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Riapre il nido in stradello San Girolamo

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93 posti per bimbi e bimbe da 0 a 3 anni, di cui 77 di nido, suddivisi in 4 sezioni, e 16 di Spazio bimbi. E una nuova progettualità pedagogica, grazie a degli “osservatori” in ogni sezione che consentiranno di fare ricerca, in collaborazione con l’Università e in accordo con educatori e famiglie, sullo sviluppo del bambino e sul ruolo degli educatori. E’ questa l’offerta alle famiglie della città del nuovo nido Acquerello, in stradello san Girolamo, a gestione diretta del Comune, rifatto a cura dell’assessorato ai Lavori pubblici per aumentarne la capienza e per mettere in sicurezza l’edificio. L’opera ha avuto un costo di 2,2 milioni di euro. Alla realizzazione hanno contribuito anche la Fondazione Cariparma e la Provincia, con un finanziamento di 350mila euro.

La storia. Il nuovo Acquerello è stato costruito sulla stessa area in cui sorgeva la Casa della Madre e del Bambino (1930). La Casa era gestita dall’O.N.M.I. (Opera Nazionale Maternità Infanzia) e rispondeva a bisogni di sostegno e di recupero nelle situazioni di disagio sociale delle famiglie e a necessità di cure e di prevenzione di tipo sanitario. Nel 1975, a seguito dello scioglimento dell’O.N.M.I., la Casa della Madre e del Bambino viene “ceduta” (insieme alla struttura gemella di via Costituente) al Comune di Parma. È a partire dagli anni ’80 che la sua connotazione di sostegno sociale verrà gradualmente sostituita dalla valenza educativa. Su un’area densa di storia e di significati sorge, dunque, il nuovo nido d’infanzia Acquerello.

L’intervento del Comune. La demolizione e ricostruzione, oltre che per la necessità di aumentare la disponibilità di posti, sono state determinate dalla necessità di mettere in sicurezza statica la struttura in muratura pre-esistente, per le evidenti problematiche di cedimenti fondali, che, già in passato, erano state affrontate con interventi di sottofondazione con micropali senza però ottenere i risultati sperati.
La nuova struttura risulta ora essere costruita su un sistema di fondazioni profonde su pali in cemento armato di diametro pari a 400 millimetri e profondi 15 metri.
La demolizione è stata completata nel dicembre 2009. La struttura, chiusa dal luglio 2007. ha riaperto il 12 settembre.

Organizzazione del servizio. Le sezioni di nido sono suddivise in piccolissimi (15 bambini dai 4 ai 12 mesi), piccoli (19 bambini dai 12 ai 24 mesi), mista (21 bambini dai 12 ai 36 mesi) e grandi (22 bambini dai 24 ai 36 mesi), mentre la sezione di Spazio bimbi accoglie 16 bambini dai 12 ai 36 mesi.
Le 4 sezioni di nido, a orario prolungato, accolgono i bambini dalle 7.30 alle 18, la sezione di Spazio Bimbi è attiva dalle 8 alle 13.
All’interno di ciascuna sezione di nido 3 educatrici si occupano della cura e dell’educazione dei bambini, lo Spazio bimbi vede la presenza di 2 educatrici.
Del personale del nido d’infanzia Acquerello fanno inoltre parte 5 operatrici che si occupano del riordino e della sanificazione degli ambienti e coadiuvano in determinati momenti della giornata il lavoro delle educatrici. E’ inoltre presente la cucina per il confezionamento dei pasti e, come per gli altri servizi a gestione comunale, il servizio di ristorazione è gestito da Copra.

Gli “osservatori”. "Il nido d’infanzia Acquerello presenta una peculiarità che porta con sé enormi potenzialità riferite all’osservazione e alla ricerca sullo sviluppo del bambino e sul ruolo educativo di coloro che quotidianamente ne sostengono e accompagnano la crescita nel contesto del nido d’infanzia - dice una nota del Comune -. Ogni sezione di nido è infatti dotata di “osservatori”, vale a dire stanze che consentono l’osservazione del contesto, delle interazioni tra bambini e tra bambini ed educatori da un punto di vista privilegiato e non intrusivo, rispettando la privacy e il quotidiano svolgimento della giornata educativa. Gli osservatori rappresentano luoghi dove la trasparenza “prende forma”, si fa viva, tangibile, assume prospettiva e funzioni, passando attraverso l’esperienza e il confronto tra coloro che il nido lo abitano quotidianamente: bambini, educatori, famiglie.
La progettualità pedagogica ed educativa che prenderà vita all’interno dell’Acquerello sarà sostenuta e accompagnata da una stretta collaborazione con l’Università, nello specifico il Dipartimento di Psicologia e la Facoltà di Scienze della Formazione e del Territorio. Il nido Acquerello farà da cornice a esperienze di confronto e condivisione, formative e di ricerca, consentendo la contaminazione tra saperi accademici multidisciplinari e saperi educativi conquistati e costruiti nella pratica educativa trentennale dei nidi del Comune di Parma, attivando processi co-costruttivi di nuove prospettive, nuovi significati, nuovi saperi".

