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Truffatore gli ruba l'identità: finisce sul registro dei protesti

Truffatore gli ruba l'identità: finisce sul registro dei protesti
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Roberto Longoni

Dopo la beffa, il danno. Dopo aver subito il furto di nome, cognome, luogo e data di nascita,   la necessità di pagare (e un bel po' di biglietti da cento) per riavere ciò che gli spetta di diritto: la buona «reputazione bancaria», il credito che ti permette d'accedere al credito, insomma. Proprio ciò che gli è stato portato via dal ladro d'identità che - spacciandosi per lui - ha aperto tre conti correnti in altrettante banche, chiedendo il relativo libretto degli assegni. Questo il suo vero obiettivo. Una sola ha acconsentito. Ed è bastato perché in tre giorni il truffatore seminasse bidoni per 257 mila euro. E perché il legittimo proprietario dell'identità (che chiameremo Paolo, regalandogli un nome, dopo che gli è stato rubato) si ritrovasse nel libro nero di tutte le banche.
«Ora - spiega lui -  mesi dopo, ho la lettera dell'istituto di credito che riconosce la mia estraneità, ho la revoca del prefetto della sanzione civile da 1.500 euro che colpisce chi emette assegni a vuoto. Inoltre, la polizia ha un indagato per questa vicenda. Ebbene, non basta. Alla Camera di commercio risulto sul registro dei protesti. E il mutuo diventa un miraggio in questa condizione». Il mutuo, già: strumento necessario, per uno sposo novello e neopapà che proprio in questi mesi deve traslocare. «Ho già fatto il compromesso per comprare la casa - prosegue Paolo -. Per accelerare i tempi mi sono dovuto rivolgere a un avvocato. Tra la sua parcella e i bolli, tra l'altro triplicati dall'ultima finanziaria, fino a superare i 400 euro, dovrò pagare quasi tremila euro. Spesa che la banca, responsabile in buona parte di questa situazione, visto che ha consegnato gli assegni a chi non ne aveva diritto, si rifiuta di riconoscere».      
Tutto inizia nel luglio del 2010, quando un uomo si presenta in tre banche della nostra città. E' di origini campane, come il dipendente pubblico che vuole «sostituire». Allo sportello mostra una carta d'identità cartacea. I dati anagrafici sono dello stimato cittadino. La residenza è diversa:  Milano anziché Parma (poco importava, perché a contare davvero in questa storia è il codice fiscale). Ovviamente, anche la foto appiccicata ad arte sul documento è diversa: ritrae un uomo calvo, con gli occhiali, il viso che dimostra ben più  dell'originale. Che poi il «clone» sia ancora più giovane dei 41 anni dichiarati, lo scopriranno gli uomini della Sezione furti e rapine della Squadra mobile: 38 anni, ma vissuti intensamente  a  seminare stangate. Il truffatore sembra non riesca a gabbare a dovere solo il tempo.
Dopo il primo libretto, prova ad avere il secondo e il terzo dalle altre banche. Versa assegni agli sportelli automatici, per avere soldi sui conti. Ma gli cheque sono rubati, e il giochetto non riesce. Può consolarsi, comunque.  Dieci «cartucce» le ha: tempo tre giorni, e ha svuotato  il libretto. Fa acquisti da 20, 37, 42 mila e anche 50 mila euro. Auto, vestiti, gioielli. In giro c'è gente che piange per 257 mila euro in tutto, per quei dieci assegni. Un paio di mesi dopo (tempi tecnici), iniziano le rogne anche per Paolo.
 «Mi telefonano dalla mia banca, spiegandomi che sono stato segnalato dalla Centrale allarmi interbancari. Quindi, mi chiama la banca che ha dato gli assegni al truffatore». Che Paolo non sia quel Paolo, è chiaro fin da subito. L'intuito e l'impegno degli uomini della Mobile permettono di inquadrare meglio la truffa. E di impedire che a carico del rispettato cittadino parta anche un avviso di garanzia da qualche procura. «Per la prima volta mi trovo nel mondo degli sfiduciati - prosegue Paolo -. La Banca d'Italia mi spiega che il fenomeno registra una crescita pazzesca. Che ci sono liberi professionisti e artigiani che sono falliti, per essere finiti sul registro dei protesti per i furti d'identità».
Lui deve litigare non poco, perché la banca riconosca ufficialmente che il clone è l'altro e gli permetta almeno di smarcarsi dalla centrale allarmi. «Ma quasi volevano che fosse il giudice a stabilirlo, con ben altri tempi». In gennaio fa una prima verifica: sul registro dei protesti il suo nome non c'è. Questione di tempo. In aprile Paolo si sposa. Tempo di mutuo-casa. Ma  il nome è nella lista nera, alla Camera di commercio. «Alla banca ho chiesto di pagarmi almeno le spese legali, anche se è chiaro a tutti che questa è una vicenda dai pesanti  danni morali. Niente: non ho goduto di una grande collaborazione, quando magari bastava che scrivessero una lettera alla Camera di commercio. Senza contare che un'ombra, accanto al mio nome, rischio di averla sempre».  Il nome, già: da tenerselo stretto.       

 

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  • francesco brundo

    20 Luglio @ 12.05

    Le Banche come ben sapete sono associazioni a delinquere legalmente riconosciute, con licenza di pesca gratuita sui conti correnti altrui. Anche quando sbagliano nessuno le condanna, se cominciassero a chiudere le filiali che sbagliano, si mettono in riga, dopo tre giorni.

    Rispondi

  • francesco brundo

    20 Luglio @ 05.53

    @falco, grazie della solidarietà, con quella gente è come pulirsi gli occhiali con la carta vetrata, alla fine non ci vedi mai bene !

    Rispondi

  • andretto monica

    20 Luglio @ 01.16

    IO SONO STATA MALISSIMO HO PERSINO PENSATO ... DI FARLA FINITA .... E POI HO RIFLETTUT O EHAI MIEI FIGLI COSA RIMANEVA ....... SOLO UNA MADRE CHE E' MORTA PENSANDO DI ESSERE UNA FALLITA ..... CON UNA PROPOSTA DI RISARCIMENTO DA NON PRODURRE IN SEDE GIUDIZIARIA .... TALMENTE RIDICOLA CHE ILMIO PATEMA D'ANIMO COMMA 2050 E 2043 NON SONO NEPPURE STATI CONSIDERATI.....ORA E' IN MANO AD UN GIUDICE " PREGO TUTTI I GIORNI CHE SIA FATTA GIUSTIZIA ...QUANDO UN CITTADINO SBAGLIA CON LE BANCHE ..... CI MASSACRA E UMILIA E TOGLIE LA DIGNITA'

    Rispondi

  • andretto monica

    20 Luglio @ 01.05

    DIMENTICAVO ... SEPARATA CON DUE FIGLI E UNO MINORENNE ,,,,, TI LASCIO IMMAGINARE PAILO LE SPESE CHE HO DOVUTO SOSTENERE PER UNA CAUSA E UNA DENUBCIA CONTRO IGNOTI

    Rispondi

  • andretto monica

    20 Luglio @ 01.02

    consolati ( Paolo) io sono stata segnalata da una banca per unmilionetrecento mila euuro ..... scusandosi per l'errore errore fatto per ben due volte ..... tu hai un lavoro ,io avevo un negozio in via cavour e un apertura di bar x mio figlio essendo garante ...... e una segnalazione del genere TUTTO PERSO

    Rispondi

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