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"Controllori Tep, grazie: mi avete reso orgoglioso della mia normalità"

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Pubblichiamo la lettera arrivata in redazione:

Tep: desiderio esaudito

"Uso spesso l'autobus per recarmi al lavoro e rientrare a casa ma ogni volta che entro in vettura, l'acuto "beep" che emette l'obliteratrice sul mio biglietto mi suggestiona quasi a captare un pensiero trasversale di alcuni dei passeggeri presenti: guarda quel pirla che paga sempre...
Consapevole di essere naturalmente "nel giusto" e di pagare semplicemente un servizio che utilizzo, afferro tranquillamente un "apposito sostegno" mentre l'autobus riprende nel suo tragitto.
Abbandonato al dondolio del percorso, prende poi forma un dubbio ricorrente: se io sono il solito pirla che paga sempre,
quanti saranno in questa corsa i furbi che non pagano mai? Possibile che non ci sia un po' di controllo e giustizia per un dovere così banale? Ebbene questa sera verso le 18:30 quando stavo rientrando dal lavoro sulla  linea urbana n.15 direzione via Naviglio, il mio desiderio è stato finalmente esaudito.
Circa all'inizio di via Farini entrano in vettura due controllori della Tep ed iniziano il loro lavoro.
Tutti presentano il regolare titolo di viaggio meno una signora che alle  ripetute richieste dei pubblici ufficiali, tenta di uscire dalla porta centrale ovviamente tenuta chiusa, non mostra alcun segnale di nota, non risponde nulla, non gira nemmeno lo sguardo nella loro direzione, insomma li ignora totalmente come se non esistessero.
Un controllore rinnova gentilmente la richiesta facendo notare alla signora che tutti i passeggeri hanno mostrato il biglietto e manca solo il suo ma se proprio non l'avesse la invitano a mostrare un documento: ancora nessuna
risposta.
Il controllore illustra allora alla signora che il passo successivo sarebbe di richiedere la presenza della polizia.
La signora guarisce improvvisamente dalla "temporanea sordità" si gira ed accusa i controllori di "comportamento arrogante" continuando a non mostrare alcun documento.
Dopo ulteriori tentativi senza esito,  il controllore messo alle strette allora applica semplicemente il protocollo e notifica via radiotelefono la richiesta della polizia. (realmente?)
A questo punto la signora cede e consegna la carta d'identità che permette al controllore di compilare il verbale di cui consegna una copia alla signora.
Lo so che è assolutamente banale ma volevo semplicemente ringraziare la TEP ed in particolare  i due controllori che in quei pochi minuti mi hanno fatto sentire orgoglioso della mia "normalità" oltre che avere compiuto correttamente e gentilmente il loro lavoro senza la minima traccia di arroganza o prepotenza.
Molto tempo è trascorso da quando il bigliettaio era a bordo di ogni vettura ed ogni passeggero era sicuramente titolato ad essere tale. Ho motivo di credere che se venisse reintrodotta questa mansione la Tep potrebbe vantarsi di creare nuovi posti di lavoro sicuramente coperti dai nuovi copiosi introiti che deriverebbero dalla inevitabile vendita di biglietti oltre a reintrodurre un senso di giustizia sempre più raro e sempre più a senso unico dove "i furbi", indipendentemente dal colore della pelle, hanno sempre e
solo diritti e mai doveri.
In alternativa potrebbero essere eseguiti controlli più frequenti.
Chissà se poi quella signora pagherà veramente la multa o troverà un "sindacato delle vittime a prescindere" pronto ad assolvere tale dovere magari  con soldi pubblici".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • fabio

