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A tu per tu con i "furbetti" delle due ruote

A tu per tu con i "furbetti" delle due ruote
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Natalia Conti

Non c'è strada, vicolo, borgo o angolo di città che non riescano a «dominare»: sono loro, i ciclisti. Il popolo delle «due ruote» che imperversa senza sosta, ad ogni ora, in ogni stagione e in ogni zona. A volte commettendo infrazioni. E’ sufficiente fare un giro in centro e accorgersi di quanto le strade siano ormai diventate una sorta di «giungla», dove velocipedi rosa, blu, bianchi, con o senza cestino a fiori, portapacchi e bandierine sui manubri, viaggiano violando sovente le regole della strada. Non tutti, per la verità, sono indisciplinati ma basta fare un giretto per le strade della città per accorgersi che i «furbetti» delle due ruote non sono pochi.
Come la signora che ieri pedalava compiaciuta in via Padre Onorio nel senso contrario di marcia. O un ragazzo che con la sua mountain bike scorazzava sul marciapiede di via XXII luglio ostacolando il passaggio di una mamma con la carrozzina. E se non bastasse il fatto che era già in errore perché stava transitando sul marciapiede, diciamo pure che era contromano. Se ci si sposta sulla più larga e facilmente percorribile via Garibaldi, lo scenario non cambia di certo. I sensi di marcia sono due, uno dei quali non percorribile dai veicoli se non autorizzati, elemento che darebbe ai ciclisti una sorta di maggiore sicurezza. No, neanche questo li sprona a pedalare nel senso corretto.
«Scusi ma che fastidio diamo?». Questa la pacifica risposta di una signora alla quale è stato fatto notare che stava viaggiando sul suo «bolide» a due ruote in senso opposto a quello consentito. «Sarebbe meglio che si stesse attenti gli automobilisti, non a noi», ha aggiunto un po' scocciata prima di ripartire, continuando a viaggiare contromano. Per non parlare dell’attraversamento delle strisce pedonali. Come dice la parola stessa, non sembrerebbe difficile intuire siano riservate ai soli pedoni, ma evidentemente c'è ancora chi non ha ben chiaro il concetto. Viale dei Mille, una ragazzina in sella alla bici vuole attraversare sulle suddette strisce e lungi da lei scendere e portare a mano la bicicletta, come sarebbe corretto. Stesso comportamento che andrebbe tenuto nel percorrere i vialetti che attraversano piazza della Pace. Ma anche qui, di biciclette «alla mano» se ne vedono poche. Di cellulari invece, se ne vedono parecchi. Ci spostiamo in via Langhirano ed ecco una piacevole sorpresa. Un ciclista sta pedalando sulla giusta corsia di marcia e non sul marciapiede, ma l’entusiasmo dura poco. Delle due mani una sola è sul manubrio, l’altra lo aiuta a sorseggiare una bella bottiglia di birra. Che dire di più, un viaggio alla scoperta del mondo dei ciclisti ci ha trasportato in una realtà quasi parallela dove i trasgressori indisciplinati non erano certe «mosche bianche». Certo, c'è anche chi dimostra rispetto per le regole, per sé stesso e per gli altri inforcando i pedali del proprio mezzo in maniera corretta, ma purtroppo questa immagine viene quotidianamente sfuocata da comportamenti che di corretto hanno ben poco.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • sabcarrera

    16 Agosto @ 16.03

    Il codice stradale è li non per essere seguito alla lettera come fanno gli stolti ma per proteggerci. La quasi totalità degli incidenti mortali sono causati da veicoli motorizzati ed è li dove serve un rigore maggiore e più sanzioni.

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    16 Agosto @ 15.07

    @kdg - Agli autisti di bus con telefonino abbiamo dedicato recentemente quasi un'intera pagina. Alle trasgressioni delle auto decine di articoli. Quindi, se siamo "talebani", li siamo semplicemente del buon senso e della sicurezza di TUTTI coloro che vanno in strada, e che a loro volta hanno diritti ma anche doveri da rispettare... - @Demetro - ...e questo giustifica una pagina di giornale, non solo in agosto. (G.B.)"

    Rispondi

  • marco

    16 Agosto @ 13.35

    Vedo bici viaggiare ovunque... MENO CHE sulle PISTE CILCLABILI .

    Rispondi

  • costante

    16 Agosto @ 11.12

    credo che non ci sia una categoria più virtuosa rispetto alle altre.... quando si parla di attuare il buon senso e rispettare il codice della strada, non credo che i pedoni siano meglio dei ciclisti o degli automobilisti. Sta di fatto che mettiamo in atto dei comportamenti che oltre ad essere poco rispettosi della libertà di ciascuno di noi, sono anche stupidi perchè mettono a repentaglio la propria e l'altrui vita. Ne vale la pena?

    Rispondi

  • Roberto

    16 Agosto @ 10.54

    io a chi le regole di buon senso proprio non le vuole intendere ,lo manderei a pedalare contromano (ma pure con lo scooter i monopattini e i pattini a rotelle) in autostrada dove ,dopo un frontale contro (possibilmente) un camion potrebbe esternare tutte le sue giustificazioni del caso ... ;-)

    Rispondi

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