzina e garantirsi la sosta di un’ora, il portafoglio «saluta» un euro e quaranta centesimi. All’esterno dell’autovettura che inizia a muoversi dal capolinea della linea 3 - siamo al civico 22 di via Emilio Lepido - il traffico mattutino ancora rumoreggia.  (...)
Un paio di minuti a piedi e siamo all’ingresso dell’ospedale. Chi ha optato per l’autobus ci ha preceduto. E ha qualche moneta in più nelle tasche.

In bus al Maggiore? In 20 minuti esatti con 1,20 euro - Biglietto alla mano, saliamo sull'autobus 3 al capolinea di via Emilio Lepido, destinazione ospedale Maggiore, pronti a sottolineare pro e contro del nostro viaggio sul mezzo pubblico. L’obliteratrice dei nuovi tagliandi magnetici, introdotti nel maggio scorso, segna le 8.45. A bordo si trovano circa dieci persone, quindi guadagniamo velocemente un posto a sedere, anche se dopo poche fermate il mezzo inizia già a riempirsi. (...) Continuiamo il nostro percorso verso il Maggiore attraversando il centro. L’orario è quello in cui s'incontrano soprattutto studenti universitari, persone che vanno a lavoro, e anziani. E sono proprio questi ultimi quelli che sembrano viaggiare in modo più scomodo. (...)
Siamo arrivati, via Gramsci, ingresso pedonale dell’ospedale Maggiore: sono le 9.05, ci abbiamo messo venti minuti esatti. Con un euro e venti centesimi, il prezzo del biglietto per la corsa singola (della durata di 60 minuti), ci siamo guadagnati il trasporto, la comodità di star seduti e la tranquillità di dover solo aspettare la nostra fermata, quella dell’ospedale, senza preoccupazioni per il parcheggio e senza stress da traffico.

Gli articoli completi e altri 7 articoli di approfondimento sono sulla Gazzetta di Parma in edicola alle pagine 10 e 11.

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  • manuel

    28 Febbraio @ 22.55

    Ahimè in Italia questa mentalitá arcaica facciamo fatica a cambiarla! L'auto tra poco diventerà un lusso per pochi (spero) e saremo costretti tutti ad utilizzarla il meno possibile volenti o nolenti. Abbiamo la fortuna di vivere in pianura e sfruttiamo fin troppo poco il mezzo più ecologico di tutti, la bicicletta (poi magari si va in palestra a 2 km da casa...). Poi c'è anche una responsabilità politica molto importante, non esiste un sistema di trasporto efficiente extraurbano, allo Spip arriva 1 (UNO) autobus ed è impossibile raggiungere il quartiere in bibicletta nonostante le strade siano nuove, il comune non può disincentivare l'uso della macchina all'interno della città in quanto si è troppo esposto con le aziende che gestiscono i parcheggi (Bonatti vi ricorda qualcosa??) Chiudo dicendo che molti miei amici stranieri NON hanno nemmeno la patente...fate un pò voi....

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  • Angelo

    28 Febbraio @ 22.53

    Il classico articolo promozionale non so se sponsorizzato dalla TEP.Gli Autobus che CIRCOLANO IN CENTRO SONO PER LA MAGGIOR PARTE VECCHI SGANGHERATI INQUINANTI E MOLTO RUMOROSI in particolare sulle linee 1, 6,3,4,7,16,essendo vecchi, inquinano molto di più delle auto e in aggiunta i distruggono le strade. Guardate strada D'Azeglio asfaltata tre anni fà,il ponte di Mezzo rifatto ancora una volta questa estate, Via Mazzini, Piazza Garibaldi appena rifatta .Mezzi non idonei. La comunità deve sobbarcarsi i costi di manutenzione delle strade per i danni causati da questi bestioni . E' un servizio tutto da ripensare.

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  • federico

    28 Febbraio @ 21.26

    Già, non ho voluto apposta toccare l'argomento inquinamento....se stesse a cuore ai nostri amministratori, domani ci sarebbe il divieto totale di circolare con le auto private. O no??? Una postilla la metto anche io : c'è qualcuno che vuol farci credere che il disinquinamento è gratis, se si ricerca( e si studia un po') si scopre che non può essere così. Disinquinare davvero costa un mucchio di soldi e un mucchio di posti di lavoro. Promuovere il mezzo pubblico forse non è così convenietne....per i nostri amministratori. I conti, e la matematica, sono oggettivi e se si fanno vanno fatti correttamente. Poi ognuno li può leggere come vuole, ma i conti non mentono.

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  • gazzettadiparma.it

    28 Febbraio @ 19.57

    Federico, che i conti siano giusti non significa ovviamente che siano universali, ovvero che vadano bene per tutti. Ognuno può applicare le variabili legate al proprio indirizzo, al proprio tragitto, alla propria distanza dalla fermata e così via. Mi permetto solo una postilla (pur ammettendo che io stesso razzolo male perchè uso troppo spesso l'auto): nel rapporto costi-benefici, occorrerebbe aggiungere, ai nostri numeri, quelli legati all'inquinamento e a quelle fonti di energia che forse non saranno eterne.Quindi, promuovere il mezzo pubblico non dovrebbe essere solo intereasse di Tep e Comune... (G.B.)

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  • Gianluca Pasini

    28 Febbraio @ 19.04

    Sicuramente la qualità dei trasporti urbani della Tep è di molto, molto migliore di quella dell'Act di Reggio. Però, restano: bus sovraffollati, controlli troppo sporadici (dovrebbero essere di una frequenza assillante, sì assillante, così nessuno si sogna di non obliterare il biglietto). La linea 5, p. es., dovrebbe o essere servita da autosnodati o avere corse più frequenti.

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