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Passaggi a livello: cantieri bloccati per una tomba

Passaggi a livello: cantieri bloccati per una tomba
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 Roberto Longoni

«Che cosa aspettano, il morto?» Fa bene a chiederselo, il popolo degli esasperati, quello che si trova i binari tra le ruote dell'auto. Per andare avanti con i lavori destinati a togliere per sempre le sbarre dei passaggi a livello (e le code) dall'orizzonte dei parmigiani si aspetta davvero il morto. Ma si parla di un ultimo respiro  esalato qualche secolo fa, pare in epoca longobarda. Si aspetta di capire ciò che il defunto può rivelare ai ricercatori, dopo il rinvenimento  della sua sepoltura lungo la ferrovia tra Collecchio e Parma. La tomba, scoperta tre mesi fa, ha bloccato le ruspe lungo tutta la linea, dopo che s'erano appena messe in moto accanto ad alcuni dei 15 varchi «a termine».
 Trovare quei resti ha comportato l'avvio di ulteriori indagini della Sovrintendenza. Uno stop dovuto, ma che fa crescere i costi e allunga i tempi  dei lavori assegnati al Consorzio stabile modenese. La spesa prevista, per la progettazione esecutiva e la realizzazione, è di 13 milioni e mezzo di euro, finanziati in gran parte da Rete ferroviaria italiana, con contributi da parte dei Comuni di Parma e di Collecchio. Se si dovesse ripartire a breve (senza nuovi imprevisti), tutti e 15 i passaggi a livello, cinque dei quali nel comune di Parma, potrebbero essere cancellati entro la fine dell'estate del 2013, anche se i cantieri devono essere «scalettati», per evitare la chiusura contemporanea di tutte le strade tagliate dai binari.
Diverse le alternative ai cinque passaggi di Parma. Le sbarre bianche e rosse di  via Bergonzi e via Roma lasceranno il posto a due sottopassi. Quelle di via Scarzara e carraia Baracchi a strade di collegamento. Via Pontasso, invece, supererà la ferrovia  con un sovrappasso: anche questo progetto è già pronto a partire, nonostante sia stato oggetto di una rivisitazione a causa del raddoppio della linea.
       Da qui in poi, in direzione Parma, si viaggia con un altro «scartamento». E forse anche a un'altra velocità. Questo tratto,  oltre che raddoppiato, dovrà essere spostato e in gran parte interrato. E' previsto che i treni da La Spezia arrivino da nord, dopo aver viaggiato in una galleria lunga oltre un paio di chilometri, destinata a passare anche sotto la Milano-Roma.
Il progetto definitivo è stato inviato il mese scorso al Ministero delle infrastrutture, che a questo punto deve dare il nulla osta, verificare le disponibilità finanziarie e dare quindi il via alla conferenza dei servizi. Se tutto va bene, il prossimo anno, si potrebbe andare alla gara d'appalto. Facile che poi ci vogliano anni, per il taglio del nastro. O che, con la miseria che abita le casse dello Stato, si arrivi al taglio del progetto. Con i «padri di tutti i passaggi a livello», da quello di via Volturno a quello di via monsignor Evasio Colli, compresi in questo tratto di ferrovia, che continuano a tagliare in due la città. Con code di 400 metri nei momenti di punta.
 Visto che per l'interramento nella migliore delle ipotesi serviranno anni, forse converrebbe ragionare sui minuti. In via Volturno se ne aspettano sette, quando dalle parti della Corte di Giarola ci sono due passaggi a livello automatici che s'abbassano 30 secondi prima e 30 secondi dopo il passaggio del treno. E partire da qui?   
 

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