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Il racconto di Bonsu ai giudici: "Sbattuto a terra, trascinato in auto e insultato". E in aula riconosce tre vigili

Il racconto di Bonsu ai giudici: "Sbattuto a terra, trascinato in auto e insultato". E in aula riconosce tre vigili
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«Dopo avermi trascinato in auto uno di quelli che mi avevano sbattuto a terra e ammanettato nel parco mi ha insultato: "Negro di m...., ti spaccherei la faccia". Era furioso perché si era rotto il braccialetto che gli aveva regalato la sua fidanzata. Prima di allontanarsi mi ha dato un calcio». È cominciato così, con il racconto del fermo subito nel parco "Falcone e Borsellino", la testimonianza di Emmanuel Bonsu nel corso del processo nei confronti degli otto vigili che hanno partecipato al suo arresto il 28 settembre del 2008.

Bonsu, che è arrivato in aula accompagnato dalla madre e dal padre, ha spiegato che quel pomeriggio aveva scelto di fermarsi su una panchina del parco in attesa che cominciassero le lezioni serali all’Itis Leonardo Da Vinci che all’epoca frequentava. Intorno a lui il ragazzo notò il movimento di un certo numero di persone (due donne alle spalle, due uomini che gli passeggiavano di fronte) e che sulle prime non aveva trovato nulla di strano. Queste stesse persone, qualche secondo dopo, lo hanno afferrato per le mani gridandogli di star fermo. «Ero molto spaventato, non capivo che cosa stesse succedendo e per questo ho tirato via le braccia e ho cercato di scappare. Sono stato atterrato, ma non ricordo se colpito da un pugno, e mi sono trovato un piede sulla faccia e una pistola puntata al volto. Un’altra persona si era gettata sulle mie gambe. Nessuno ha detto che si trattava di una operazione di polizia», ha raccontato il ragazzo ghanese al tribunale.

Successivamente, Bonsu fu condotto nella centrale dei vigili e rinchiuso in cella. L’occhio sinistro presentava un’ecchimosi e una delle mani sanguinava. «Non mi hanno medicato - ha continuato - una di quelle persone ha detto che andava a cercare dei cerotti ma poi non li ha portati. Mi è stato dato dell’alcol, dicendomi: "Bevi che dopo stai meglio". Poi mi hanno fatto spogliare e, tutto nudo, mi hanno detto di fare dei piegamenti due o tre volte. Prima di uscire dalla cella mi hanno detto: Rivestiti». La deposizione è cominciata in ritardo a causa di una richiesta, respinta dal giudice, di far slittare il processo ad altra data a causa dell’assenza di uno dei legali dei vigili per un altro impegno professionale.

IL RICONOSCIMENTO - Emmanuel Bonsu ha riconosciuto in aula tre degli otto vigili che sono a processo per il pestaggio e per l’arresto avvenuto nel settembre del 2008. Si tratta degli unici tre imputati presenti nell’aula di Corte d’assise di Parma questa mattina. In particolare, del commissario capo Simona Fabbri, dell’ispettrice capo Stefania Spotti e dell’agente scelto Andrea Sinisi.

Per quanto riguarda il commissario Fabbri, si tratta di un colpo di scena. Il dirigente della polizia municipale, infatti, aveva sempre negato di essere stata presente nel parco Falcone e Borsellino nel corso dell’operazione antidroga che ha portato al fermo di Bonsu perchè «scambiato per il palo di un pusher». Nel corso della sua testimonianza il ragazzo ghanese, che oggi frequenta Scienze Politiche a Milano, non ha mostrato incertezze neppure nel riconoscimento degli altri imputati dal fascicolo fotografico redatto dai carabinieri che hanno indagato sulla vicenda. Emmanuel Bonsu ha risposto in maniera pacata eppure ferma a tutte le domande che gli sono state rivolte dall’accusa. Di quel pomeriggio di settembre in cui il ragazzo secondo l'accusa fu atterrato, insultato, pestato, minacciato (anche con un’arma in pugno) dai vigili del nucleo di «pronto intervento» della polizia municipale di Parma, Emmanuel ha ricordato tutto.

