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Ecco perchè il pirata della strada è già libero: "Si presume non compia nuovi reati"

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Georgia Azzali

Qualche ora in cella, poi subito libero. Dopo aver travolto e lasciato sull'asfalto dell'Asolana quel ragazzo tunisino dallo sguardo malinconico. Era ubriaco e sotto l'effetto di cocaina, Andrea Cugini, quando, nella notte tra mercoledì e giovedì scorso, ha speronato il motorino di Dridi Achref, 27 anni, regolare, qualche lavoro saltuario per sbarcare il lunario. Forse è morto immediatamente. Forse ha continuato a respirare per qualche istante. Impossibile saperlo: Cugini, 31 anni, è fuggito a casa. Arrestato poco dopo dai carabinieri, perché sull'asfalto era rimasta la targa della sua Audi A3, ventiquattro ore dopo ha patteggiato 2 anni ed è uscito dal tribunale da uomo libero. Una sentenza che ha scatenato una marea di polemiche.

Ma che è frutto della legge, per quanto la pena possa sembrare inspiegabilmente mite. Il ragazzo era accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso, oltre che di altre due contravvenzioni: guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Ma Cugini era anche incensurato, un aspetto che ha inciso - benché non sia stato determinante - sulla decisione del giudice di concedergli le attenuanti generiche, il che gli ha fruttato lo sconto di un terzo. Inoltre, grazie al patteggiamento, su cui si sono accordati pm e difensore, ha potuto contare su un'ulteriore diminuzione, così come prevede il codice. Considerato, quindi, come più grave il reato di omicidio colposo e ritenuta la continuazione tra i reati, il giudice Gabriele Nigro è partito da una pena base di 2 anni e 9 mesi, ha aggiunto 5 mesi per la continuazione e poi ha applicato i due sconti, uno dovuto alle attenuanti, l'altro alla scelta del rito. Risultato? Due anni.

Una pena «congrua», secondo il magistrato, «per la conclamata spiccata e preoccupante gravità del fatto che non può essere sminuito - scrive il giudice nella motivazione della sentenza - solo perché l'imputato risulta incensurato, tanto insistito è l'allarme sociale in cui versa il Paese a seguito di analoghe e funeste vicende». Non c'era traccia di frenata sull'asfalto. Un fantasma, Dridi, quella notte per Cugini. Il giudice ha parole durissime nei confronti del ragazzo alla guida dell'auto. Soprattutto per quanto riguarda la fase successiva all'incidente: un comportamento «sciagurato e disumano di assenza di un minimo di sensibilità solidaristica verso la povera vittima sbalzata in strada e morente, a nulla valendo i puerili e non condivisibili stati di paura evocati per giustificare l'omissione di soccorso». Ma perché, allora, a Cugini è stata concessa la condizionale? Perché il giudice ha ritenuto che si possa presumere «l'astensione dal compimento di futuri reati». Ci sono state in passato segnalazioni di polizia a carico del ragazzo, ma è pur vero che nessun precedente macchia il suo certificato penale. Come previsto dalle norme sul codice della strada, il giudice ha inoltre disposto la revoca della patente a Cugini, oltre che la confisca della sua Audi A3. E per i familiari di Dridi? Nessuno era in aula durante il processo. Per ora potranno riavere il motorino del ragazzo, di cui il giudice ha disposto il dissequestro. In futuro, in sede civile, si spera possano almeno contare su un risarcimento.

 

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  • Geronimo

    12 Ottobre @ 08.01

    sbairdss, premettendo che concordo con te sull'assurdità della pena volevo solo puntualizzare che anche se libero questo ragazzo (che conosco e sulle cause che portano lui e persone come lui alla droga ci sarebbe molto da dire come ci sarebbe da dire su chi dovrebbe aiutarti e non ti aiuta. Naturalmente non parlo di istituzioni e soprattutto voglio puntualizzare che non lo difendo anzi penso che forse in carcere starebbe meglio) ha la vita rovinata perchè oltre al rimorso che credo abbia la patente l'avrà sospesa per molti mesi, la macchina penso requisita se intestata a lui, multa molto salata nell'ordine di qualche migliaia di euro e probabilmente dovrà pagare il risarcimento danni alla famiglia del ragazzo. Mi chiedo però, il rimorso esiste sempre ma è giusto per reati del genere pagara solo economicamente? Mettiamo uno con buona disponibilità economica, non pagherebbe in pratica nulla non avendo problemi economici.

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  • mario rolandi

    11 Ottobre @ 22.12

    può darsi che abbia ragione Lei, però io consiglierei di non mettere più le motivazioni del rilascio, non fanno altro che alimentare il fuoco

    Rispondi

  • gio73

    11 Ottobre @ 21.31

    è libero perchè è parmigiano! Italiano , se potessero arrestare il tunisino morto lo farebbero!

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  • gazzettadiparma.it

    11 Ottobre @ 19.53

    Per Mario.rolandi - Per due motivi: 1) proprio perchè non si tratta del primo caso, e molti lettori continuavano a chiedere il perchè di tante scarcerazioni "facili", abbiamo voluto approfondire i meccanismi di queste decisioni. E a parte le specificità di questa sentenza, ovviamente alcuni aspetti (tipo quelli legati al patteggiamento) valgono anche per altri casi - 2) quando abbiamo la possibilità di dare una notizia interessante, come è accaduto oggi, lo facciamo nel modo più semplice: da giornalisti. Senza stare a preoccuparci (come invece fa lei e fanno altri lettori) se stiamo parlando di un bianco o di un nero, e senza fare il conteggio dei casi precedenti. Anche perchè, se dovessimo farlo ogni giorno per tutti i processi, non saremmo più una Gazzetta di cronaca ma diventeremmo la Gazzetta ufficiale. Quindi, se lei voleva fare della dietrologia ha completamente sbagliato indirizzo. (G.B.)

    Rispondi

  • mario rolandi

    11 Ottobre @ 18.51

    perchè si è saputa la motivazione del rilascio, mentre quando l'azione è inversa, cioè un extracomunitario fa un reato, non si viene mai a sapere niente?

    Rispondi

    • fernanda

      11 Ottobre @ 20.49

      perche non è sufficente quello che a gia fatto , o doveva fare una strage

      Rispondi

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