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La scomparsa di Ettore Materia il prefetto innamorato di Parma

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Apparteneva alla tradizione dei prefetti siciliani cresciuta nel secondo dopoguerra con un rigoroso senso dello Stato e che a un certo punto aveva portato ad avere oltre la metà delle prefetture italiane guidata da uomini originari della Sicilia.
Ma Ettore Materia, prefetto di Parma dal 1978 al 1985, morto ieri mattina a 91 anni alla clinica «Città di Parma» dove era ricoverato da qualche tempo, aveva scelto la nostra città per vivere con la sua famiglia e farvi crescere i propri  figli. Ed era questa la migliore testimonianza del legame «speciale» che questo siciliano «tutto d'un pezzo», inflessibile nell'applicare i principi della legalità quanto però aperto nel rapporto con i «suoi» funzionari, la città e la provincia e i suoi residenti, aveva saputo creare con Parma e i parmigiani.    Arrivato a Palazzo Rangoni nel 1978, Materia è rimasto alla guida della prefettura cittadina per 7 anni, una permanenza-record che è durata fino al suo pensionamento e alla scelta di restare ad abitare qui.  Originario di Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese, era entrato subito dopo la laurea alle dipendenze dello Stato, Materia aveva scalato tutti i gradini della carriera interna all'amministrazione, fino alla prima nomina a viceprefetto a Piacenza, avuta nei primi anni Sessanta. In seguito è stato viceprefetto a Milano durante gli «anni caldi» della contestazione e delle lotte operaie e studentesche a cavallo fra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta. La prima nomina a prefetto era stata a Nuoro, nel cuore della Sardegna in quegli anni martoriata dalla piaga del banditismo in Barbagia. Poi, nel 1978, l'approdo nella nostra città, dove è rimasto per sette anni, lasciando un ricordo unanime di apprezzamento per il suo lavoro. «Con lui - ricorda uno dei suoi collaboratori - la Prefettura fu riorganizzata in modo più moderno e funzionale alle esigenze dei cittadini».  Durante la sua «reggenza» molte sono state le emergenze che ha dovuto affrontare: fra le altre, il tragico scoppio che provocò il crollo del padiglione «Cattani» e la morte di 21 persone  il 13 novembre del 1979, l'alluvione del Taro nel novembre del 1982 e il terremoto che colpì la città nel novembre del 1983. Tutte sono state affrontate senza incertezze e con la volontà di risolvere al più presto le drammatiche situazioni che di volta in volta si erano venute a creare. Anche per questo, dopo il pensionamento, il sindaco Lauro Grossi volle conferirgli la medaglia della città di Parma in segno di riconoscenza per il suo operato.  Riservato e schivo, Ettore Materia si era però pienamente inserito nella realtà cittadina e tre anni fa, nel 2008, era stato gratificato dal Rotary club Parma Est del «Paul Harris Fellow», la massima onorificenza rotariana. I funerali dell'ex prefetto si terranno lunedì mattina alle 10,30 nella chiesa del Sacro cuore in piazzale Volta. Ai famigliari vanno le condoglianze di tutta la «Gazzetta di Parma».

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