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Emmanuel, interrogazioni di Soliani e Motta - Guarnieri: "Politica sulla sicurezza in città, bilancio deficitario"

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La senatrice Albertina Soliani ha presentato un’interrogazione parlamentare per i ministri dell’Interno Roberto Maroni e delle Pari Opportunità Mara Carfagna. La parlamentare del Partito democratico ha chiesto ufficialmente chiarimenti al Governo su quanto denunciato dal giovane Emmanuel.
In particolare la Soliani chiede ai ministri di fornire ulteriori informazioni sulla dinamica dell’accaduto e “se non si ritenga opportuno prevedere attività di formazione di tutte le forze deputate a garantire la sicurezza sul territorio nazionale, compresi i Corpi di Polizia Municipale, per far si che l’esercizio del potere avvenga sempre nel rispetto dell’ordinamento e non interferisca sulla sfera di diritti e libertà della persona costituzionalmente tutelati”.
La senatrice auspica inoltre un impegno forte del Governo per sostenere i processi di integrazione e rafforzare le politiche di contrasto alle discriminazione, politiche fondamentali per la lotta alla criminalità e per l’innalzamento del livello di sicurezza. «I gravi episodi di intolleranza registrati negli ultimi tempi a livello nazionale - recita il testo dell'interrogazione -  sono il chiaro segnale di un clima di  crescente tensione e discriminazione e ciò rappresenta un serio pericolo per la vita democratica e civile della nostra comunità».

INTERROGAZIONE ANCHE DI CARMEN MOTTA. Alla Camera sarà Camen Motta a presentare un'interrogazione. “Con l’entrata in vigore del decreto-legge sulla sicurezza, che prevede il conferimento di nuove funzioni alle amministrazioni locali e ai comuni, molti sindaci, compreso il sindaco di Parma, hanno emesso ordinanze, attribuendo alla Polizia municipale compiti prima assegnati esclusivamente alla Polizia di Stato - dice la Motta, in una nota -. Dopo quanto accaduto è necessario e assolutamente indispensabile che nelle Aule del Parlamento sia fatta una seria riflessione sull’adeguatezza di questi provvedimenti e verificare se le forze di polizia municipale abbiano le competenze, la formazione e gli strumenti necessari per poter intervenire in modo corretto, per tutelare la sicurezza e la legalità nel nostro territorio nazionale. Come Partito democratico, proporremo un’interrogazione urgente chiedendo al Governo una precisa ricostruzione dei fatti accaduti a Parma e una valutazione degli effetti del decreto sicurezza”.

“Qualora fosse confermato si tratterebbe di un episodio gravissimo, come dichiarato anche dallo stesso ministro Maroni - continua la Motta -. Noi siamo perché vengano accertati i fatti, senza alcun pregiudizio ma in fretta. Il clima creatosi il questo Paese, anche in una città come Parma, conosciuta per una lunga e nobile tradizione di civiltà e di buona convivenza, sta mutando. Vorremmo evitare che si verificassero nuovi casi di questo genere, perché di tutto abbiamo bisogno tranne che di creare allarmi, nuove tensioni e situazioni di  insicurezza per i nostri cittadini”.

GUARNIERI: «PERCHÉ LA POLIZIA MUNICIPALE?». Maria Teresa Guarnieri, consigliere comunale della lista “Altra Politica”, in una nota sottolinea che a suo giudizio la politica della giunta Vignali riguardo alla sicurezza ha un «bilancio ampiamente deficitario». Si chiede inoltre per quale motivo operazioni come quella antidroga all'ex Eridania siano fatte dalla Polizia municipale, anziché essere demandate a polizia e carabinieri.
«La giunta Vignali si è caratterizzata in questi mesi per una grande attenzione al problema della sicurezza - dice il comunicato della Guarnieri -. Oltre ad aver nominato un assessore con una delega precisa su questo tema, questa amministrazione è stata in prima linea nella nel promuovere la cosiddetta Carta sulla Sicurezza e, conseguentemente ha previsto una serie di provvedimenti che vanno dall’adozione da parte della Polizia Municipale del manganello fino alle sette recentissime ordinanze sulla sicurezza. Non stupisce di conseguenza che dall’inizio del mandato sono stati molti i nuovi agenti entrati nell’organico della Polizia municipale; e a questi si aggiunge la recentissima nomina di un dirigente della sicurezza che sarà anche Comandante e che - sia detto per inciso - proviene da una lunga esperienza nei Nas».

