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Cresce la popolazione del Parmense: 442mila abitanti, +1,1%. Stranieri: i moldavi superano gli albanesi

Cresce la popolazione del Parmense: 442mila abitanti, +1,1%. Stranieri: i moldavi superano gli albanesi
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La popolazione della nostra provincia è aumentata nel 2010 a un ritmo superiore rispetto al 2009: al 1° gennaio 2011 la provincia di Parma conta 442.070 residenti, con una crescita rispetto all’anno scorso di 4.762 unità, +1,1%.
Si tratta comunque del quarto aumento in valore assoluto registrato da oltre 50 anni, da quando sono a disposizione le rilevazioni annuali della popolazione. Dal 1996 la popolazione è cresciuta di oltre 50mila persone; nei primi anni lentamente, dal 2000 in modo più rapido.
L’aumento della popolazione ormai da alcuni anni è determinato in parte considerevole dalla crescita degli stranieri, che con una crescita di 4.922 persone (+9,8%) superano la soglia dei 55mila, raggiungendo il 12,5% della popolazione complessiva.
"A tal proposito si ricorda - dice una nota della Provincia - che nelle graduatorie della qualità della vita che vengono stilate ogni anno da importanti quotidiani economici, la percentuale di stranieri residenti viene considerata un indicatore positivo, perché denota l’attrattività di un territorio (tant’è vero che le aree più svantaggiate economicamente presentano basse percentuali di popolazione straniera residente). Si ricorda peraltro che agli inizi degli anni ’90 il nostro territorio sembrava avviato ad un inesorabile calo di popolazione, che avrebbe verosimilmente provocato pesanti difficoltà economiche".

Non è da trascurare poi il ruolo dell’aumento della speranza di vita nella crescita della popolazione: se non ci fosse anche questo fattore, il saldo naturale (differenza tra nati e morti) ancora più sfavorevole  porterebbe ad un calo demografico.
L’aumento della speranza di vita è un elemento di grande importanza, perché è un indicatore di un sistema socio-sanitario che funziona bene, e che ha portato i nostri valori di speranza di vita vicino ai livelli dei primi nel mondo.

Considerando i singoli comuni si nota che la popolazione complessiva cresce in modo più consistente a Noceto, che fa registrare l’incremento percentuale più forte (+2,8%), seguito da Felino e Calestano, entrambi con +2,5%. La diminuzione maggiore si osserva a Zibello (- 2,4%), seguito da Valmozzola (- 2%) e da Albareto (- 1,7%).
Nell’area montana i comuni che crescono sono Borgotaro (+1,1%), Tizzano (+0,6%), mentre Corniglio rimane praticamente stabile (+0,05%).

Gli stranieri: le caratteristiche
La popolazione straniera è aumentata nell’ultimo anno in quasi tutti i comuni della provincia; Albareto e Compiano fanno eccezione, ma registrano decrementi modesti (4 persone in meno ad Albareto e 10 a Compiano). Il processo di ripopolamento delle aree demograficamente più deboli continua ad essere alimentato dall’immigrazione straniera.
I comuni dell'Appennino presentano gli incrementi percentuali più alti. Ai primi due posti nella graduatoria troviamo Monchio delle Corti e Tornolo, entrambi con aumenti superiori al 60%, a seguire Corniglio (+40%), Varsi (+25,5%) e Solignano (+18,7%). In tutti questi casi si deve tenere conto, però, anche del valore assoluto della crescita, talvolta piuttosto basso.
I comuni di Calestano, Colorno, Langhirano e Fornovo sono quelli in cui  la percentuale di stranieri rispetto alla popolazione totale è più alta,  superiore al 16% .
La Montagna, in generale, presenta valori percentuali più bassi, nonostante i recenti aumenti; in alcuni casi, però, anche qualche comune montano raggiunge  percentuali piuttosto alte: ad esempio, a Tizzano (12%), ma anche a Solignano (9,6%) e Palanzano (8,2%).
Continua la crescita della presenza femminile, che ha ormai raggiunto il 51,4% (nel 1996 le donne rappresentavano solo il 38% del totale della popolazione straniera). Le presenze femminili più consistenti si registrano in prevalenza nei comuni che appartengono alla fascia montana (Monchio, Tornolo, Albareto, Corniglio, Valmozzola e Bore); a Monchio delle Corti, per esempio si arriva all’80% di donne sul totale degli stranieri.
"Sembra possibile ipotizzare che queste alte percentuali di presenza femminile straniera siano da collegare alle esigenze di  assistenza di una popolazione con numerosi anziani - dice la nota della Provincia -. Al di là di questo fenomeno, che spesso coinvolge donne di alcune specifiche nazionalità, vi sono anche significativi processi di ricongiungimento e stabilizzazione famigliare; fenomeni  la cui importanza può essere dedotta, in via generale, anche dal consistente numero di minori stranieri. In effetti, una percentuale rilevante di minori stranieri è considerata uno dei più importanti indicatori di integrazione di una popolazione immigrata".

