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Addio a Giuseppe Monici, l'imprenditore gentiluomo

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di Lorenzo Sartorio
 

Industriale di razza, ma soprattutto uomo di grandi ideali, adamantina onestà e straordinarie capacità imprenditoriali. Giuseppe Monici, deceduto nei giorni scorsi all’età di settantotto anni, è stato un esempio, non solo per i suoi cari, ma anche per tanti giovani imprenditori che, in quella figura carismatica, avevano individuato  un sicuro  punto di riferimento,  non solo per la indubbie doti manageriali, ma anche per quello stile  di gentiluomo  che Monici  sapeva  testimoniare  in ogni occasione,  sia in azienda  che  fuori. Nativo  di Sabbioneta, dopo avere  conseguito la laurea in ingegneria chimica presso l’università di Pisa, lavorò, in qualità di dirigente, in aziende di Mantova, Milano e Piacenza. Da tempo, però, coltivava il desiderio di intraprendere un’attività industriale  in  proprio perché se lo sentiva e perché ne aveva le  capacità. Nel  1976 acquisì la Tecnopack  Italiana spa con  sede a San Polo di  Torrile, azienda  leader nella  produzione  di manufatti  in polistirolo espanso. Uomo lungimirante e intelligente, persona corretta  e sincera, sostenitore  di  valori veri e di nobili ideali, credeva molto nel lavoro di squadra   per  realizzare progetti  volti alla crescita   socio-culturale  della società. Fu infatti  un convinto rotariano, socio attivo del Rotary Club Casalmaggiore Viadana Sabbioneta.  E,  proprio  in  virtù del suo operato all’interno del club, di cui era past president,  fu insignito del «Paul Harris»,  una delle massime onorificenze rotariane. Membro della  giunta confindustriale  regionale  Emilia-Romagna, della consulta nazionale di Confindustria, ricoprì incarichi di  rilievo anche in seno all’Unione parmense  degli industriali, dov’era molto apprezzato per equilibrio, correttezza  e  per l’unanimemente riconosciuta competenza. La sua padanità  la testimoniò  anche  come delegato dell’Accademia  italiana della cucina e si battè  per fondare  la delegazione «Destra Oglio», di cui era amatissimo  presidente nonchè anima organizzativa  di tutte  quelle  iniziative promosse dal sodalizio a tutela  del patrimonio enogastronomico  della sua terra. Membro della giunta nazionale Assoplast, nel 1994,  fu pure candidato  al Parlamento, nelle fila di Forza Italia, dopo avere svolto  in precedenza attività  politica nel Partito  liberale italiano. Una famiglia importante, quella dei Monici,  non  solo dal  punto di vista culturale,  ma anche imprenditoriale, in quanto  i fratelli di Giuseppe, Luigino (deceduto lo scorso anno)  e   Alberto (anch’egli scomparso alcuni  anni fa)  furono a capo di aziende importanti come la San Polo Lamiere,  la Fleur Ducale e altre.  Inoltre Luigino Monici, dal 2003 al 2008,  ricoprì  l’incarico  di presidente  di Publiedi,  la concessionaria  di pubblicità della Gazzetta di Parma. Giuseppe  fu un esempio anche in famiglia che  amava profondamente: marito esemplare, padre  premuroso e affettuosissimo nonno. Ha condiviso con  la moglie Marisa, le figlie  Elisa e Alessandra e  i nipoti  Anna, Matteo, Michele  e Margherita i momenti  più belli della sua  vita, sempre scandita da sentimenti  nobili e profondi.
 

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