    01 Aprile @ 16.39

    E vai, qualunquismo alla parmigiana come se piovesse! Le meglio sono: FRANBONO "ma perchè non si può usare anche qui il sistema come ormai usano in tanti comuni italiani? quando si sale lo si può fare solo dalla porta anteriore e si oblitera il biglietto davanti all'autista, se non si oblitera non si sale" Se ci dici di grazia quali sono tutti questi comuni in Italia te ne siamo tutti grati. Sembrano quei racconti che ti facevi da piccolo (L'amico di un mio amico una volta ha visto un asino che vola...) che non sapevi mai a chi erano successi o dove. Io faccio il rappresentante, giro tutta la penisola e devo ancora trovare il posto dove in autobus ti obbligano a salire davanti. Per la cronaca è vero che a Modena avevano messo i tornelli, ma li stanno già togliendo perché sno vietati per motivi di sicurezza (in caso di incidente tieni la gente murata nell'autobus?); DENTE AVVELENATO: loda i servizi puntuali e capillari... DI MALTA??Ma stiamo scherzando? Ma di cosa stiamo parlando? Non pensi che forse c'è un tantino di differenza a fare andare gli autobus a Parma, una provincia di 400mila abitanti, con l'università, con un territorio in parte in pianura e in buona parte in appennino, piuttosto che su un'isola?? Su uno scoglio in mezzo al mare che fa forse 2mila abitanti d'estate. Oltretutto quando usi i bus a Malta forse non badi troppo alla puntualità (hai l'orario per timbrare quando vai in spiaggia?). And the winner is... FRANCESCO: quello che denuncia per sequestro di persona perché l'hanno tenuto su 2 minuti di più per finire di controllare i biglietti. No, dai, spalanchiamo le porte subito e facciamo scendere tutti, anche quelli che non hanno il biglietto, chissenefrega, c'è Francesco che ha fretta e denuncia tutti. Lo capisci che stanno facendo un servizio ANCHE PER TE a tener chiuse le porte 30 secondi di più per fare in modo che i soliti furbi non la facciano franca? Ma fammi la cortesia...

    Rispondi

  • Gianluca Pasini

    31 Marzo @ 15.44

    La lettera di rebelde è un cumulo di sciocchezze. Il latente giustificazionismo che tenta di far valere è uno dei mali che affliggono nostro paese e lo rendono scalcagnato e ciabattone come è. Il piacere dell'onestà nasce dalle piccole cose, come avere lo scrupolo di pagare il biglietto. Non è segno di meschinità, bensì segno di rettitudine, che non ha bisogno di misurarsi su cose grandiose, ma su piccoli gesti della quotidianità. Fatti con rigore. Se un servizio pubblico poi funziona male è colpa anche di chi non lo paga pur usufruendone. E chi paga, alla fine paga anche per chi non lo fa. Ed è giusto che si dia notizia anche di comportamenti disonesti, per additarli alla pubblica disapprovazione. E oggi apprendiamo che un altro viaggiatore abusivo (e violento) era extracomunitario. Strano. Se poi qualcuno rimproverasse qualcun altro di razzismo, vuol dire che egli avrebbe un'ottusità mentale inversamente proporzionale alla sua intelligenza.

    Rispondi

  • monica

    31 Marzo @ 15.22

    faccio notare che, in base alla testimonianza, \"tutti i passeggeri\" hanno presentato il titolo di viaggio, tranne la famosa \"signora\"; quindi, forse, gli \"anormali\" sono la maggioranza, dopo tutto.....

    Rispondi

  • dott.marco

    31 Marzo @ 12.42

    sarebbe sufficiente mettere il vecchio bigliettaio sugli autobus.

    Rispondi

  • Francesco

    31 Marzo @ 12.20

    Mentre noi commentavamo questo articolo, nel pomeriggio di ieri, 30 Marzo, altri due extracomunitari senza biglietto , sull' autobus della linea 21 , hanno aggredito i controllori della TEP e la Polizia. VOGLIAMO SUBIRLI ANCORA UN PO' O CI DECIDIAMO A METTER LORO I FICHI A DUE LIRE ? Il primo passo verso l' "inserimento" è insegnare che , in una Società avanzata , non possono comportarsi come nella jungla del Congo belga ( o nella steppa dell' Ucraina).

    Rispondi

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