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Terremoto in Comune - La settimana che scosse il Municipio

Terremoto in Comune - La settimana che scosse il Municipio
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E' il momento più difficile per il Comune di Parma, negli anni Duemila. Un momento iniziato a fine giugno, con una settimana lacerante sia a livello giudiziario che a livello politico. Ecco dunque la ricostruzione delle vicende di una settimana destinata a entrare nella storia di Parma, ricordando naturalmente che solo il seguito delle indagini, e i relativi processi, potranno poi appurare le effettive responsabilità penali personali..

TERREMOTO IN COMUNE: GIORNO PER GIORNO, LA SETTIMANA CHE SCOSSE IL MUNICIPIO

La cronaca nei video del Tg Parma

Il diario giorno per giorno:

Venerdì 24 giugno - Manette all'alba - Nelle prime ore del giorno, la Guardia di Finanza fa scattare undici arresti per tangenti: in carcere, fra gli altri, il comandante della Polizia Municipale Giovanni Maria Jacobazzi, e i dirigenti comunali Emanuele Moruzzi e Carlo Iacovini.  E' il secondo atto dell'inchiesta "Green money", che aveva portato a quattro arresti nel 2010, per presunte mazzette nel settore del verde pubblico. Il procuratore capo Laguardia parla di "corruzione diffusa" e annuncia che "l'inchiesta non è finita".

Consiglio comunale e protesta in Piazza - Gli arresti hanno un immediato riflesso politico, anche per la concomitanza con il consiglio comunale del pomeriggio. Qui il sindaco Vignali, di fronte alla richiesta di dimissioni della minoranza, afferma di non averne intenzione, e aggiunge: "Ero all'oscuro di tutto". L'aula consiliare è affollatissima, da cittadini con cartelli che chiedono a loro volta le dimissioni della giunta. Ma la tensione è alta soprattutto sotto i portici del Grano, con insulti ai politici, lancio di monetine e un tentativo di irruzione all'interno. Vola anche qualche manganellata della polizia.

Sabato 25 - Vignali "azzera" i dirigenti - La prima risposta politica arriva nel primo pomeriggio di sabato, con una conferenza stampa nella quale il sindaco annuncia di avere rimosso i dirigenti "apicali" (al pari livello, nell'organigramma comunale, degli arrestati Iacovini e Moruzzi). Ma la decisione non sembra placare le polemiche, e da più parti si chiede come mai questo "azeramento" abbia risparmiato la figura del direttore generale.

Tensione in maggioranza - E parallelamente alle perplessità sul provvedimento che colpisce dirigenti al di fuori dell'inchiesta, nella maggioranza sembrano registrarsi le prime tensioni con alcuni distinguo: l'Udc afferma che "non c'è più una fiducia in bianco" e Civiltà parmigiana parla di "rapporto di fiducia con i cittadini inquinato". Pieno appoggio a Vignali arriva invece dal Pdl.

Rabbia e amarezza sul web - La cronaca dell'inchiesta, e dei suoi contraccolpi politici, ovviamente colpisce e interessa tamntissimi parmigiani. E fin da subito (la prima notizia del'inchiesta era comparsa su gazzettadiparma.it), il nostro sito raccoglie "minuto per minuto" l'interesse di migliaia di parmigiani: alla fine si toccherà un record di 36mila letttori, e sono centinaia i commenti al sito che esprimono la delusione e l'amarezza dei parmigiani.

Domenica 26 - Giunta sotto esame - E' una insolita domenica di riunioni e dichiarazioni, per le varie componenti della maggioranza. In particolare,  sembrano sempre più forti i "mal di pancia" dei centristi, mentre salgono anche le richieste di rimozione del direttore generale Frateschi. Il sindaco "parla" attraverso la sua pagina Facebook: "Andiamo avanti sulla via del rigore".

Le parole del vescovo - Chiamato a commentare la vicenda, a margine di una cerimonia di intitolazione di un parco, il vescovo Enrico Solmi non nasconde "un pizzico di preoccupazione", ed esprime la necessità di "ritornare con onestà a ciò che è bene e giusto".

Lunedì 27 - La giunta perde i pezzi - Due assessori lasciano la giunta: l'indipendente Sommi alla Cultura e l'Udc Pellacini alle politiche abitative. Le delghe vengono immediatamente riassegnate, rispettivamente a Marini e al sindaco. Altri assessori manifestano invece la volontà di rimanere (e Ghiretti e Aiello criticano la scelta, e il metodo, di Sommi).

La reazione dei dirigenti "azzerati" - La rabbia investe anche i quattro direttori "azzerati". Con una lettera aperta, indirizzata al sindaco, Costanzo, Gandolfi, Gargantini e Menichini esprimono "profonda amarezza e motivato disappunto", rimarcano la loro onestà e chiedono al sindaco di ripensare il provvediento annunciato sabato.

Primi interrogatori - Nel frattempo, sfilano davanti al gip i primi imputati, per gli interrogatori di garanzia. Fra i primi a parlare è il comandante dei vigili Jacobazzi (che nel frattempo si dimette come Iacovini e Moruzzi), che afferma di non avere "mai preso soldi".

