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Editoriale - Non sarà facile buttar giù Berlusconi

Editoriale - Non sarà facile buttar giù Berlusconi
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 Giuliano Molossi

Sarà una settimana incandescente». Gianni Letta, il più saggio fra i collaboratori del premier, aveva visto giusto. Alla Camera, in una caciara a metà strada fra lo stadio e l'osteria, hanno fatto gli straordinari per approvare a tempi record la legge sul processo breve.  Il taglio dei tempi di prescrizione di alcuni reati non è, di per sè, un'idea sbagliata. Ma è assolutamente illusorio che possa servire a ridurre la durata dei processi o a sciogliere i nodi della giustizia. E' inutile girarci troppo intorno: questa è una legge ad personam, fortemente voluta da Berlusconi per far saltare il processo Mills ed evitare così una probabile condanna per corruzione in atti giudiziari.

Il premier, per nulla turbato dalle ultime rivelazioni sul caso «bunga-bunga», vince un'altra battaglia. Una doppia vittoria, ammette persino «Repubblica», di numeri e di immagine. E per l'opposizione l'ennesima giornata da dimenticare. Il peggio è accaduto quando su un emendamento dipietrista, il centrosinistra ha chiesto il voto segreto. Risultato: la maggioranza ha incassato sei voti in più di quelli che aveva appena avuto con la votazione palese. Sei franchi tiratori dell'opposizione hanno votato per Berlusconi. Una figuraccia. Sarebbe più prudente rinunciare a certe prove di forza se non si ha la certezza di vincerle.
Dopo l'ingaggio dei cosiddetti «Responsabili», Berlusconi ha indiscutibilmente il controllo del Parlamento, anche se è costretto a precettare tutti, ministri compresi. Buttarlo giù prima della scadenza naturale della legislatura, nella primavera del 2013, non sarà facile. L'opposizione, sempre più impotente, contava molto su Ruby. Ma si è già capito che sarà un processo che andrà molto per le lunghe. E non è poi nemmeno così scontato che si concluda con una condanna. Non riuscendo a farlo fuori nè in Parlamento nè in tribunale, a qualcuno è venuto in mente che l'unica strada sarebbe quella del colpo di Stato. Non stiamo scherzando. Lo ha proposto, dalle colonne del «Manifesto»,  un intellettuale, Alberto Asor Rosa. In poche parole, il suo ragionamento è questo: per colpa di Berlusconi che frantuma le regole, la democrazia è collassata, quindi per evitare che l'Italia torni alle condizioni del 1922, all'alba del fascismo, occorre dichiarare lo stato d'emergenza, congelare le Camere, e chiamare al governo carabinieri, polizia e magistratura. L'idea golpista di Asor Rosa è stata ovviamente giudicata manicomiale dal centrodestra ma non è piaciuta nemmeno a sinistra. Il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, ha detto che è con tesi assurde come queste che si rafforza la permanenza di Berlusconi in sella. 

Intanto, il Cavaliere, alle prese con un sacco di guai, dalla deludente missione in Libia alla prevedibile invasione di migranti, ha fatto trapelare il suo desiderio di non ricandidarsi premier alle prossime elezioni politiche, facendo il nome del ministro Angelino Alfano come suo successore. E' presto per dire se sia solo una boutade, una mossa tattica o un' autentica tentazione di mollare. Ma una cosa è certa: se non lo mandano a casa prima gli elettori, sarà lui a scegliere se e quando uscire di scena. Non Bersani, non la Boccassini, nè, men che meno, il professor Asor Rosa.

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  • Stefano

    16 Aprile @ 00.17

    Ha fatto più danni lui della peste bubbonica e ci sono ancora dei gonzi che dicono di lasciarlo lavorare! Siete proprio dei masochisti. Gente, questo personaggio ci ammorba con i suoi problemi da quasi un ventennio. Lui si salva dai processi, e si arricchise sempre di più, mentre il paese al contrario non è mai stato così malmesso. SVEGLIA

    Rispondi

  • gianluca

    15 Aprile @ 23.58

    EGREGIO DIRETTORE, MI DIPSIACE CONTRADIRLA LA FINE ARIVA PER TUTTI ON UN MODO O NELL'ALTRO. MI DISPIACE PER IL SIG PRIMO MINISTRO, NON POTRA' USARE LEGGI AD PERSONAM. LA FINE ARRIVA PER TUTTI.

    Rispondi

  • gianfranco ferrari

    15 Aprile @ 19.35

    Caro direttore la situazione, purtroppo, sarei contento di sbagliarmi, evolverà nel seguente modo: prima default economico nazionale, perdita di tutti i risparmi da parte dei risparmiatori, fallimento di tutti coloro che hanno contratto debiti e successivamente governo (come prevede Asor Rosa) di pulizia nazionale, nel senso che cercherà di spazzare via tutto il vermaio probabilmente presente in molte istituzioni.

    Rispondi

  • Ettore Musini

    15 Aprile @ 18.14

    Per mandarlo a casa, forse, basterebbe che TUTTI quelli di sinistra alle prossime elezioni andassero a votare. Quelli che non hanno votato, e se ricordo bene, erano una buona percentuale,NON possono prendersela............

    Rispondi

  • antonio

    15 Aprile @ 17.06

    Questa classe politica è arrivata a farmi rimpiangere quei "Signori" della prima repubblica!!!

    Rispondi

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