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Libè: "Equitalia, moratoria del sistema di riscossioni"

Libè: "Equitalia, moratoria del sistema di riscossioni"
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 Gian Luca Zurlini

«Proponiamo al Governo che venga fatta una moratoria, in pratica una sospensiva, di 6 o come minimo 3 mesi, del sistema di riscossioni di Equitalia».  L'annuncio è del deputato parmigiano dell'Udc  Mauro Libè,  che alza la voce contro le «ganasce fiscali» ritenendo necessario  «intervenire per fermare quella che è diventata una sorta di trappola in cui sono coinvolte 6 milioni di famiglie e un milione e mezzo di aziende».
Legge da rivedere
Libè ha spiegato che «la nostra proposta al Governo è una proposta che va nella direzione del buon senso. Il problema è che  Equitalia, voluta e attuata dall'ultimo governo Prodi e poi “perfezionata” dal ministro Tremonti, doveva essere, nelle intenzioni iniziali, uno strumento per una migliore equità fiscale, un abbattimento dei costi delle riscossioni e una razionalizzazione dei rapporti con i cittadini. In realtà, le norme applicate in modo rigido e alcune particolarità, come ad esempio il 9% di aggio applicato sulle riscossioni e il fatto che in alcuni casi i cittadini si trovino a dover pagare addirittura il 300% in più rispetto alla somma dovuta inizialmente, hanno trasformato Equitalia in una sorta di “mostro” che rischia di fare strage di aziende e di mandare in difficoltà milioni di famiglie anche per mancanze tutto sommato banali».
No alla riscossione ai Comuni
All'Udc non sta neppure bene l'ultima proposta del ministro Tremonti, «che è di affidare ai comuni le riscossioni di somme sotto i 20 mila euro. Con i problemi finanziari che oggi hanno gli enti locali, alla fine per i cittadini le cose andrebbero ancor peggio, senza contare che si avrebbe una lievitazione delle spese, perché si dovrebbero creare nuove strutture, a tutto danno della spesa pubblica».
Moratoria per fare il punto
Da qui la proposta della moratoria. «La nostra idea - spiega Libè - è che serva tempo per fare una cernita tra chi fa il furbo e chi effettivamente attraversa gravi difficoltà e rischia di essere strangolato economicamente anche per somme relativamente basse. L'attuale meccanismo è implacabile e neppure l'abbassamento dell'aggio all'8%, avvenuto peraltro solo in seguito a una nostra formale protesta, ha migliorato la situazione, creando anzi una vistosa disuguaglianza fra un “prima” e un “dopo”. A questo punto serve chiarezza e soprattutto si deve fare in modo che vengano stabilite regole chiare su chi potrebbe aver  diritto alla rateizzazione dei pagamenti alla luce della propria situazione economica».
No ai cittadini vessati
 La situazione attuale, infatti, è inaccettabile: «In pratica, chi deve versare grosse somme oppure dispone di una struttura legale, si attrezza per i ricorsi e riesce a sospendere pagamenti anche di una certa entità. I cittadini che potremmo definire “normali”, invece, una volta che si vedono recapitare cartelle esattoriali con la minaccia anche del fermo amministrativo dell'auto, vanno subito a pagare, a costo anche di enormi sacrifici, perché hanno di fronte solo lo spauracchio di una misura spesso sproporzionata all'eventuale debito nei confronti del fisco. E questo, in un paese normale, non può e non deve avvenire, perché di fatto si trasforma in una vessazione nei confronti di una parte della popolazione che comunque dimostra la volontà di riparare ai propri eventuali errori».
Compensazione  debiti-crediti
Un'altra proposta dell'Udc  è la possibilità di compensazione fra debiti e crediti nei confronti dello Stato, che  potrebbe risolvere molti  casi spinosi. «Adesso siamo nella paradossale situazione per cui un'azienda o un cittadino che vantano  anche crediti  di un certo rilievo nei confronti dello Stato non possono in alcun modo utilizzarli a compensazione di un debito di cui viene chiesto il pagamento in modo coattivo. In questo modo al danno si aggiunge anche la beffa per cui, a fronte di pagamenti che vengono enormemente dilazionati nel tempo, a volte anche fino a due anni, si richiedono versamenti in tempi ristretti per le somme dovute a vario titolo alla fiscalità generale. E anche questa è una stortura che andrebbe eliminata». Libè conclude auspicando che «il Governo intervenga al più presto in modo concreto, perché è in ballo il destino di milioni di aziende e di famiglie».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • arrichiello tommaso

    28 Giugno @ 15.22

    in italia la legge e' uguale per tutti .Vorrei pagare le tasse agli strozzini statali nello stesso modo che' lo stato mi riconosce gli interessi sui cct , sui bot e sui buoni postali

    Rispondi

  • Andrea

    28 Giugno @ 14.46

    Finalmente una proposta seria

    Rispondi

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