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Termovalorizzatore: il Comune sospende i lavori - 200 alla festa GCR a Ugozzolo

Termovalorizzatore: il Comune sospende i lavori - 200 alla festa GCR a Ugozzolo
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Festa anti-inceneritore a Ugozzolo - Circa 200 persone hanno manifestato di fronte al cantiere del nuovo termovalorizzatore di Parma, cantiere fermo da ieri per decisione dell’Amministrazione comunale. La manifestazione, organizzata dall’associazione 'Gestione corretta rifiuti', si è aperta con la posa di un albero d’ulivo e si è concentrata sugli ultimi fatti che hanno portato allo stop del cantiere. La decisione è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri in 'via cautelativà in quanto manca il permesso di costruire che Iren (soggetto privato) avrebbe dovuto procurarsi prima dell’inizio dei lavori come deliberato dalla Provincia di Parma, ente responsabile del procedimento.

«Per noi questo è solo un primo passo, una prima battaglia vinta con una guerra che si preannuncia ancora lunga e faticosa - ha commentato Aldo Caffagnini, dell’associazione – Crediamo che lo stop al cantiere sia un’occasione irripetibile per guardare davvero dentro alle carte di questo progetto. Ci sono ancora tanti punti oscuri, testimoniati dalle segnalazioni fatte in questi mesi alla Procura di Parma (che sulla vicenda ha aperto un fascicolo di indagine, ndr). C'è ora la possibilità di far conoscere ai cittadini tutto quello che c'è sotto questa opera, quali sono gli interessi che stanno promuovendo la costruzione del termovalorizzatore». (Ansa)

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La sospensione (1-7) - Alla fine delle verifiche sulle autorizzazioni rilasciate per il cantiere dell'inceneritore di Ugozzolo, il Comune ha deciso di sospendere i lavori "in via cautelativa" poiché "la procedura risulta carente del permesso di costruire". Iren Ambiente ribadisce di essere convinta della legittimità dell'iter seguito, richiama le istituzioni ad assumersi le proprie responsabilità e annuncia che chiederà i danni. Iren sottolinea inoltre: "Ci auguriamo che agli Amministratori e ai Cittadini non sfugga il fatto che la città di Parma e gli altri centri urbani della provincia godono di condizioni di pulizia e decoro perché tutti i rifiuti prodotti in questo ambito vengono esportati in altri territori".

IL COMUNE SOSPENDE I LAVORI IN VIA CAUTELATIVA. L’Amministrazione comunale, dando seguito all’esposto presentato da alcuni cittadini sul termovalorizzatore, ha accertato che la procedura risulta carente del permesso di costruire di cui Iren, in quanto soggetto privato, avrebbe dovuto munirsi prima dell’inizio dei lavori, come deliberato dalla Provincia di Parma, ente responsabile del procedimento.

Infatti, in sede di Conferenza dei Servizi, presieduta dalla Provincia di Parma, il Comune di Parma non ha espresso parere favorevole sulla conformità urbanistica perché non era in condizione di esprimerlo dal momento che la variante urbanistica era in corso di approvazione, ma non definitivamente approvata.

Per questa ragione, la Valutazione di Impatto Ambientale, prodotta dalla Conferenza dei Servizi, non può ritenersi sostitutiva del permesso di costruire.

Successivamente alla chiusura della Conferenza dei Servizi, né il soggetto attuatore, Iren, né l’ente responsabile del procedimento, la Provincia di Parma, si sono attivati rispettivamente per richiedere o per controllare che il permesso di costruire fosse stato richiesto al Comune, né conseguentemente rilasciato. Tale documento infatti ancora manca.

Fermo restando che il Comune non può attestare la regolarità di tutti i passaggi amministrativi di un iter di cui sono altri  gli enti responsabili, per quello che riguarda le sue strette competenze, il Comune ritiene oggi di dover intervenire sospendendo in via cautelativa i lavori. Oggi è stata protocollata l’ordinanza di sospensione dei lavori ai sensi dell’articolo 4 della legge regionale 23/2004, e domani sarà spedita una raccomandata con ricevuta di ritorno ad Iren e per conoscenza alla Provincia di Parma.

IREN CHIEDERA' I DANNI: "OGNUNO SI ASSUMA LE PROPRIE RESPONSABILITA' ". Attraverso un comunicato giunto in serata, Iren Ambiente «prende atto del provvedimento di sospensione dei lavori» e «ribadisce la propria convinzione sulla correttezza e trasparenza dell’iter seguito per il rilascio delle autorizzazioni necessarie alla realizzazione dell’opera; procedure che, è opportuno ricordare, non vengono definite dal soggetto attuatore bensì dagli enti e dalle istituzioni competenti, in primis il Comune di Parma».

«Stupisce, inoltre, come agli stessi enti ed istituzioni che hanno condotto e portato a termine il procedimento autorizzativo - continua Iren Ambiente - siano stati necessari quasi due anni per rilevare mancanze autorizzative.
Iren Ambiente sottolinea l’impegno garantito in questi anni per la realizzazione di un’opera voluta dalle istituzioni nell’interesse della comunità locale e per adempiere agli obblighi normativi nazionali ed internazionali in materia di smaltimento dei rifiuti. Un impegno per garantire autonomia al territorio di Parma, evitando che si possano verificare situazioni che purtroppo vediamo realizzate in altre parti del nostro Paese».

