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Quelli che... se ne infischiano delle piste ciclabili

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Margherita Portelli

A primavera fioriscono. Con il sopraggiungere della bella stagione nei prati sbocciano prepotenti violette e margherite, e nelle strade - altrettanto variopinti - ciclisti e amatori delle due ruote si moltiplicano. Così gli automobilisti, più o meno volentieri, si ritrovano a dire addio all’invernale monopolio della carreggiata. La convivenza, spesso, non è delle più facili e dai due «opposti schieramenti» capita di cogliere fantasiosi epiteti e colorate esternazioni volte a connotare l’altrui interpretazione del codice stradale. Diversi lettori, in questi primi giorni di sole e temperature miti, ci hanno inviato lettere per lamentare il comportamento di alcuni cicloamatori: caschetti e casacche catarifrangenti (che da qualche mese sono divenute obbligatorie per chi va in bici dopo l’imbrunire fuori dai centri abitati) spesso mancano all’appello, e le piste ciclabili - chilometri e chilometri di percorsi potenzialmente sicuri in città -, talvolta sono un optional. Infatti c’è chi, in sella al velocipede, decide di snobbare le piste appositamente realizzate per le biciclette e occupare la carreggiata. In via Budellungo, ad esempio, dove una nuovissima pista ciclabile è a disposizione della cittadinanza, un lettore coglie in fallo un ciclista, scatta una fotografia e, a corredo dell’immagine, commenta «come si può benissimo notare, la signora che si è appena recata al supermercato per fare la spesa sulle due ruote utilizza la pista ciclabile e il cicloamatore no».
Chi di trasporto «dolce» se ne intende, però, fa notare come non tutte le piste ciclabili in città garantiscano sicurezza: «Perché una pista sia sicura deve essere continua, priva di ostacoli e mantenuta in buono stato - spiega Andrea Mozzarelli, presidente di Bicinsieme Fiab Parma -. Ce ne sono alcune in città che io per primo non utilizzerei mai, come quella che in via San Leonardo va in direzione Centro Torri, dove ci sono attraversamenti della tangenziale e dove ci sono già stati investimenti, uno dei quali mortale».
Altre piste ciclabili «della discordia», come quella che verrà realizzata in via Volturno, lasciano i cicloamatori quantomeno perplessi: «La pista verrà realizzata sul marciapiede - continua Mozzarelli -, e questo inevitabilmente creerà conflitti tra pedoni e ciclisti. La scelta è stata giustificata dalla necessità di preservare la auto in sosta, e qui sta l’errore. La logica non è quella giusta: se Parma vuole, come dice, puntare tutto sulla mobilità dolce, bisogna avere il coraggio di prendere decisioni se vogliamo anche impopolari, ma giuste». E sulle altre questioni, il presidente di Bicinsieme specifica: «Il caschetto non è obbligatorio per legge, certo noi consigliamo di indossarlo, così come consigliamo di mettersi il giubbino catarifrangente anche in città e anche di giorno, perché garantisce visibilità. Proprio questo è uno degli aspetti che maggiormente assicura sicurezza, la visibilità. Con essa anche la ridotta velocità delle auto, che devono imparare ad andare piano nei centri abitati, nella logica di condivisione della strada, di cui i ciclisti non devono essere ritenuti degli ospiti».

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  • ghito

    01 Aprile @ 00.11

    La benzina a 500 euro al litro devono mettere....

    Rispondi

  • Nocciola

    31 Marzo @ 09.05

    per favore piantiamola con la balla secondo cui le piste ciclabili che abbiamo non vanno bene. Sono tutte balle. A parma, come in tutte le città italiane, le strade non consentono di costruire le piste come hanno in nord europa (tanto si sa che arriva il genio che tirerà in ballo olanda, svezia e chissà cos'altro). Abbiamo città antiche con strade strette. Fatevene una ragione. E ringraziate di avere le piste che abbiamo perchè l'alternativa è non averle. E ridimensioniamo il discorso delle "piste senza ostacoli" o altre menate. Se volete correre senza pensare a tombini, pedoni, animali, buche o intersezioni ANDATE IN UN IMPIANTO SPORTIVO non in città. Cosa credete, che la carreggiata non preveda ostacoli? Buche? Tombini? Altri utenti? Semafori? Forse, cari ciclisti, vi pesa "qualcosa" all'idea di mettere il piede a terra o rallentare? Di sicuro ogni scusa è buona per lamentarsi e continuare a fare i propri porci comodi, che tanto un motivo per giustificarsi lo si trova.

    Rispondi

  • trippa

    30 Marzo @ 23.36

    Fare le foto dei ciclisti mentre si guida denota un atteggiamento ossessivo compulsivo...oltre ad essere pericoloso. Baffo marzolara, l'unico posto a cui sei destinato è il bar...vacci con calma e fuma poco.

    Rispondi

  • errebi

    30 Marzo @ 23.35

    L'autunno scorso ho visto una Gazzella dei Carabinieri affiancare i ciclisti che percorrevano Via Emilia Est - erano tre, separati fra di loro - invitandoli a spostarsi sulla pista ciclabile. Alcuni giorni dopo non ho visto fare altrettanto da due Agenti della Polizia Locale, che procedevano a piedi, in Via Venezia. Ma fosse solo questo il problema della viabilità!

    Rispondi

  • restiani.fernando

    30 Marzo @ 20.45

    visto che in città tutti vi criticano vi invito ,tutti a venire nella superpistaciclabile....stradella berceto.... li nessuno vi garantisco si permetterà di criticare in alcun modo il vostro comportamento e voi potrete tranquillamente pedalare anche a gruppetti di quattro naturalmente in file orizzontali con buona pace di tutti compresi coloro che magari poi multano il malcapitato automobilista che viaggia ai 54 nel centro abitato...meditate ciclisti...meditate.....

    Rispondi

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