Il giudizio politico è netto: «Si tratta di scelte politiche di un’amministrazione che un cittadino può non condividere, ma che di sicuro la giunta Vignali ha tutto il diritto di esprimere. Però un bilancio di queste scelte bisogna pur tentare di farlo e, purtroppo, si tratta di un bilancio ampiamente deficitario se è vero come è vero che nell’arco di due mesi siamo balzati all’onore delle cronache nazionali per operazioni di polizia con esiti quanto meno dubbi, e mi riferisco alla bruttissima immagine della prostituta “abbandonata” nella guardiola di viale della Villetta. E a fronte di tutto questo non mi pare che i risultati sul piano di un effettivo miglioramento della sicurezza in città siano incontrovertibili».

La consigliera Guarnieri auspica infine una migliore «suddivisione dei compiti» tra forze dell'ordine. «Ripeto: la verità deve essere accertata e chi ha sbagliato pagherà, però mi chiedo: perché il corpo di Polizia municipale - dice nella sua nota - viene sempre più spesso utilizzato in operazioni che, almeno a me, sembrano più da Polizia di Stato e Carabinieri? I nostri agenti sono adeguatamente formati per questo genere di compiti? Abbiamo davvero il controllo di questo strumento o non è per caso che il clima politico determinatosi intorno al tema della sicurezza sta magari “esaltando” qualche singolo?
E infine dobbiamo chiederci: sono proprio questi i compiti che vogliamo affidare alla nostra Polizia municipale? Pur rinnovando tutta la mia stima per un corpo che ha sempre reso un servizio prezioso per la nostra città, credo che su questa questione sia fondamentale procedere con grande attenzione e trasparenza: il nostro compito  deve essere quello di tutelare i cittadini di Parma, tutti e senza distinzione di pelle o di razza, ma soprattutto dobbiamo evitare che possano accadere nuovi e sempre più pericolosi incidenti, che rischiano di distruggere il rapporto di fiducia che deve sempre esserci tra cittadino e forze di polizia».

SORO (PD): "IL GOVERNO RIFERISCA SU GRAVI EPISODI". "A Roma oggi un ragazzo cinese di 25 anni è stato picchiato selvaggiamente. E’ l'ultimo, grave, episodio di stampo razzista in Italia dopo quelli recenti di Milano e Parma. Siamo in presenza di una escalation di intolleranza e violenza nei confronti di cittadini stranieri e di cittadini italiani colpevoli soltanto di avere un colore della pelle diversa". Lo afferma il capogruppo del Pd Antonello Soro. "Non possiamo sottovalutare questi episodi per la loro gravità e per il rischio che possano innescare nuovi fenomeni di violenza razziali - aggiunge -. Chiediamo pertanto al governo di riferire   quanto prima alle camere per conoscere quali misure immediate intenda prendere non solo per prevenire simili violenze ma per   sradicare questo pericoloso clima di paura e di intolleranza che sta crescendo nel Paese".

EVANGELISTI (Idv): "IL GOVERNO REAGISCA". "Quanti Abdoul Guiebre dovranno morire o essere aggrediti perché il Governo reagisca?» Lo chiede, tramite una nota, Fabio Evangelisti dell'Italia dei valori (Idv). «Due giorni fa, ricordando l’orribile immagine dei pogrom, abbiamo cercato di richiamare l’attenzione degli esponenti del Governo affinché prendessero una posizione chiara e concreta sulle vicende di violenza contro immigrati e stranieri. Prima la morte di Abdoul a Milano, poi il pestaggio di Emmanuel a Parma e oggi giunge la notizia del giovane cinese aggredito a Roma. Sarebbe opportuno che chi ancora ritiene che in Italia non possa sussistere un allarme razzismo – conclude Evangelisti – si confrontasse con la drammatica realtà dei fatti».

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