In aula assieme ai suoi legali, Maria Rosaria Nicoletti e Lorenzo Trucco, erano presenti anche i genitori. Sua madre ha potuto seguire la deposizione mentre accadeva. Suo padre invece è dovuto restare appartato in un’altra zona del tribunale perchè durante le prossime udienze sarà chiamato a deporre.

DELUSO DAL SINDACO. «Il sindaco venne a casa mia ma fui deluso - ha detto ancora Bonsu durante la testimonianza in aula -. Secondo me non era venuto per scusarsi. Ci disse che non dovevamo strumentalizzare le cose perché i medici ci avevano trattato bene». I medici sono quelli che, pochi giorni dopo il fermo, lo hanno operato all’occhio sinistro per rimuovere le conseguenze del pugno ricevuto. Per Bonsu, il sindaco Pietro Vignali avrebbe, con una visita a titolo privato, tentato di «minimizzare le cose» ed evitare che la famiglia di immigrati ghanesi facesse «troppo rumore».

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  • Geronimo

    03 Marzo @ 21.45

    Caterina, su dai fai un respiro e spiega tutto, io direi di piantarla con questi piagnistei che dicono agli extracomunitari (o meglio come dite voi, ai negri) tutto è concesso perchè non è vero, un extracomunitario vale uno come vale uno un parmigiano. Che difficoltà hai? hai chiesto aiuto? a chi?

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  • caterina

    03 Marzo @ 17.57

    ........................................................................................................................................................................................................LA LEGGE NON E' UGUALE PER TUTTI.! QUANTA GALERA SI SON FATTI I VIGILI??DAL MOMENTO CHE QUESTA MATTINA I TITOLI DELLA GAZZETTA ERANO CHE PARMA DA' CONDANNE ESEMPLARI A CHI FA' QUESTO TIPO DI AZIONI VERSO GLI EXTRA COMUNITARI..........SONO DELUSA DI NON AVERE AGEVOLAZIONI PUR ESSENDO IN DIFFICOLTA',E DI CONSTATARE CHE L'ITALIA VA A ROTOLI....MA NON MI POSSO PERMETTERE L'UNIVERSITA'...........................LA MIA DELUSIONE NON HA U N PREZZO..??DEVO VENIRE DA FUORI E ESSERE PESTATA PER VALERE IN ITALIA ....SCHIFOOOOOOO.

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  • andrea

    03 Marzo @ 12.09

    Michela....ma non è meglio a volte star zitti invece di scrivere stupidaggini....

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  • Geronimo

    03 Marzo @ 00.15

    Michela come al solito racconti balle e come al solito ti dimentichi di rispondere alle richieste di riscontri su quello che scrivi. Devo correggerti comunque perchè la giustizia farà il suo corso, lento ma lo farà, in ogni caso non sono due cazzotti due ma qualcosa di più, minacce, falsificazione di prove, falsa testimonianza (e si anche questo, una persona che nega di essere in un posto poi si scopre che era la), episodi razzisti come foto trofeo e scritte su un foglio. Altro che altre mansioni, magari non sognavano altro, mandiamoli nelle stalle a lavorare. Naturalmente se saranno innocenti quelle persone tante scuse, reintegro immediato e soprattutto una valanga di soldi da parte di chi ha sbagliato. L'innocenza però da dimostrare, e le prove dicono il contrario

    Rispondi

  • gialloeblu

    02 Marzo @ 19.00

    La squadra volanti fà cose peggiori????bella questa.....e che farebbe di "illecito"??? Ti ha forse malmenato?minacciato?.....comodo dire "sò"ma nn dico......MA PER PIACERE! A avercene di poliziotti e Carabinieri come quelli che abbiamo a Parma!!!!Gente che forse messi in 12 prendono quando prende la dott.ssa Monguidi........parlo di stipendio,e se hai qualcosa di illecito da denunciare FALLO!!!

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