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Crisi e rilancio della facoltà di Medicina: il dibattito continua

Crisi e rilancio della facoltà di Medicina: il dibattito continua
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 E' programmata per domani in Municipio la seconda riunione della Commissione consiliare sanità, servizi sociali e sicurezza sociale del Comune per discutere della crisi e del rilancio della Facoltà di Medicina. 
La prima riunione si è tenuta l'8 giugno scorso con l'intervento  del preside della facoltà, professor Loris Borghi. Nella  seconda riunione interverranno i  direttori generali di Azienda Ospedaliero-Universitaria,  Leonida Grisendi e di Ausl di Parma,  Massimo Fabi.
 «L'obiettivo di queste riunioni - dice il presidente della Commissione Sanità del Comune, Giuseppe Pantano - è  approfondire il tema. Dal  precedente incontro  è uscito  un quadro preoccupante della situazione, a  partire  dal costante calo  dei docenti.  Il professor Borghi è stato   chiaro nel rigettare una visione solamente politica». Pantano, in proposito,  definisce      strumentale  la posizione del Pd  che ritiene  che  il vero  problema della facoltà, come di tutta l'Università, sia  dato dalla mancanza di fondi dovuta ai tagli del Governo di centrodestra». 
«Il preside della Facoltà - ha sottolineato Pantano - ha detto  che la carenza di fondi è innegabile ma non è un problema insormontabile perché non si è sotto la soglia di sopravvivenza e comunque può essere  mitigato attraverso una migliore organizzazione, da una miglior applicazione del merito oltre che dalla possibilità di recepire finanziamenti da parte di privati come consente la Riforma Gelmini». 
La commissione incontrerà anche  il  rettore dell'Università,  Gino Ferretti. Il parere dei sindacati ospedalieri. «Le eventuali carenze di organico della Facoltà di Medicina non pregiudicano la funzionalità dell’Ospedale, che continua a fornire l’assistenza di sempre». Ci tengono a chiarirlo Franco Masini e Roberto Quintavalla, segretari rispettivamente di Fp-Cgil di Parma e di Anaao (Associazione nazionale aiuti assistenti ospedalieri) oltre che medici dell’Ospedale Maggiore. «Le polemiche che abbiamo letto sui giornali  - spiegano - rischiano di dare ai cittadini una visione distorta della realtà. E’ vero che ci sono delle carenze di organico dovute ai pensionamenti, ma riguardano principalmente il personale universitario, la docenza, non hanno ripercussioni sulla funzionalità dell’Ospedale». «Il sindaco - aggiungono - ha dichiarato che "i docenti e i ricercatori della facoltà di Medicina sono la prima risorsa dell’Azienda"; in realtà non è così. Anche solo numericamente il personale ospedaliero ha un maggior peso». «Non è nemmeno vero, come ha detto Giovanni Oliva di Fp-Cisl, che "mancano le punte di diamante per i pazienti in cerca di mani fidate", non c'è nessuna fuga di cervelli in corso. Il messaggio rischia di essere fuorviante: l’Ospedale ha personale preparato e competente a cui i pazienti si possono affidare come hanno sempre fatto».
Nessuna polemica con i colleghi docenti, ci tengono a sottolinearlo Masini e Quintavalla, che anzi ribadiscono la loro disponibilità alla collaborazione: «Il personale ospedaliero potrebbe venire incontro alle necessità di quello universitario, coprire alcuni posti rimasti vacanti, così come in passato è accaduto a ruoli invertiti». Da quando nel 2006 l’azienda universitaria e quella ospedaliera si sono fuse, dando vita ad un’azienda integrata, spiegano, gli ospedalieri e gli universitari, pur facendo parte della stessa azienda, hanno sempre avuto ruoli ben distinti. «Avevamo già allora messo in luce debolezze e punti di forza nei due organici, e dato la disponibilità per riequilibrare la situazione, senza preclusioni», ricorda Masini. «L'idea - spiega Quintavalla - è di arrivare poco alla volta ad una struttura in cui le due figure siano un tutt'uno, in cui l’assistenza e la docenza possano fondersi. Serve un po' di coraggio». «Capiamo la preoccupazione del preside della facoltà di Medicina - aggiunge Masini -, perché i tagli alle assunzioni, la riforma universitaria e il fatto che non si sia pensato per tempo al ricambio, hanno avuto ripercussioni sul personale: alcune figure apicali sono state sostituite mentre per altre non è stato possibile. Ma è un fatto che riguarda l’ambito dell’insegnamento. Per i pazienti non cambierà nulla». 

 

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  • franco

    04 Luglio @ 09.24

    "da una miglior applicazione del merito" penso che il problema sia tutto qui, si cerca di mascherare il problema con problemi che sono marginali.... Nessuno vuole venire a Parma e quelli meritori che ci sono vanno via PERCHE' ???

    Rispondi

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