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Tagli ai docenti di sostegno, la Provincia e il Comune scrivono a Napolitano e Berlusconi

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Meno 57. È il taglio di docenti di sostegno che la Finanziaria prefigura per il Parmense. Un taglio oggetto di una lettera che gli assessori provinciali Marcella Saccani e Giuseppe Romanini hanno inviato al presidente della Repubblica Napolitano, al presidente del Consiglio Berlusconi e al ministro dell’Istruzione Gelmini, oltre che all’assessore regionale alla Scuola e agli Uffici scolastici regionale e provinciale. Le cifre di cui si è a conoscenza parlano di una netta disparità tra la richiesta formulata al Ministero dall’Ufficio scolastico provinciale di Parma (630 insegnanti di sostegno) e gli arrivi effettivi (573): 57 persone in meno, per coprire gli oltre 1.200 alunni con disabilità delle scuole del nostro territorio.
“Il nostro gesto vuole essere un grido d’allarme e nello stesso tempo manifestare la volontà ferma della Provincia di fare arrivare la nostra voce nelle sedi istituzionali preposte, perché il tema è delicatissimo e irrinunciabile. 57 insegnanti di sostegno in meno vuol dire che più di 100 ragazzi potrebbero veder messo in discussione un diritto fondamentale”, ha detto l’assessore provinciale alle Politiche sociali Marcella Saccani in una conferenza stampa convocata oggi in piazza della Pace. “Parma – ha aggiunto - ha costruito l’ossatura di un sistema gestionale, qui i ragazzi disabili sono stati inseriti nelle scuole quando ancora nessuna legge lo prevedeva. Vogliamo continuare su questa strada. Per questo chiediamo che i numeri vengano rivisti”.
“Questa iniziativa dice che il territorio non vuole essere rinunciatario. Tutto quello che può essere messo in campo lo mettiamo, non rinunciamo a svolgere il nostro ruolo di amministratori, però siamo consapevoli che i rimedi in sede locale non bastano”, ha spiegato l’assessore alle politiche scolastiche Giuseppe Romanini, ricordando gli oltre 5 milioni di euro di progettazione complessiva investiti dalle amministrazioni locali per gli studenti con disabilità. “C’è bisogno di una presa di coscienza più ampia – ha continuato - per chiedere con forza che l’indirizzo che è stato preso sia cambiato nella sostanza: si tratta di sottolineare un diritto e di chiedere che questo sia effettivo. Dall’anno scorso a quest’anno il numero di alunni con disabilità certificati è passato da 1.170 a 1.237, con un incremento che è principalmente nella scuola secondaria: c’è insomma un incremento di bisogno e un calo di risorse, la situazione è preoccupante. Occorre che lo stato non tiri i remi in barca, affinché si possano mantenere i livelli di integrazione che ci sono propri”.
La manovra correttiva 2011 – 2014 dedica il comma 11 dell’art. 19 al sostegno agli alunni con disabilità. Dapprima vi si dice che è possibile istituire, per gli insegnanti di sostegno, posti in deroga allorché si renda necessario per assicurare la piena tutela dell’integrazione scolastica. Poi però vi si stabilisce che l’organico di sostegno è assegnato complessivamente alla scuola o a reti di scuole in ragione della media di un docente ogni due alunni disabili. Questo per il Parmense comporta tagli sicuri e preoccupanti rispetto alle effettive necessità. L’arbitraria riduzione del numero degli insegnanti di sostegno, che non rispetta nemmeno il numero minimo previsto di un docente ogni due studenti, fa venire meno risorse considerate essenziali allo sviluppo del progetto educativo personalizzato e rischia di annullare anche gli sforzi che, insieme con le famiglie, altri soggetti (le scuole, gli enti locali, l’ausl, le associazioni) hanno messo in atto, in un sistema di collaborazione partecipato di sicura efficacia. Saccani e Romanini fanno appello a un’interpretazione della legge di manovra che metta al primo posto l’esigenza di avere a disposizione un numero di posti necessario ad assicurare la piena tutela della integrazione scolastica, per realizzare il diritto costituzionale all’istruzione e all’uguaglianza tra cittadini.
La lettera inviata dalla Provincia è stata inoltrata anche ai Comuni del territorio e alle associazioni di disabili, affinché anch’essi prendano analoghe iniziative. Le prime adesioni sono già arrivate. Hanno già aderito i Comuni di Medesano, Collecchio, Sala Baganza, Felino, Fornovo, Berceto, Borgotaro, Varano, Terenzo, Bedonia, Langhirano, Noceto, Sorbolo, Colorno, Calestano, Parma. Tra le associazioni Ens, Unione italiana ciechi, Anmic, Movimento apostolico ciechi, Fondazione Tommasini, Anffas, Face, Special Olimpics.
Nel corso della conferenza stampa hanno espresso la loro partecipazione il sindaco di Medesano Roberto Bianchi (“un’iniziativa da condividere, nel nome di quella coesione sociale che è imprescindibile”), il presidente dell’Anffas Carlo Passeri (“una presa di posizione che sosteniamo, e potremmo anche percorrere vie legali”), Remo Pattini di Special Olimpcs (“il rapporto di uno a uno tra alunno disabile e docente di sostegno è fondamentale”), Carlo Baroni della Fondazione Tommasini (“adesione convinta e piena”), il vice presidente dell’Anmic Ivano Gardelli (“in una società civile che si rispetti i più deboli devono essere tutelati”), l’assessore alle Politiche scolastiche di Colleccho Giovanni Brunazzi (“iniziativa importante, ed è importante che il tema venga sollevato”), l’assessore di Borgotaro Rossano Botto, presidente della Commissione Welfare della Provincia (“numeri preoccupanti”), la consigliera del Comune di Berceto Enrica Zoppi (“iniziativa di rilievo, servono anche altri sforzi”)
Al termine della conferenza stampa è arrivata anche una breve nota di adesione dell’assessore alle Politiche per l’infanzia e la scuola del Comune di Parma Giovanni Paolo Bernini: “Pur non essendo potuto essere presente alla presentazione dell’iniziativa per motivi istituzionali, desidero ribadire la mia vicinanza e sostegno al progetto, in quanto ritengo fondamentale un adeguamento delle risorse per garantire una presenza adeguata di una figura importante come quella dell’insegnante di sostegno”.