Dimensionamento e caratteristiche architettoniche. Il nuovo edificio viene realizzato in parte sul sedime di quello preesistente e in parte si espande verso sud e verso nord. In particolare, si articola su due piani con una superficie di 721 mq al piano terra e 530 al piano primo per un totale complessivo di 1251 mq. La superficie coperta è di 840 mq.
Un corridoio vetrato e attraversabile trasversalmente conduce alla “piazza” ottagonale, luogo destinato all’ accoglienza. Questo ambiente, inoltre, con le sue ampie dimensioni, la sua altezza e il lucernario in copertura, risulta fortemente caratterizzato e serve da atrio al fabbricato stesso.
All’interno del sedime dell’edificio preesistente sono situate le quattro sezioni (due per piano) con i relativi spazi previsti (area gioco, area pasto, area riposo e servizi igienici).
Le sezioni sono costituite da due ambienti separati collegati da una zona filtro che dà accesso anche alla camera di osservazione. I servizi igienici sono posti in mezzo alla sezione e sono accessibili da entrambi gli ambienti.
Sul retro dell’edificio si attacca un ulteriore corpo che prevede al piano primo un’ampia sala a uso degli adulti, caratterizzata da una vetrata ondulata che guarda verso nord-ovest, e in corrispondenza, al piano terra, è situato lo Spazio bimbi con due sezioni, relativi servizi e un’area all’aperto riservata.
Tutti gli spazi interni ed esterni al nido sono accessibili e fruibili anche da parte di utenti diversamente abili.
Le superfici vetrate garantiscono un’ampia illuminazione all’interno dei locali e permettono anche ai bambini di poter guardare fuori grazie alle parti basse trasparenti.

Materiali ed impianti. La progettazione tiene conto dei criteri e degli accorgimenti tecnologici utili a ridurre le dispersioni termiche e le conseguenti necessità di apporti di energia. Si sono tenuti in considerazione l’orientamento dell’edificio, le caratteristiche delle radiazioni solari, il comportamento termico, i materiali da costruzione e l’illuminazione naturale.
La struttura dell’intero edificio è costituita da un telaio in cemento armato. I muri perimetrali esterni sono realizzati con termolaterizio isolante e mattoni faccia a vista. Quelli interni sono realizzati con forati di diverse dimensioni a eccezione del muro perimetrale dell’ascensore realizzato invece in cemento armato.
L’edificio è caratterizzato da grandi vetrate in parte fisse e in parte apribili costituite da alluminio verniciato, taglio termico e vetrocamera di sicurezza.
Nella zona è previsto il teleriscaldamento, in particolare l’impianto di riscaldamento è costituito da pannelli radianti a pavimento. L’edificio è anche dotato di impianti di climatizzazione e di un impianto di trattamento aria, che permette il ricambio aria dalle sezioni anche nel periodo invernale, senza l’obbligo di dover aprire le finestre.
Per quanto riguarda gli interni e le finiture sono stati previsti materiali ed elementi che garantiscano la sicurezza dei bambini e allo stesso tempo ne stimolino la polisensorialità.
Le pavimentazioni sono realizzate in gomma sintetica con colori differenziati a seconda degli spazi. In particolare, ogni sezione è caratterizzata, sia per quanto riguarda il pavimento sia per quanto riguarda le pareti, da un colore con le sue sfumature.
Anche l’illuminazione è varia e comprende diverse tipologie di corpi illuminanti e sorgenti luminose.

Le dichiarazioni 
Il sindaco Pietro Vignali dice che l’opera inaugurata oggi è importante per due motivi: “Perché costruire una nuova struttura educativa significa costruire un pezzo di futuro della nostra città, quindi perché investire sui giovani è la migliore ricetta contro la crisi. I ragazzi hanno bisogno di bravi insegnanti, di un valido programma ma anche di strutture adeguate. Con il nido di oggi - snocciola poi un po’ di cifre - abbiamo superato in questi anni i 25 milioni di investimenti nelle scuole di ogni ordine e grado oltre a creare 500 nuovi posti nei nidi. Per questo abbiamo fatto i debiti. Sfido qualcuno a non essere d’accordo”.

L’assessore ai Servizi educativi Giovanni Paolo Bernini nel ringraziare gli educatori, “merito loro se i servizi sono di qualità”, ricorda che questa “come le altre strutture che abbiamo inaugurato quest’anno e in questi anni, è una risposta alle famiglie di qualità e quantità. Quando vedo 800 bambini in lista d’attesa penso che qualcosa si debba fare, anche con il privato sociale che ha contribuito in questi anni in maniera significativa a chi cerca a Parma un modello di educazione positivo per i propri figli”.

L’assessore ai Lavori pubblici Giorgio Aiello ha ringraziato i progettisti, i tecnici del Comune e l’impresa che “nonostante mille difficoltà anche economiche ha confermato le capacità delle imprese edili parmigiane che fanno le cose fatte bene e in tempi brevi”. “Ancora una volta colgo l’occasione per ricordare che se ci fossimo dimessi come qualcuno, per fortuna pochi, auspicano, non avrebbe aperto né la Parmigianino, né l’Acquerello, né nel prossimo futuro la Margherita né tantomeno si sarebbero risolti i problemi di altre strutture private come la Mary Poppins. Non siamo attaccati alla poltrona con il vinavil ma per il bene della città”.

L’assessore provinciale alle Politiche sociali Marcella Saccani nel portare i saluti del presidente Vincenzo Bernazzoli ha detto che “aldilà del contributo c’è condivisione e soddisfazione per questa opera che in momenti come l’attuale fanno la differenza. Investire sui bambini e sulle famiglie è una scelta giusta. Questa struttura rappresenta poi una controtendenza: oggi siamo sollecitati a chiudere in tutti i settori, aprire vuol dire esorcizzare questo periodo di crisi”.

Enver Bardulla, preside del Corso di Scienze dell’educazione dell’Università, ha ricordato come l’Amministrazione comunale abbia fatto pressioni nel passato per l’apertura del “suo” corso: “La collaborazione che viene instaurata in questo asilo istituzionalizza il rapporto tra Comune e Università, oltre a rappresentare un valido aiuto alla ricerca pedagogica e alla formazione degli studenti”.

 

 

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