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Aiello: "Progetti fermati per evitare troppi debiti"

Aiello: "Progetti fermati per evitare troppi debiti"
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di Gian Luca Zurlini

Dopo l'inchiesta della «Gazzetta» sulle opere del comune annunciate e mai  realizzate, interviene l'assessore ai Lavori pubblici Giorgio Aiello (cui peraltro non spettava la competenza per molti degli interventi indicati) per puntualizzare alcune situazioni e «giustificare» in parte i problemi incontrati dal Comune.
 
I vincoli del patto di stabilità
Aiello esordisce dicendo che «Anch’io  richiamo  un detto popolare che dice  di “non fare mai il passo più lungo della gamba”  che ben si addice a questo momento, anche più di “ogni promessa è debito” visto che di debiti ce ne sono già abbastanza e diventerebbero anche di più, se questa amministrazione in modo responsabile non avesse rinunciato a molte opere pubbliche». L'assessore dice che  «poco si può fare quando un organo superiore, cioè lo Stato, ha chiuso i rubinetti dei finanziamenti, giustamente aggiungo io, perché sta crollando il mondo. E il risultato è di non consentire ai comuni dal 2009 in poi, di spendere soldi anche se, come nel caso del comune di Parma, ci sono soldi in cassa a causa dei vincoli del patto di stabilità. E allora questo semplice concetto, che dovrebbe essere ormai stato compreso da tutti, vedo purtroppo che viene ancora condito da accuse politiche, accettabilissime, ma decisamente strumentali. L’amministrazione comunale di Parma, come tutti gli altri comuni d’Italia, ha una fortissima limitazione nel pagare fatture di lavori. E allora se permettete preferisco riparare i tetti delle scuole, toglierci l’amianto, coprire qualche buca nelle strade e nei marciapiedi. Di più,  in questo momento sarebbe irresponsabile, anche se quelli progettati e non realizzati sono tutti importanti, perché è giusto rispettare la vivibilità di Corcagnano o la necessità di nuovi spazi per gli studenti del Cittadella».
 
«Giusto  no alla metropolitana»
Aiello prosegue facendo l'esempio del «no» alla metropolitana. «Immaginate quale sarebbe ora la situazione di via Trento e via San Leonardo se si fosse fatta la metro? Di fronte ad un’opera da 300 milioni che sarebbero poi diventati facilmente 500, di fronte all’impossibilità di pagare gli stati d’avanzamento dei lavori all’impresa si sarebbe determinato un disastro per la città. Già mi sto vergognando di quanto sta accadendo in via Volturno, dove i lavori per la pista ciclabile, sono bloccati per uno stato pre fallimentare dell’azienda esecutrice. Ecco, dicevo, mi sto già vergognando di mezza via sottosopra nonostante il Comune centri poco, immaginiamoci cosa sarebbe una città aperta in due da un cantiere, quello della metro appunto, che non si sarebbe mai concluso. Capisco l’amarezza di alcuni imprenditori nel rinunciare a questa opera, ma ci dovrebbe essere riconoscenza per questa decisione coraggiosa che ha evitato la paralisi totale della città».
 
«Priorità ai cantieri già aperti»
L'assessore prosegue parlando delle priorità: «C’è poi un altro fatto. Il Comune è anche costretto da cantieri che sono aperti e che devono essere chiusi al più presto. Opere che ha deciso, giustamente, la scorsa Amministrazione in un mondo che però non era questo. Dove il mercato immobiliare tirava e dove sulla carta alcuni importantissimi lavori potevano essere portati a termine senza sconvolgimenti. Ecco perché gli avanzi di bilancio, che pur ci sono stati, siamo stati costretti a dirottarli nella stazione, nel Teatro dei Dialetti, nel Duc B o nella sala ipogea del Centro congressi. Non possiamo lasciare per aria queste opere, certo che però, di fronte a risorse già scarse, questi lavori già iniziati ci rendono ancora più difficile l’appalto dei lavori progettati e mai iniziati».
 
I lavori bloccati dalla Finanziaria
Aiello poi spiega la situazione di alcuni «interventi mai partiti, anche se importanti a giudizio di tutti. Mi riferisco in particolare al nuovo Centro sanitario Lubiana o alle nuove scuole in programma. Le uniche vere motivazioni che hanno bloccato questi lavori devono ricercarsi nell’impossibilità di procedere con nuovi investimenti, anche utilizzando strumenti nuovissimi di finanziamento,  come il leasing in costruendo ed il project financing, che con l’ultimo decreto della finanziaria 2011, sono stati dichiarati non più utilizzabili. Non deve insomma meravigliare, anche se può certo portare beneficio alla risoluzione dei problemi, il sapere che tutte queste opere citate, nonostante fossero state approvate da tutte le forze politiche per la loro riconosciuta validità, oggi e purtroppo, subiranno di certo un considerevolissimo ritardo o forse anche l’eliminazione nei programmi  per l’assoluta mancanza di possibilità di finanziamento».
 
Architettura all'Ospedale Vecchio?
Aiello chiude facendo il punto sull'Ospedale Vecchio, che  «merita una spiegazione a parte. Perché essendo questa un’opera che si è trascinata per oltre un decennio e che ha portato ormai avanti tanta parte della sua realizzazione, debba e possa ritenersi vicina alla sua conclusione anche se la strada è oggi ancora purtroppo in salita. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha sbloccato definitivamente l’iter del project financing, questa Giunta ha predisposto in tempi rapidissimi i locali di via Spezia, dove ha trasferito tutti gli Archivi e ha previsto i finanziamenti e trovato gli spazi per spostare l’ultima realtà presente all’interno dell’Ospedale Vecchio, cioè l’Aquila Longhi, che andrà a sistemarsi  nei locali degli ex Stimmatini. Poi  ha inoltrato da tempo all’impresa Pizzarotti tutti gli elementi necessari per la stesura del progetto esecutivo ed ha infine lavorato per trovare una diversa destinazione, in luogo di un albergo di lusso, che possa essere più confacente al bene architettonico in questione, ragionando con Università, Fondazione Cariparma e l’impresa, per la realizzazione della nuova Facoltà di Architettura all’interno dell’edificio in luogo, appunto, dell'albergo di lusso».

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  • Giorgio Ossimprandi

    13 Agosto @ 10.22

    quando non ci sono i soldi per fare le opere,sarebbe saggio non fare neppre i progetti tanto più che di questi tempi costano quasi quanto le opere stesse. Ma i progetti,in fatto di voti danno un risultato immediato!

    Rispondi

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