«Dopo tanti tentennamenti - sottolinea l’amministratore delegato di Iren Ambiente, Andrea Viero, attraverso la nota - si giunge ad una presa di posizione da parte del Comune di Parma che permette di confrontarsi in uno scenario in cui ciascuno si assume le proprie responsabilità. Soluzioni di lungo periodo per lo smaltimento dei rifiuti non competono al Gruppo Iren, ma alle istituzioni che si assumono, anche con questo provvedimento, la responsabilità di individuare le modalità ed i canali attraverso cui smaltire i rifiuti della provincia di Parma. Ci auguriamo che agli Amministratori e ai Cittadini non sfugga il fatto che la città di Parma e gli altri centri urbani della provincia godono di condizioni di pulizia e decoro perché tutti i rifiuti prodotti in questo ambito vengono esportati in altri territori».

Iren Ambiente è convinta della legittimità del proprio operato e sottolinea che «avvierà tutte le azioni necessarie a tutelare la propria immagine, i propri interessi, anche in termini di danni economici derivanti dal provvedimento di sospensione dei lavori. Nel contempo l’Azienda rimarrà in attesa di indicazioni da parte delle istituzioni locali su come garantire lo smaltimento dei rifiuti prodotti nel territorio parmigiano».

 

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  • MM

    03 Luglio @ 21.35

    Benissimo! Quando tra qualche anno dovremo mangiarci i nostri rifiuti per non trovarceli in strada come a Napoli (ricordo a tutti che già con il decreto Ronchi di diversi anni fa sono vietate nuove discariche!!!!) forse qualcuno si ricorderà di questa bella giornata!

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  • Davide C.

    03 Luglio @ 13.23

    Scrive Pietro:" Dove è che in Italia c'è i maggior abusivismo edilizio? Dove sicostruisce senza permesso?" Pochi dubbi: la riviera romagnola con in testa Rimini, governata dal dopoguerra dal PCI/PDS/DS/PD.

    Rispondi

  • Davide C.

    03 Luglio @ 13.22

    Scrive Pietro:" Dove è che in Italia c'è i maggior abusivismo edilizio? Dove sicostruisce senza permesso?" Pochi dubbi: la riviera romagnola con in testa Rimini, governata dal dopoguerra dal PCI/PDS/DS/PD.

    Rispondi

  • Antonio

    03 Luglio @ 09.57

    Chissenefrega dei 250 posti di lavoro in meno, prima di ogni altra cosa viene la salute dei cittadini. La cricca ha imposto l'inceneritore per meri fini di speculazione finanziaria. A loro interessano i soldi, non la nostra salute. Resto sconcertato, ma non piu' di tanto conoscendo i parmigiani, nel leggere qui opinioni di fastidio per il blocco della costruzione di questo eco-mostro. Informatevi, prima di parlare. Dovremmo fare un monumento al comitato gestione corretta rifiuti, che sta salvando le vite nostre e dei nostri figli. Quanto alla ridicola idea che si possa finire come a Napoli, ricordo che la differenziata arrivera' a Parma al 70% e un impianto a freddo tipo Vedelago su ampia scala risolverebbe per sempre il problema rifiuti senza problemi ulteriori. Peccato che un impianto del genere non faccia guadagnare la cricca, e quindi non interessa il mai-spettinato, eh?

    Rispondi

  • Pietro

    02 Luglio @ 18.35

    Per quelli che dicono che in Italia non si può costruire più nulla. Basta il rispetto delle regole e non sfuggire. Esempio: Degassificatore di Porto Viro della Esso FATTO ci sono voluti molti incontri con i cittadini e le associazioni, si sono date risposte e si sono fatte alcune modifiche si è spiegato tutto l'iter costruttivo etc etc e si è costruito senza problemi. Tav Milano Bologna Vi ricordate l'opposizione di Modena? anche li cera una forte opposizione si sono proposti vari tracciati a nord di modena a sud di modena quello che passava dentro alla discarica c'è voluto tempo si sono comentati i vari tracciati si è ascoltato la gente La gente vuole solo essere informata vuole risposte alle domande e alle preoccupazioni e non bypassata come ignorate o inutile Ecco che allora si costruisce basta ripettare le regole e soprattutto il buon senso civico sia da parte dei cittadinio che degli enti o imprese che costruiscono. Dall'altra parte: Mi ricordo il servizio su tV Parma sulla metrolpolitana con viaggio a Copenaghen e con l'allora assesore Vignali che si riempiva la bocca con la parola "Talpa" Io guardavo allibito non capivo come mai nessun giornalista facesse domande serie sulla costruzione, era solo uno spot Publicitario. In effetti confrondandomi poi con amici di Brescia e alltri colleghi e sentito altri concittadini ebbi a verificare che i miei timori erano condivisi da molti. La Metro con quei soldi non poteva essere mai costruita. Gia molti dicevano Non c'è da preoccuparsi non si farà mai e così è stato hanno fatto finta di fare qualcosa poi hanno cancellato il profgetto qualche giorno dopo la scadenza dei termini per andare in penale e così qualcuno si è preso gli indennizzi petr la mancanza della realizzazione dell' opera. Poi qualcuno dice che i progetti in Italia non si fanno?? Ma siamo seri è che con questa classe dirgente politica che i progetti non si fanno swi fa prima a prender i soldi senza costruire che assumersi il rischio della costruzione Vediamo come va a finire il pomte di Messina?? Pensate alla Salerno ReggioCalabria? A proposito dei degassificatori non è più necessrio costruirli in quanto hanno costruito navi metaniere con incorporato il degassificatore per cui lo scarico del metano avverrà come lo scarico delle petroliere in modo diretto.

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