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"Non ci sarà più il tempo pieno? Protesteremo in piazza"

"Non ci sarà più il tempo pieno? Protesteremo in piazza"
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Enrico Gotti

Le mamme della prima elementare della Corridoni sono sul piede di guerra. Non avranno più il tempo pieno in prima B, per via dei tagli alla scuola. «E cosa faccio? Prendo una baby sitter? - domanda Valentina Zoni - E' un disagio assurdo, la scuola sarebbe l’ultima cosa da tagliare». 
Presto un comitato
«Formeremo un comitato di genitori, per fare una protesta in piazza. Tutto ha un limite. Le mamme devono cominciare a ribellarsi - dice Tania Colla, rappresentante di classe -. Se non c'è più il tempo pieno i genitori vanno via, e così muore l’Oltretorrente. Questa è una scuola storica, una delle poche rimaste nella Parma vecchia». 
Nelle altre scuole
La riduzione dei docenti sta creando problemi anche in altre scuole: in tutte quelle, come la Corridoni, che hanno formato tempi pieni «virtuali», cioè con risorse interne all’istituto e non con l’organico fornito dal ministero. Una prassi normale, che è ora messa in crisi dal taglio ai docenti.
«Nessuno ci aveva detto che il nostro non era un tempo pieno» si lamentano le mamme. 
«Se l’avessimo saputo prima uno poteva decidere di portarli in altre scuole», dice Cristina Ughetti.
La lettera alle autorità
 I genitori hanno inviato una lettera alle autorità scolastiche e alla nuova preside, Marina Aramini, che è arrivata alla Corridoni nel luglio dello scorso anno.
 «L'unico che ha risposto, e subito, è stato l’assessore Bernini» dice la rappresentante di classe Tania Colla.
Le possibili soluzioni
 Tra le soluzioni proposte nel confronto con la preside c'è quella di pagare alcuni pomeriggi a scuola. «Già paghiamo la mensa, il pre e post-scuola. Allora vai in una scuola privata», protesta Stefania Padovani.
 «Vogliamo restare in questa scuola, i docenti sono bravissimi - dice Giovanna Sozzi -. Il ministro Gelmini ha detto che i tempi pieni sono aumentati di un migliaio, voglio sapere dove sono».
L'intervento della Cisl
Sulla questione interviene anche la Cisl, attraverso Salvatore Pizzo, rappresentante dei docenti nell’istituto Parmigianino, di cui fa parte la Corridoni: «Quanto sta accadendo è l’esito di una politica che ha dipinto i docenti come se fossero uno spreco. Ogni qual volta gli insegnanti ed il personale tecnico amministrativo delle scuole parmensi ha posto l’attenzione su questi tagli selvaggi, ci sono state reazioni scomposte da parte di dirigenti provinciali di partiti politici», continua Pizzo, che invita gli esponenti politici a «difendere meglio Parma».
53 maestri in meno
 «Mentre la scuola Parmense viene falcidiata, con ben 53 maestri in meno dal prossimo settembre, a Ravenna, nonostante, i tagli perdono solo 3 posti - osserva il delegato della Cisl -. Purtroppo la collettività parmense si sta accorgendo solo oggi di quando andiamo denunciando da due anni, adesso che il selvaggio avanzare delle riduzioni colpisce anche le scuole del cuore di Parma, quelle dell’Oltretorrente, che sono eccellenze nazionali quali esempio di pedagogia dell’inclusione».
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • mirco

    05 Aprile @ 09.17

    Forse Patty non si rende conto di quello che ha scritto : faccia rewind e poi si metta nei panni di chi non ha i nonni, entrambi i genitori lavorano fino alle 18...ci pensa a quello che ha scritto? Se ne rende conto? Si auguri che le vada sempre così..bella fortuna

    Rispondi

  • mirco

    05 Aprile @ 01.14

    Sicuramente eviterei di lasciare i miei figli ad una vicina come lei...

    Rispondi

  • patty

    04 Aprile @ 18.21

    tanto x cominciare io nn faccio la mantenuta ma lavoro part time! e se nn ci sono io ho la fortuna di avere i nonni che me la tengono! e dico solo che il dopo scuola x molti bambini è pesante (vedo figli di amiche che arrivano al venerdì distrutti )! ovvio x chi lavora è un grosso disagio!

    Rispondi

  • VALENTINA

    04 Aprile @ 15.38

    forse la signora non si rende conto che la questione è un altra: se noi abbiamo iscritto i nostri figli in quella scuola a tempo pieno, è normale che sia durarturo fino in quinta elementare, non che da un momento all'altro ci troviamo con i bambini in mezzo a una strada. Forse Lei non ha nulla da fare tutto il giorno oppure fa la mantenuta, beata Lei ma per noi non è così. Noi lavoriamo! E poi i nostri figli quando tornano a casa non sono per niente stanchi anzi sono contentissimi di andare tutti i giorni a scuola e di starci anche fino alle 16,20, perchè ci sono delle maestre altamente qualificate che sanno perfettamente dosare le lezioni in base ai bambini.Quindi prima di parlare bisogna sapere le cose, e magari faccia fare a sua figlia qualcosa in più che sicuramente è meglio per la bambina, invece che tenerla sotto le ali materne fino a quando si sposa!!!Grazie.

    Rispondi

  • patty

    04 Aprile @ 15.24

    e 20 anni fa quando il tempo pieno nn c\'era o c\'era solo in alcuni paesi/scuole come si faceva? e i genitori lavoravano tt e due ora come adesso! c\'erano i Nonni o la vicina che li prendeva enrambi! nn vedevo grossi problemi!!! io so che molti bambini arrivano al sabato distrutti dal tempo pieno! io a mia figlia non lo farei MAI fare!!!!

    Rispondi

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