Martedì 28 - Il Municipio sotto assedio - E' la giornata di maggior tensione. Centinaia di persone si radunano sotto i Portici del Grano, urlando "Ladri" e "Dimissioni". Piovono ancora monetine e anche uova. E c'è una carica da parte dei carabinieri.

Consiglo comunale: salta la seduta - E mentre davanti al Municipio è il caos, due piani più sopra, il Consiglio comunale salta per mancanza di numero legale, per l'assenza di diversi esponenti della maggioranza.

La lettera di Vignali: "Non mi ricandiderò, ma non posso lasciare oggi" - In precedenza, il sindaco si era fatto vivo attraverso una lettera aperta alla città. Vignali si dice "profondamente addolorato", ribadisce la sua estraneità ai fatti ("Non ne sapevo nulla"), e spiega che rimarrà "non per attaccamento ala poltrona, ma perchè lasciare la città senza guida oggi avrebbe conseguenze gravissime". "Nel 2012 - aggiunge - non mi ricandiderò alla carica d sindaco".

Via il direttore generale - In serata nuovo colpo di scena. Dopo un lungo tira e molla, il sindaco  cede al pressing, ed elimina la direzione generale: ovvero, viene rimosso Carlo Frateschi.

Nuovi interrogatori - I gip delle città nelle quali sono detenuti gli 11 arrestati proseguono gli interrogatori. E' la volta di Moruzzi, detenuto a Modena, che afferma di non avere "mai intascato soldi o ricevuto regali". Nella stessa giornata, Jacobazzi è di scena ion aula nel processo Bonsu, e parla di "omertà fra i vigili coinvolti".

Mercoledì 29 - Frateschi si difende attaccando - Non ci sta, il direttore generale silurato da Vignali. Che a sua volta si rivolge alla città (e ai politici) attraverso una lettera aperta: "Non mi prendo le colpe di altri. Su Moruzzi feci una relazione al sindaco". E rivendica i suoi risultati: "In 12 anni ho trasformato la città di Parma con infrastrutture e dotazioni che ci invidiano molti Comuni".

Manuele non lascia - Intanto è entrato nel mirino anche l'ispettore generale del Comune. Ma Stelio Manuele, in Comune da 18 anni, fa sapere di non avere la minima intenzione di lasciare.

Commissario sì o no? - Le dimissioni del sindaco, che la minoranza continua ad invocare, porterebbero ad un commissariamento del Comune. E i politici si dividono sulle conseguenze che ciò porterebbe. In particolare, secondo l'assessore al bilancio Broglia, intervistato dala Gazzetta, "il commissario bloccherebbe tutto", e si creerebbero "serie difficoltà". Intanto, in ordine sparso, altri assessori (Bernini e Aiello) rivendicano i risultati e affermano l'esigenza di andare avanti per evitare la paralisi.

Giovedì 30 - Duro braccio di ferro tra Pdl e Parma civica - La maggioranza appare ormai spaccata sulla durata dell'amministrazione. Mentre l'Udc preannuncia la costituzione di un proprio gruppo, con appoggio esterno alla giunta, il Pdl chiede di finire il mandato, mentre Parma civica è per le dimissioni a breve.

La Cancellieri: "Il commissario? Ha piena operatività" - Nel dibattito sui possibili effetti di un commissariamento, si inserisce la significativa testimonianza di Anna Maria Cancellieri, attivissimo commissario a Parma nel 1994 (prima dell'elezione di Lavagetto) e nei mesi scorsi a Bologna: «Il commissario straordinario non ha nessuna limitazione di poteri rispetto a Giunta e consiglio comunale se non quelli imposti dalla propria coscienza».

Lenzuolata in Piazza - A 36 anni dallo scandalo edilizio, sollevato dalla famosa "lenzuolata" di Cristina Quintavalla in piazza della Pace, alo scandalo tangenti in Comune si affianca una nuovalenzuolata in piazza Garibaldi. Promotore, è Cresare Piazza, l'artigiano che da tempo si oppone al centro islamico di via Campanini, e che anche in questo caso parla di "mala amministrazione".

Venerdì 1 luglio -  Laguardia: "C'è chi vuole vuotare il sacco" - Alcuni degli arrestati sarebbero disposti a collaborare. E questo potrebbe condurre a nuovi sviluppi nell'inchiesta

L'Udc lascia la maggioranza - Costituito un gruppo autonomo. Libè: "Ho consigliato a Vignali di dimettersi, ma non mi ascolta"

... continua)

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  • maria

    03 Luglio @ 10.03

    Comunque a me risulta che il direttore generale per ora sia in ferie e non a casa...a casa ci sono solo i 3 dirigenti apicali. Ma la delibera per il suo licenziamento è andata in Giunta??? Forse si...forse no....chissà!!!!

    Rispondi

  • franco

    02 Luglio @ 18.12

    guardatevi su you tube , il video dei nomadi girato nel 1992 " MERCANTI E SERVI " in piazza garibaldi a parma !!!! una profezia!!!!! FALCO .

    Rispondi

  • Maurizio

    01 Luglio @ 16.37

    ...Ma in comune hanno comprato tonnellate di super attack????

    Rispondi

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