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La lettera - Quei giocatori di baseball in Cittadella

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Questa la lettera inviata da un lettore, Francesco, al nostro sito:

Buongiorno,

Volevo segnalare al vostro giornale un evento che si ripete ormai giornalmente e che allo stesso tempo un po' condivido e un po' non. Io e mia moglie siamo degli abituali "podisti" della Cittadella e per due o tre volte la settimana andiamo a farci una corsa dopo il lavoro verso sera. E' da un po' di tempo che nel prato a destra del ponte di ingresso (entrando al parco da Viale Martiri) si apposta un gruppo di ragazzi cubani/caraibici/sudamericani per intavolare una partita di baseball. Ogni giorno che passa il gruppo è sempre più numeroso.
Premetto, per non passare per il contestatore di turno degli extracomunitari, che sono un grande appassionato di baseball e di altri sport made in USA e so benissimo che le nazioni da cui provengono questi ragazzi amano alla follia questo sport. Infatti apprezzo molto anche il fatto di vedere questi ragazzi che si ritrovano a giocare il loro sport preferito tra risate ed esclamazioni spagnoleggianti (quasi quasi andrei anch'io a giocare con loro!). L'unico problema è che il battitore di turno si piazza sotto il muro del primo bastione e se la natura l'ha dotato di un buon istinto e di una moderata forza nelle braccia, questo riesce a scagliare la palla molto lontano, ad una distanza che più o meno coincide con il passaggio pedonale. Io una volta ho visto arrivare una palla contro luce verso di noi e non ho potuto fare altro che mettermi le mani sulla zucca sperando in bene, mentre la volta dopo ho visto una palla sfiorare la schiena ad una coppia di anziani. Non vorrei che prima o poi una pallinata (la palla da baseball ha un'anima di piombo e anche negli stadi della Major League si consiglia agli spettatori di non perdere mai di vista l'azione in campo proprio per non rischiare di venire colpiti) vada a finire in testa a qualcuno, magari ad un bambino piccolo, evento dal quale anche i poveri ragazzi cubani trarrebbero spiacevoli conseguenze. Ripeto, non ce l'ho con loro perché sono semplicemente extracomunitari, anzi (mi darebbero fastidio allo stesso modo dei parmigiani), ma penso che questo loro passatempo sia abbastanza rischioso per la gente che transita dentro e fuori dalla Cittadella. Forse basterebbe che battessero verso l'alto muro del primo bastione, ma anche li alcune palle battute male potrebbero volare all'indietro verso la gente (cosa che succede spessissimo anche nelle partite vere, infatti dietro il battitore ha una rete di protezione molto alta).
Non so, sarebbe brutto negargli questo loro passatempo e questo bel ritrovo, ma ogni volta che li vedo e che passo da li non posso fare altro che accelerare il passo sperando che non arrivi un homerun del battitore, augurando allo stesso tempo un in bocca al lupo a chi passerà dopo di me :-)
Grazie dell'attenzione.
Saluti.
Francesco

 

 

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  • giovanni

    23 Luglio @ 16.58

    ma e problema di razzismo o di rompere alla gente che si diverte a giocare baseball con una palla fatta di rotoli di calze...e noi nn siamo cubani ma siamo dominicani e nn siamo extracomunitari ma siamo cittadini e paghiamo le stesse tasse che pagano tutti... e sono uno di quei ragazzi che gioca li .. e chi vuole giocare ben venga perche qua tutti anno lo stesso diritto di tutti....e meglio divertisi che rubare o spacciare nel parmense mkt

    Rispondi

  • giovanni

    23 Luglio @ 16.46

    sono un passante e vado contro questo giudizzio perche la palla e fatta di calze e nn e affato pericoloso ..quindi e meglio divertirsi sani

    Rispondi

  • fabrizio ferrari

    22 Luglio @ 17.56

    Le partite a baseball da tanara in via bernini sono nei miei ricordi e nella storia di tanti amici ,quindi posso dire che invidio quei ragazzi che giocano in cittadella e si divertono come facevamo noi. anche allora c'era chi si lamentava delle pallinate e delle urla ,giocate pure, anche quelli saranno ricordi. fanno sport ,si divertono e sono molto meno pericolosi di altri che non hanno mazze e palline ma bottiglie di birra e droga.

    Rispondi

  • Pietro

    22 Luglio @ 15.13

    Non c'era Internet dove lamentarsi C'era la gazzetta dove scrivere e lo spagnoleggiante era il grande Guzman. Da giovane ho giocato a baseball in Cittadella, nei campi di via Zarotto, a san Benedetto con sacchetti di plastica come basi, senza protezioni, senza reti, grasso che colava quando c'era la maschera del catcher nessuno ci ha mai detto niente. Anzi andava di moda un gioco ancor ben più pericoloso Il Gerlo, quel pezzo di legno appuntito se lo colpivi bene schizzava via come un razzo. Appena più grande sono andato per un periodo negli Stati Uniti e anche li bastava un prato libero per tirare palle e cercare di batterle più lontano possibile, nessuno si è sognato mai di lamentarsi o dirci qualche cosa. Sono d'accordo che una palla da baseball può far male ma come tutte le cose c'è da fare attenzione come andare in bicicletta, in auto, e correrre a piedi. Forse che anche se attraversa la strada sulle striscie non guarda a dx e a sx e si assicura che nessunoi passi? Non credo che si possa recintare tutti i campi dove si voglia fare due tiri a pallone o due lanci a baseball, lasciamo che i ragazzi si divertano e si aggreghino spontaneamente. Non Rompiamo. Quei ragazzi se non sono gia stati plagiati da noi se colpiranno qualcuno chiederenno scusa e si vergogneranno dipiacendosi tantissimo quasi vergognandosi se invece qualcuno prende una pallonata passando vicino a dove qualche ragazzo gioca a pallone con la maglia giallo blu grasso che cola se non viene mandato a... Per Luca adesso i pomodori si raccolgono con le macchine non c'è bisogno di tanta gente.

    Rispondi

  • new boy 1973

    22 Luglio @ 11.41

    ...TUTTA COLPA DELLA MOVIDA....

    Rispondi

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