ANCHE VIGNALI SCRIVE A NAPOLITANO E AL GOVERNO. Riferendosi alle notizie su un taglio di 57 docenti di sostegno nel Parmense, anche il sindaco Pietro Vignali ha indirizzato una lettera al presidente della Repubblica Napolitano, al presidente del Consiglio Berlusconi, al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, alla Regione, all'Ufficio scolastico regionale e a quello provinciale.
«Le recenti notizie di stampa che prefigurano per la provincia di Parma la mancanza di 57 docenti di sostegno ad alunni e studenti con disabilità - scrive Vignali - stanno creando grave preoccupazione nelle famiglie, nelle istituzioni e nelle associazioni del nostro territorio.
Se si dovessero confermare i dati finora conosciuti vebbero minate le fondamenta di un percorso sostenuto da oltre trent'anni dalle politiche scolastiche del nostro Paese e da una pedagogia della integrazione e della valorizzazione delle competenze su cui si sono spesi molti insegnanti, genitori, associazioni e istituzioni locali.
Le difficoltà finanziarie del nostro Paese non possono venire addossate agli studenti e studentesse che vedono nella scuola, nei progetti personalizzati e di integrazione, un momento fondamentale della propria crescita individuale e sociale.
Il diritto alla scuola costituisce un diritto fondamentale per tutte le bambine, i bambini, le ragazze, i ragazzi e che deve essere ancor più garantito per chi è portatore di disabilità.
In qualità di Sindaco del Comune di Parma chiedo il suo personale autorevole intervento affinché le richieste presentate dall'Ufficio Scolastico Territoriale della Provincia di Parma, trovino adeguata risposta dagli organi competenti».

 

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  • jack

    03 Agosto @ 21.02

    ... non servono a niente e aggiungerei che i precari sono l'italia peggiore e una categoria di cretini, tanto per fare una citazione illustre di un ministro che non perde occasione per dimostrare il suo spessore culturale. che tristezza! i tagli agli insegnanti di sostegno sono una vergogna.

    Rispondi

  • Reazio

    03 Agosto @ 20.01

    Bene cos'... non servono a niente! La scuola è unicamente uno stipendificio.

    Rispondi

  • francesco brundo

    03 Agosto @ 18.53

    tanto non pagherà nessuno ! ha pagato chi è morto per la loro negligenza.

    Rispondi

  • Maurizio

    03 Agosto @ 18.23

    E' semplicemente vergognoso e scandaloso che a pagare siano i più deboli ed i più indifesi in un Paese che non ha memoria e rispetto della sua storia! Un capitolo da chiudere per sempre, cari italiani, un capitolo che colpisce gravemente Persone Dversamente Abili, nel nome del risparmio di uno Stato che sperpera danaro a destra ed a manca, a favore dei "privilegiati" seduti in parlamento e di missioni di pace, a mio modesto parere, assurde.

    Rispondi

  • massimo

    03 Agosto @ 18.07

    Non sono un genio dell'economia ma se i centri commerciali che hanno aperto e le nuove zone che sono state urbanizzate fossero stati obbligate a tappezzare i tetti con pannelli solari (del comune che poi avrebbe incassato i soldi della relativa vendita) probabilmente ci sarebbero più risorse...ma parma è una città glamour e certe cose da hippie non le pensano anche se servono a fare soldi

    Rispondi

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