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I pendolari reggiani: "Ritardi e disservizi sul regionale da Parma"

I pendolari reggiani: "Ritardi e disservizi sul regionale da Parma"
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Treni in ritardo, riscaldamento che a volte non funziona, vagoni a volte fuori servizio. Sono queste le lamentele dei pendolari reggiani che utilizzano quotidianamente i treni per Bologna e che a volte partono da Parma. Anzi, a detta del Comitato pendolari Fuori Servizio (il blog del comitato), il treno che parte da Parma alle 7,19 ed è previsto a Reggio Emilia per le 7,33 è arrivato più volte in ritardo. Questa mattina, dice una nota del comitato, ha accumulato dieci minuti di ritardo. I pendolari, dal marciapiede della stazione di Reggio, hanno scoperto che il treno in arrivo aveva anche una porta fuori servizio nella prima carrozza; la seconda aveva il riscaldamento inutilizzabile. L'intervento del comitato si chiude con un sarcastico "ringraziamento a Trenitalia".

Ecco il testo del comunicato dei pendolari del comitato Fuori Servizio:

MISTERI DI TRENITALIA
ovvero
COME PUO' UN TRENO PARTITO DA PARMA ARRIVARE SEMPRE IN RITARDO A
REGGIO
Ormai e' un dato di fatto: e' impossibile che il R6253 in partenza da Parma e previsto a Reggio alle 7.33
riesca ad arrivare puntuale. Deve percorrere meno di 30 km, soli 14 minuti di viaggio senza fermate
intermedie, eppure NON CE LA FA! Lo sanno bene i pendolari che tutte le mattine lo attendono invano
all'orario previsto. Si aggiunga a questo che MAI viene annunciato il ritardo. I minuti passano (anche la
pazienza!) senza sapere nulla, finche'....eccolo, arriva, IN RITARDO.
Ciliegina sulla torta: nella giornata di oggi, 1 marzo, il suddetto treno si e' presentato con 10 minuti di
ritardo, creando non poca ressa sul binario. In piu' la prima carrozza aveva una delle due porte “Fuori
Servizio” (proprio come il nome del Comitato!); la seconda carrozza invece “Fuori Servizio” aveva il
riscaldamento. Poco male, si stava tanto stretti, fitti fitti, tutti in piedi, che il calore umano quasi
bastava.
Un sentito ringraziamento a Trenitalia che ci fornisce questo quotidiano dis-servizio, a FER
responsabile del materiale rotabile del suddetto treno e all'Assessorato regionale ai trasporti che vigila
costantementee e che forse sapra' fornire una risposta al mistero.

(foto d'archivio)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Simone

    02 Marzo @ 12.37

    Approfondisco quanto già detto nel primo commento aggiungendo che in realtà il 90% delle mattine il treno arriva sì puntuale, anche in anticipo (fra le 7.05 e le 7.10) ma INSPIEGABILMENTE alle 7.19 non parte, solitamente parte 4/5 minuti dopo (7.23 / 7.24). Altro motivo del ritardo: TUTTE le mattine questo treno (e dico TUTTE le mattine!), una volta partito da Parma, va' ad un velocità RIDOTTISSIMA fino all'altezza di San Prospero. Una volta a San Prospero, prende la velocità normale. Sinceramente non mi so spiegare questo, dal momento che tutti gli altri treni partono subito "veloci". Comunque concludo dicendo che almeno, noi poveri pendolari, dobbiamo essere positivi: questo treno a dicembre scorso ha rischiato di non esserci più (per i tagli). Questo avrebbe creato un buco dalle 06.45 alle 07.30. Inaccettabile. Considerando che questo è il treno PIU' UTILIZZATO da tutti i pendolari sarebbe veramente stata una situazione di enorme disagio, considerando che il treno delle 7.30, oltre ad arrivare sempre con i suoi 5 minuti di ritardo (quindi saremmo arrivati a lavorare molto tardi, quasi venti minuti dopo!), è anche un carro bestie perchè è sempre SPORCO e STRACOLMO di gente proveniente da Piacenza e Fiorenzuola. Pensate quando questo arriva a Reggio Emilia, che casino! Questo treno delle 7.19, nonostante i suoi problemi, è una SALVEZZA per molti di noi, per fortuna che c'è ancora!

    Rispondi

  • Paolo Reggiani

    02 Marzo @ 12.29

    Rieccoci con l’ennesima anche se sacrosanta e dovuta protesta. Sarà senza nessun effetto, statene sicuri, finché certi “figuri” saranno da noi lasciati incollati alle loro immeritate poltrone. Ma perché “da noi”. Ragioniamo un momento. Questi sono i grandi benefici e vantaggi della privatizzazione, il rimedio di tutti i guai. Quanto stiamo lamentando è il risultato di quella decantata privatizzazione: non nascondiamoci dietro ad un dito. Questa privatizzazione è partita tempo fa per opera del governo che pian piano mollò le FS dicendo che erano un peso e privatizzate sarebbero rifiorite. Ebbene ecco i fiori. Però le cose non hanno funzionato da subito ma noi abbiamo riconfermato, dato ancora i voti a quelli che hanno prodotto questo sfacelo, così come quello delle Poste, altro motivo di lamentele e proteste ed altri ancora (si pensi alla TEP nella città: qui non è stato il governo ma l’applicazione locale della sua politica di benefici). Ormai tutti i politici ripetono ogni giorno come un mantra che hanno avuto l’appoggio dei cittadini (anche se quella che si definisce maggioranza è in realtà una minoranza con qualche voto in più) ed agiscono per il loro bene. In parole povere ci stiamo lamentando del bene ricevuto. O siamo tutti ingrati oppure quel bene non c’è. Forse qualcuno ricorderà che le FS quando, a detta dei politici, non funzionavano, avevano treni abbastanza regolari, sufficientemente puliti, ecc. Ora che le hanno “privatizzate” in 9 (NOVE!) società tutto è andato all’aria. Salvo le poltrone dirigenziali e relativi staff (ben pagati per giunta) di quelle nuove società, rigidamente private ma politicizzate. Spetta ora a noi dire che abbiamo capito il giochetto usando il voto elettorale. Lamentarci dopo di una scelta sbagliata non servirà a nulla. Come a nulla approderà la protesta di oggi.

    Rispondi

  • matteo

    02 Marzo @ 08.10

    arriva in ritardo a reggio perché a Parma ci arriva in ritardo: il treno parte da bologna, arriva a Parma, dove fa capolinea e riparte subito per bologna. Inoltre, a volte fa passare sul proprio binario (6) dei treni merci, come é accaduto stamattina, perciò finché il binario non é libero non può entrare in stazione.

    Rispondi

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