Per quanto riguarda le cittadinanze più numerose, al primo posto troviamo i Moldavi, che hanno sottratto il primato agli Albanesi, che si collocano al secondo posto, seguiti dai Rumeni; queste tre cittadinanze da sole rappresentano il 34,4% di tutta la popolazione straniera. Ormai da alcuni anni le persone provenienti dai Paesi dell’Est Europa rappresentano il gruppo più numeroso.

La popolazione parmense sotto diversi punti di vista: fasce di età, gli anziani e le famiglie
In generale la presenza di stranieri è più consistente nelle fasce più giovani dell’età lavorativa; in particolare, tra i 20 e i 34 anni la percentuale di stranieri rispetto al totale della popolazione è del 23,9%. Da rimarcare anche, però, la consistenza della fascia 0-4 (22,5% e terza per ordine di grandezza percentuale). La popolazione straniera è soprattutto giovane ed ha elevati tassi di fecondità (quasi doppi rispetto a quella italiana) e questo spiega la consistenza numerica dei bambini figli di stranieri.
"Molto significativo, a tal proposito, - dice la Provincia - il dato relativo ai nati nella provincia di Parma (o, per meglio dire, ai residenti di età 0). Mentre infatti il dato dei nati totali è in leggero calo (-12 unità rispetto al 2010), quello degli stranieri continua la propria crescita (anche se ad un ritmo rallentato rispetto alla rilevazione precedente), superando le mille unità. È rilevante sottolineare come in alcuni comuni la percentuale di stranieri sul totale dei nati supera il 30% (il picco lo si raggiunge a Tizzano col 50%). Ad esclusione di Soragna e Colorno, sono tutti comuni collinari e montani.
Da questi dati si può capire facilmente l’importanza del contributo fornito dagli stranieri al ringiovanimento della nostra popolazione, che nella sua componente italiana presenta livelli elevati di anziani"

I “grandi anziani” (da 75 anni in avanti) in effetti continuano ad aumentare, e nell’ultimo anno si è registrato un aumento dell’1,4%, il più elevato dal 2006. Nel 2011, inoltre, abbiamo anche raggiunto nella nostra provincia il massimo numero mai registrato di ultracentenari, 160 per la precisione.
Questo è uno degli effetti del continuo aumento della speranza di vita, che negli ultimi 15 anni è cresciuta in modo straordinario, grazie agli sviluppi scientifici e tecnologici, e ad un sistema socio-sanitario evidentemente molto efficace. Dal 1992 al 2007 vi è stato un aumento della speranza di vita alla nascita di 5,4 anni per i maschi e di 3,5 anni per le donne, portandola vicina agli 80 anni per gli uomini, e a oltre 84 anni per le donne.

