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Le mani della mafia sul Nord. Anche Parma vigili

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Pino Agnetti

La vera notizia choc di questi giorni? Che domande: il risultato del primo turno per l’elezione del nuovo sindaco di Milano, no? Risposta sbagliata. L’annuncio (ma per molti solo la conferma) che le mani della mafia sono posate ormai saldamente anche sul Nord. Parola del presidente della commissione Antimafia, Beppe Pisanu. Il quale, presentando il consuntivo dell’attività svolta negli ultimi due anni, ha detto chiaro e tondo che le diverse cosche (a cominciare dalla ‘ndrangheta) sono divenute parte integrante della «questione settentrionale». Nel senso che, se il Sud resta il campo di battaglia principale della guerra alla grande criminalità organizzata, il polmone finanziario di quest’ultima si è trasferito stabilmente al Centro-Nord. Segnatamente in regioni come Lazio, Lombardia, Liguria, Piemonte ed Emilia-Romagna.

L’idea che ogni giorno respiriamo la stessa aria in cui le varie mafie italiane e straniere «ripuliscono fiumi di danaro sporco», «fanno gli investimenti più redditizi» e «trovano le necessarie complicità professionali, imprenditoriali e politiche» fa accapponare letteralmente la pelle. Anche perché qui ci troviamo di fronte non alla denuncia di un intellettuale, pure «ferrato in materia», come Roberto Saviano. Ma a un documento ufficiale timbrato «Parlamento della Repubblica Italiana». Che, per restare lungo la via Emilia, segue gli allarmi analoghi lanciati dal Procuratore della Repubblica di Bologna, Roberto Alfonso («L’Emilia-Romagna è diventata ormai una terra di frontiera per la criminalità organizzata») e dal magistrato della Direzione distrettuale Antimafia, Lucia Musti (convinta che la primula rossa dei Casalesi, Michele Zagaria, abbia trovato protezioni e collusioni in quel di Modena). Mentre sono cronaca recente alcune importanti indagini concluse dallo stesso pool antimafia sulla Riviera romagnola e nella provincia di Reggio Emilia. Così come è acclarato - fonte Bankitalia - che le operazioni finanziarie sospette segnalate sul territorio regionale sono passate dalle circa mille del 2008 alle oltre 3 mila del 2010 (nel primo trimestre 2011 siamo già a 1250). Detto che in questa graduatoria Parma (col 10% delle segnalazioni) viene dopo Bologna, Rimini, Modena e Reggio Emilia e prima di Forlì-Cesena, Ferrara, Piacenza e Ravenna, sarà bene segnalare un altro paio di freschi «campanelli d’allarme» che ci riguardano da vicino (il blocco di due subappalti «a rischio infiltrazioni» nel cantiere della stazione e la revoca del certificato antimafia a due ditte del parmense). Insieme però anche a una serie di strumenti a difesa della legalità già attivati sia dalle istituzioni che dalle forze imprenditoriali locali.

Ma sarebbe illusorio immaginare che una realtà ricca e appetibile come la nostra (un solo dato: ogni anno spendiamo per il cosiddetto “gioco pubblico d’azzardo” più di 482 milioni di euro!) possa restare fuori dal mirino delle mafie. E siccome fra un anno andremo a votare pure noi come i nostri cugini milanesi, ecco un bel tema - anzi «il tema» - da mettere fin da ora in cima all’agenda elettorale dei candidati e degli schieramenti futuri. Perché (ha detto bene Pisanu) la mafia non la si sconfigge, al Nord come al Sud, solo militarmente. Ma, prima e più ancora, sul terreno del contrasto economico-sociale e della moralità politica.
 

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  • andrea

    20 Maggio @ 12.54

    Il commento di" italiana"dovrebbe far molto riflettere...........molto spesso la mentalità che si ritova in questi commenti e in tutto il Nord è alimentata anche dal trasferimento di persone che dal Sud vanno via perchè c'è la mafia,la camorra o la 'ndrangheta e credono così di starne fuori.

    Rispondi

  • Geronimo

    20 Maggio @ 11.44

    Massimo ma come mai ci sono città nel nord italia piene di soggiorni obbligatori dove la mafia non pianta le radici? ma secondo voi sono i soggiorni obbligatori a permettere il radicamento mafioso?

    Rispondi

  • Giuseppe

    20 Maggio @ 10.07

    Mi fanno impazzire i commenti di alcune persone che, in modo abbastanza semplicistico, pensano che le mafie siano venute solo perchè alcuni personaggi sono stati inviati a soggiorno obbligato........................................Cercate di svegliarvi !!!! Le mafie arrivano dove ci sono capitali..................le mafie arrivano dove il ivello di attenzione è basso.................LE MAFIE ATTECCHISCONO SOLO GRAZIE ALLE CONNIVENZE SUL TERRITORIO!!!!!!!! E mi ritrovo a ribadire un concetto a me molto caro: IL PRIMO PASSO VERSO LA RISOLUZIONE DI UN PROBLEMA E' AMMETTERE DI AVERE UN PROBLEMA.

    Rispondi

  • sbairsda

    20 Maggio @ 09.52

    io non volevo dire che i delinquenti sono solo meridionali (tra l'altro io sono nata a Caserta, quindi sono terrona). so bene che la delinquenza non conosce provenienza geografica, volevo dire che però invece di mandare i mafiosi a svernare qui, li potevano benissimo chiudere in galera è buttare via la chiave, o cementarli da qualche parte, come fanno loro con i poveri disgraziati che hanno la sfortuna di far loro uno sgarbo....

    Rispondi

  • andrea

    20 Maggio @ 09.38

    Ma qui si sta impazzendo nei commenti che leggo!!!La mafia al nord non è stata mica portata dai giudici che hanno spedito al confino i vecchi malavitosi,ma i politici corrotti e gli industriali potenti a cui conveniva fare accordi sporchi!!!Non ci prendiamo in giro e cerchiamo di toglierci quelle belle fette di crudo di parma che si hanno sugli occhi,perchè forse questa città prima era una gran bella città,la "tranquilla cittadina emiliana",dove in silenzio si sono sempre annidati affari sporchi,ma che ora finalmente son venuti allo scoperto e la città ne sta risentendo con il suo degrado più totale.Certo prima conveniva vivere tranquillamente,con il lavoro (anche se magari finaziato da qualche mafioso,ma tanto a noi cosa importa,mica lo sappiamo,l'importante è che stiamo bene) e con il benessere...ora invece in tempi di crisi economica con tutto lo schifo che viene a galla ci indignamo e diamo la colpa ai meridionali ed ai giudici...cari miei,la mafia non è solo colei che spara per farsi rispettare,per detenere il territorio e il potere,ma è anche colei che ti logora in silenzio.In questa "bella" città è sempre conveniente dare la colpa agli altri quando invece spesso i problemi gli han creati anche gli illustri cittadini di parma...aprite gli occhi!!!

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