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L'ex boy scout Massimo, "Koala sensibile"

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Margherita Portelli

Di sentieri impervi la vita è un groviglio. E l’ultimo, Massimo Galante, l’ha affrontato su quei monti che portava nel cuore da oltre vent'anni. L’uomo di cui si erano perse le tracce il 22 giugno, e il cui corpo è stato rinvenuto poco più di una settimana fa a pochi minuti di cammino da Lago Scuro, nella zona di Corniglio, di quei viottoli montani serbava dentro il ricordo più bello. 42 anni, un lavoro che traballava da tempo a causa della crisi, un passato spietato che l’aveva privato di entrambi i genitori quando ancora era un ragazzo, Massimo rimane oggi nei ricordi di tutti come una persona buona e sensibile, ma anche ironica e gioiosa. Ex boy scout, Galante era stato anche un grande sportivo: aveva infatti ottenuto diversi riconoscimenti nella disciplina che ora insegnava, lo squash, ed era tesserato Figs. Il suo sorriso dolce, racchiuso nel viso di un bel ragazzo che non aveva paura di prendersi in giro, è rimasto negli occhi dei tanti amici, o «compagni di cammino», che condivisero con lui gli anni più belli dell’infanzia e dell’adolescenza. Quelli che con lui, nel campi estivi del gruppo scout Agesci Parma 6, tra quei boschi e quelle valli avevano costruito amicizie salde in grado di sconfiggere il tempo e le circostanze. Massimo abitava a Cavriago, nel Reggiano, ma era nato e cresciuto a Parma, dove lavorava e dove aveva vissuto fino a pochi anni fa. «Era un ragazzo spassoso, divertente e arguto - spiega Monica Mazzieri, un’amica che lo aveva conosciuto e frequentato ai tempi degli scout -. Lo ricordo come un burlone: era in grado di caratterizzare con nomignoli di fantasia tutte le situazioni avventurose che si vivevano al campo. Era un amante della compagnia e della coralità». Il suo totem, il nome scout che gli era stato assegnato al campo estivo di Ponteleca nel 1983, era «Koala sensibile»: «Non si poteva trovarne uno più azzeccato» concordano Elisa Vietti e Stefano Del Bono. Massimo era infatti una persona estremamente buona: «Legava con tutti, era dolce, sensibile - ricorda la Vietti -. Alla fine le nostre strade si sono divise, ma quando capitava di rincontrarsi, anche negli ultimi anni, l’impressione era sempre la stessa». Proprio sui quei monti che l’hanno accolto per il suo ultimo viaggio, Massimo aveva passato alcuni dei giorni più belli della sua giovinezza, in spedizione con la propria squadriglia: «Era stata un’esperienza dura, ma altrettanto bella e formativa», ricorda Del Bono. Chi lo ha conosciuto anche in ambito lavorativo - Galante era un disegnatore meccanico - lo ricorda come una persona di grande buona volontà ed onestà: «Bontà d’animo, generosità, voglia di fare. Massimo era questo», spiega Luigi Vignoli. Insieme ai tanti amici che lo hanno accompagnato, zaino in spalla, in questa parte di cammino, oggi piangono Massimo anche la sorella Elisabetta e la compagna Anna. I funerali si svolgeranno questa mattina, con partenza alle 8 dall’ospedale Maggiore per la chiesa del Buon Pastore e il cimitero della Villetta.

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  • Vitor

    20 Agosto @ 12.33

    "CIAO MASSIMO"AMICO DI TANTE BELLE GIORNATE PASSATE ALLA LATTERIA DI VIA ZAROTTO CON GLI ALTRI AMICI DI VIA MIGLIAVACCA,RIPOSA IN PACE....

    Rispondi

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