"L’indicatore della speranza di vita alla nascita - dice la Provincia - ha assunto recentemente una certa importanza in quanto è attualmente in corso un ampio dibattito scientifico sul superamento del PIL come misura principe del benessere di una società, dibattito che ha avuto anche autorevoli sedi di confronto politico-istituzionale (ricordiamo, ad esempio, la commissione voluta dal presidente Sarkozy, che ha coinvolto diversi studiosi premi Nobel).
Uno dei più riusciti tentativi di allargare lo spettro degli indicatori del benessere (l’indice di Sviluppo Umano, pubblicato dall’ONU) coinvolge proprio la speranza di vita alla nascita (insieme al livello di istruzione, e, appunto, al PIL pro-capite).
Vogliamo però riflettere anche sul possibile collegamento tra l’aumento demografico e l’andamento del reddito prodotto nel nostro territorio, espresso attraverso l’indicatore del valore aggiunto1 che Prometeia-Unioncamere ha calcolato fino al prossimo anno. Sebbene non si possano stabilire delle correlazioni misurabili tra le 2 variabili, possiamo però affiancare ai dati demografici quelli del valore aggiunto. Vediamo che nel 2009, anno in cui la crisi ha avuto gli effetti più consistenti, il valore aggiunto totale (con valori deflazionati) è tornato sostanzialmente al livello medio del periodo 2002-2005, con un brusco calo del -4,2% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, già nel 2010 si dovrebbe registrare un aumento del 2%; la tendenza alla crescita dovrebbe proseguire anche nei 2 anni successivi ad un ritmo leggermente inferiore. Più lenta la crescita del valore aggiunto pro capite, che dovrebbe rimanere piuttosto distante dai livelli pre-crisi.
E’ comunque interessante notare che la performance del nostro territorio, raffrontato con le altre province della nostra regione, sembra decisamente migliore. Il calo nell’anno peggiore della crisi (-4,2%) è stato il più basso tra tutte le province, e anche la ripresa dovrebbe essere tra le più elevate".

Il numero delle famiglie prosegue la sua crescita da vari anni e raggiunge nel 2011 la cifra di 201.591; come per la popolazione complessiva, l’incremento è, però, leggermente più contenuto rispetto agli anni precedenti, e si attesta intorno alle 2.500 unità.
Dal 1998 abbiamo avuto comunque una crescita complessiva di oltre 36.500 famiglie, con un aumento del 22,2%, di molto superiore a quello della popolazione nello stesso periodo (+12,2%).
Questo significa che la dimensione media delle famiglie è sempre più ridotta; non a caso le famiglie con un solo componente hanno avuto nell’ultimo anno il più alto incremento in valore assoluto. Tuttavia, la variazione percentuale più consistente ha riguardato i nuclei da 5 e più componenti (+5,0%).
Le famiglie di piccola dimensione (fino a 2 componenti) rappresentano ormai oltre il 65% del totale.
 

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  • gazzettadiparma.it

    16 Marzo @ 15.17

    Da riflettere c'è sicuramente, ma per tutti e non solo per i giornalisti. Quanto al ruolo specifico dei giornalisti, per una volta la risposta può arrivare dal cinismo che a volte (e non del tutto giustamente) ci viene attribuito: l'importanza di una notizia non sta certo nella nazionalità di chi commette un fato, ma nel fatto in sè. E comunque, le assicuro che in Gazzetta (web o cartacea che sia) non facciamo differenza tra un reato commesso da un magrebino e quello commesso da un valdostano, un milanese, un palermitano o un parmigiano. La dfifferenza, al massimo , la può fare l'autore se è un personaggio famoso (es. se a far sesso con una minorenne è il presidente del Consiglio - sempre che l'accusa sia confermata - è diversa che se la fa PInco Pallino. E ovviamente parlo solo dal punto di vista dell'interesse giornalistico). Così come un extracomunitario che ferma uno scippatore (è successo recentemente) fa notizia tan to quanto l'avrebbe fatta unparmigiano: la notizia è il cittadino, di qualunque colore, che blocca lo scippatore. Se a sventare la rapina è la mamma di Tommy, è un'altra cosa.

    Rispondi

  • stefano

    16 Marzo @ 13.06

    "mentre sono centinaia quelli che prendono diretamente la via del cestino e non sono pubblicati ..." forse ci sarebbe da riflettere su questo non crede?? rimango sulle mie convinzioni che la causa di tutta questa paura verso lo straniero sia causata in gran parte dai mass media che distorgono la realtà...vedi il troppo accanirsi con la cronaca nera,sopratutto quando è uno straniero a compiere il reato.. per la notizia di pizzarotti se mi sono sbagliato porgo le mie scuse purtroppo mi trovin asia non ho modo di leggere il quotidiano cartaceo...

