Parma

Le donne Cgil: “Basta con la favola del gigante buono: solo violenza e meschinità dietro l’uccisione di Gouesh”

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NOTA STAMPA          

Dichiarazione di Lisa Gattini, responsabile Coordinamento Donne Cgil Parma


“La bella etiope ed il gigante buono. Sembrerebbe una favola ed invece è la tragedia di una vita che si spegne a 24 anni. Gouesh Woldmichael Gebrehiwot, uccisa a colpi di pistola una settimana fa. Leggiamo che il gigante buono era un uomo generoso con gli amici, un omone tranquillo che finito il suo tresette portava il cioccolatino alla mamma. Un po' troppo.
Sfrondando le cronache da aggettivazioni sentimental-romantiche restano i fatti. Atroci, nudi e crudi. Ossia un uomo di buona costituzione, che esce di casa con una Beretta calibro 7,65, la punta alla tempia di una donna, le spara. Poi spara ancora all'addome, la getta in una vasca di cemento e poi scava la sua fossa con un escavatore, due metri sotto terra.
Perché lo abbia fatto non toglie o aggiunge nulla alla sequenza terribile degli atti compiuti; non esiste mai una ragione sufficiente a giustificare comportamenti di inaudita violenza e profonda meschinità. Violenza e meschinità di un maschio piagnone che ci racconterà il suo dramma personale, e lo racconterà “da vivo”, naturalmente.
Ma Gouesch è morta e con lei il suo racconto di donna che stava per concretizzare un suo progetto, e della quale non conosceremo mai le fatiche, le aspettative e le umiliazioni.
Il fatto è che questa non è una favola; le favole spaventano ed insegnano ed i loro contorni sono chiari: l'orco è l'orco, le principesse sono principesse e i giganti buoni sono i giganti buoni.
Il fatto è che questa è la squallida rete nella quale ancora molte donne di dibattono e che non è di lezione a nessuno. Una realtà in cui il corpo di una donna è una merce; se piace la si compra, quando non soddisfa la si cambia, ma se si scopre che non è un oggetto, superato il momentaneo sconcerto, se ne ha terrore e la si distrugge. Forse un pezzo della storia di Gouesch sta qui.
Da anni scriviamo di queste storie, declinandole a seconda dei fatti accaduti a donne vittime di violenze, di donne morte ammazzate. Vere e proprie esecuzioni. Continueremo a scriverne finché non sarà chiaro che noi donne non siamo proprietà di nessuno, né dei padri, né dei figli, né dei compagni o mariti. Occorre cultura, scuola , dialogo, per spaccare le maschere ed i ruoli; occorre il ritorno a relazioni vere tra uomini e donne che superino il modello del mero scambio.
Il modello imperante va oggi in direzione contraria ma noi donne, nelle piazze del 13 febbraio, abbiamo detto qualcosa di preciso a chi ha saputo ascoltarle e quando ci troveremo ancora porteremo con noi anche Gouesch”.

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  • Geronimo

    13 Aprile @ 15.15

    Enigmista non sono d'accordo sull'inutilità dei sindacati, se parliamo invece dell'effettivo lavoro svolto svolto da alcune componenti ti posso dar ragione. Ci sono componenti dei sindacati che fanno politica (CGIL), altre che si dicono apolitiche ma in questi anni stanno facendo accordi truffa con confindustria o varie componenti delle aziende che non tutelano il posto di lavoro, riducono il salario e al contrario di quel che dicono, non puniscono il falso assenteismo (il discorso è lungo ma per un finto malato penso che i colpevoli non siano i sindacati bensi il dottore che firma il certificato di malattia, personalmente il mio dottore prima di darmi dei giorni mi vuole vedere a casa o meglio in ambulatorio. Io lo stimo per questo). Se diciamo che la minoranza dei sindacalisti in italia fa accordi hai ragione che non servono perchè, è un dato di fatto, gli ultimi accordi sono stati firmati da due sigle sindacali i cui iscritti sommati non raggiungono quelli del maggior sindacato in italia. Se tu enigmista sei un lavoratore dipendente stai tranquillo che probabilmente senza sindacati non avresti neanche più le ferie pagate, non avresti nessuno che ti controlla la busta paga dove stranamente spesso si trovano errori di calcolo dello stipendio dove stranamente è sempre il lavoratore il truffato. Conosco tantissime persone che sono contro i sindacati per partito preso ma hanno la tessera sindacale perchè sono gli unici rimasti a tutelare i lavoratori

    Rispondi

  • Egiziano

    13 Aprile @ 14.00

    Condivido il commento sulla "starnazzata della CGIL". I sindacati sono organi anacronistici, hanno fatto tanto in passato, ma oggi non solo non servono più, ma sono delle voci che fanno eco alla banalità e ignavia quotidiana. Perchè allora i sindacati non portano avanti la riapertura delle case chiuse o dei quartieri a luci rosse, anzichè "starnazzare"? Ci sono persone schiave di un business, quello della vendita del proprio corpo, che solo attraverso la legittimazione di tale comportamento può fare emergere i casi di abusi e tutelare le persone più deboli.

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  • Filippo

    13 Aprile @ 13.42

    100% retorica politichese. Un altra occasione persa per parlare a favore delle donne. Io non conosco il caso specifico, ma vorrei fare una considerazione generale: é verissimo che il corpo di una donna non è una merce, ma bisognerebbe farlo capire a quelle che lo mercificano. Troppo spesso la sottana è la scorciatoia per la "bella vita", e per me queste signorine(che sono delle mantenute a tutti gli effetti) non meritano certo alcuna parola di conforto, sono un offesa per quelle donne che mandano avanti una famiglia, tra il lavoro, i figli e mille difficoltà. A queste ultime va tutto il mio rispetto e la mia stima.

    Rispondi

  • medioman

    13 Aprile @ 08.18

    @marco: tu pensi veramente che le ragazze che lavorano nei night siano tanto diverse da quelle che puoi incontrare in qualunque discoteca? A 46 anni, non è necessario pensare che la tua "bella" sia pazzamente innamorata di te. A volte, ci si può accontentare di affetto, simpatia, riconoscenza... se fosse solo un fatto "sessuale", sarebbe piu' "economico" fermarsi per strada... Quello che puo' scatenare certe reazioni è il sentirsi truffati nei sentimenti. Un fiore per la piccola Elsa.

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  • Marco

    12 Aprile @ 23.45

    Mi spiace Sabrina, ma è' ora di finirla di difendere questi poveri uomini deboli ed indifesi dalle mangiatrici di uomini. Come può uno di 46 anni (e neanche particolarmente affascinante) pensare che una bellissima ragazza di 24 anni si innamori di lui, soprattutto considerando il posto dove l'ha conosciuta..... Oppure si vuole fare valere il fatto di essere italiani e ricchi (rispetto a loro) e quindi approfittare del loro stato di bisogno (in altre parole comprarle)?

    Rispondi

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