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    16 Marzo @ 08.30

    "@stefano - Scusi se le rispondo in ritardo, ma ci tengo anche se oggi sono di riposo (sa: ne abbiamo bisogno, con tutte quelle notizie sui gatti recuperati, visto che per lei non facciamo altro...). - Ci riprovo seriamente, poi se lei vuole insistere la lascio alle sue convinzioni. Le ripeto: se vuole criticare ok, ma prima deve leggere. 1) Di interventi su commenti razzisti ne ho fatti a decine, mentre sono centinaia quelli che prendono diretamente la via del cestino e non sono pubblicati 2) Al di là dei commenti, la nostra linea sul tema immigrazione è chiarissima, al punto che proprio in questi giorni siamo stati coinvolti per una iniziativa da associazioni di extracomunitari: glielo spiega lei che siamo dei razzisti, o forse hanno più elementi loro per giudicarci...? 3) Quel titolo si presta a interpretazioni deformate solo se è deformata la mente di chi legge. E' un articolo su una statistica, e nulla di più. Allora, nella sua logica, già dire che gli stranieri sono aumentati sarebbe un invito alla xenofobia ? Guardi, di lezioni di giornalismo in realtà ne accetto da chiunque, ma la sua mi sembra davvero poco coerente. 4) Quando lei mi ha scritto, non avevo alcuna notizia sul presidio: l'ho recuperata dalla Gazzetta di carta che l'ha pubblicata oggi. MI spiace doverle dare anche questa delusione..."

    Rispondi

  • stefano

    15 Marzo @ 17.57

    mi fa piacere che invita alla rifessione solo me , ma tace quando dovrebbe dire qualcosa contro i commenti razzisti che dilagano qua sotto,.anche il silenzio in certi casi è consenso.. ora non le voglio dare una lezione di giornalismo ma il titolo decide l interpretazione dell articolo e piu o meno esplecitamente o implicitamente può anticipare l opinione e il giudizio contenuti in un pezzo,oltretutto il titolo offre l opportunità di deformare un informazione... p.s mi fa piacere che la vostro servilismo con la ditta pizzarotti continua,neanche un titolino sul presidio che si svolgerà domani davanti alla ditta contro la costruzione della linea ferroviaria nelle terre palestinesi occupate abusivamente da israele,strano per un giornale che da spazio anche alla notizia di un gatto recuperato dai viglili del fuoco su una pianta. forse dovrebbe cominciare a girare anche un po piu in la di parma...

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    15 Marzo @ 15.50

    Stefano sindaco subito? O magari presidente del consiglio, visto che ha in tasca la ricetta per come parlare (e immagino per come risolvere) ogni problema legato all'integrazione...? - Oppure, ed è quello che le propongo, proviamo a parlarne seriamente, giusto il tempo che lei scenda dalla cattedra. Lei dice "provincialismo" ? Può darsi, visto che in provincia ci troviamo. Però, vede, io a Parma ci giro, e attraverso i lettori ci giro anche "virtualmente". E le dico una cosa: la questione integrazione, su cui spero che la pensiamo allo stesso modo, non la si risolve con le battutine o guardando gli "ignoranti" dall'alto al basso (anche questi sono in fondo luoghi comuni, sa?). Il problema non è che si parli del "sorpasso" moldavi-albanesi: questa è solo una curiiosità e un dato demografico innocuo. Il problema è COME si parla dell'argomento stranieri. Allora, se oltre a spendere i "4 soldi" lei ci leggesse anche, dovrebbe avere visto che di inchieste e dibattiti "seri" (ammesso che i numeri di ieri non lo fossero) ne abbiamo lanciati tanti. Non so se abbiamo avuto il piacere di un suo contributo anche in quel caso. O le riescono bene solo le battutine? Se non è così, continui a seguirci (magari con più attenzione), e avrà l'occasione di dire la sua più seriamente, contribuendo a un dialogo tutt'atro che facile, su questa questione, insieme a noi "provinciali" . Ci contiamo . (Gabriele Balestrazzi)

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