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Le difficoltà di una lettrice per tornare a Pontremoli: "Le Ferrovie non davano informazioni. Perché non c'erano autobus sostitutivi?"

Le difficoltà di una lettrice per tornare a Pontremoli: "Le Ferrovie non davano informazioni. Perché non c'erano autobus sostitutivi?"
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La lettrice Elisa Manferdelli descrive le difficoltà che ha incontrato per raggiungere Pontremoli dalla stazione di Parma, nella serata in cui sono saltati i collegamenti con Toscana e Liguria a causa del maltempo. La Manferdelli lamenta che il personale ferroviario era restio a dare informazioni utili ai viaggiatori smarriti e chiede come mai non ci fossero autobus sostitutivi per far fronte all'emergenza sulla Pontremolese.
Ecco la lettera di Elisa Manferdelli:

Sono le 20,35 a Milano, ritardi sul tabellone e penso al solito ritardo Trenitalia.
Sono le 21,48 a Parma, ritrovo i ritardi e in aggiunta la cancellazione dei treni, o meglio del mio treno, ultima corsa della giornata per Pontremoli (linea ferroviaria Parma - La Spezia).
Gente sui binari, tanta gente che aspetta con domande senza risposta in una stazione fagocitata dai lenti lavori di ristrutturazione, che non accoglie, in una stazione fantasma, in una stazione dove il personale, anche se lo cerchi, proprio non c’è. E se poi lo trovi, raggiungendo l’ufficio movimento, sanno solo essere scortesi e dicendoti che l’ ultimo treno della serata per rientrare a casa è stato soppresso, ti fanno notare che è già tanto aver risposto a una legittima domanda
Scopro chiedendo tra gli altri malcapitati viaggiatori che la linea è interrotta passato il confine Emiliano il problema è il maltempo che ha colpito la Liguria
In tanti sono diretti a Pisa e dopo oltre 3 ore di attesa riescono a capire il da farsi, un treno sostitutivo li porterà a destinazione passando per Bologna e Firenze.
2 o 3 persone, un piccolo numero, dirette a Fornovo e Borgotaro invece possono attendere il mattino successivo (forse!)
«No non è previsto un servizio sostitutivo, no non è prevista assistenza ai passeggieri bloccati in stazione…»; è appena partito un treno in ritardo, l’ultimo della serata sulla Parma - La Spezia, e chi aveva progettato di prendere il successivo si arrangia.
Logica voleva che forse, invece dell’ultimo collegamento della giornata, sarebbe stato meglio cancellare il penultimo così da non lasciare a piedi i possibili passseggeri? Indubbiamente sarebbe stato meglio! … Ma poi con triste rassegnazione penso è l’Italia, Trenitalia, perennemente in emergenza eternamente incapace di gestirla.
Io, fortunatamente arrivo a casa (perché qualcuno alle 11 di sera che uscisse sotto la pioggia incessante e si facesse 40 km per non farmi passare la notte in stazione l’ho trovato) e mi documento. Leggo sul sito Trenitalia: «Maltempo in Toscana: dalle 17.20 interrotta la linea Pontremolese». Questo è scritto sul sito di Trenitalia, e io mi chiedo: in 5 ore proprio non era possibile pensare un servizio sostitutivo?

Elisa Manferdelli

(foto: una delle frane che hanno colpito la Liguria ieri pomeriggio)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Sara

    27 Ottobre @ 09.11

    Guardi Paolo, considerato lo stato delle Ferrovie in Italia, dove non si riesce a gestire neanche l'ordinario (ritardi costanti, materiale rotabile obsoleto, personale ridotto al minimo), pensare che siano in grado di gestire ogni tipo di emergenza mi sembra un'utopia.

    Rispondi

  • Paolo Reggiani

    26 Ottobre @ 19.31

    Apprezzo sempre chi confronta le mie note con la sua sensibilità alla questione e me lo fa notare: grazie amico Filo. Io mi sono riferito ad alcuni interventi letti e che mi è apparso avessero inteso in modo diverso il fatto sottolineato dalla gentile signora. In effetti alcuni hanno detto pressappoco: "con i problemi che ci sono in questo momento quello della signora non merita attenzione". Un problema è tale indipendentemente dalle sue dimensioni ed un sistema sociale deve seguire i grandi problemi e quelli piccoli. Un'appendicite è ben minore di un trapianto, ma richiede la stessa attenzione: richiede meno mezzi ed è più rapida, ma non va trascurata. Ovviamente un grande problema richiederà più mezzi, materiali, interventi ed attenzione: ma questo non giustifica la totale passività avvenuta nella stazione di Parma (e forse altrettanto in altre e di cui non abbiamo notizia) per una conseguenza minore. Questa poteva creare, oltre al disagio, altri problemi aggiuntivi a qualche persona di quelle bloccate. Chi può negare a priori una tale possibilità? Oggi ha coinciso con una grande devastazione, ma blocchi ferroviari analoghi avvengono ripetutamente e per cause più piccole: l'effetto per i passeggeri è il medesimo. A questo mi riferivo quando ho detto che le ferrovie dovrebbero avere accordi o convenzioni con alberghi o altro. Come pure disporre rapidamente di servizi alternativi su autobus: ne avrebbero bisogno decine di volte all'anno. Se tutte le strade sono inagibili si ricorre all'albergo, se sono aperte ecco pronto l'autobus. Si tratta di organizzazione che tenga conto di tutte le evenienze. Nel caso in questione avrebbe chiuso e con dignità (per le ferrovie) un'emergenza collaterale. Sul possibile utilizzo della Statale mi sono basato sul fatto che non c'era notizia di sua chiusura. Percorrere le strade di montagna (in Italia) è sempre un rischio e maggiormente in caso di maltempo: ma non per questo si blocca tutto (a patto di frane e smottamenti). Tanto per capirci anche su questo è mancata l'informativa da parte delle ferrovie, quasi fossero isolate dal resto dell'Italia e vedessero soltanto i binari della stazione.

    Rispondi

  • Sara

    26 Ottobre @ 15.36

    Sig. Paolo, credo che tutti abbiano letto attentamente e ben compreso la lettera della signora Elisa e ribadisco il mio pensiero in merito. Le Ferrovie sono spesso indifendibili, ma in questo caso parlare di "odissea" o strapparsi i capelli per inadempienze registrate in occasione di un disastro metereologico come quello di questi giorni appare stupido e inopportuno. Diverso sarebbe stato se la signora si fosse lamentata della vita da pendolare, benché credo vada ricordato che il "carrozzone" delle Ferrovie soffre di decenni di malagestione. Poi, mi scusi, ma pesare che ad un pullman in servizio sostitutivo approntato in fretta e furia, in presenza di un'autostrada chiusa, pensino di far fare la fondovalle (col rischio di frane e disagi pure lì) sembra veramente improponibile.

    Rispondi

  • Paolo Reggiani

    26 Ottobre @ 13.19

    L'impressione è che la lettera della Signora Manferdelli non sia stata letta con attenzione. Ha lamentato soltanto le reticenze e superficialità delle nostre ferrovie. Bastava che dicessero chiaro e tondo che i treni erano soppressi perché la linea era interrotta a causa del maltempo di particolare entità. Senza silenzi ed altre forme di scortesia quando chiedevano qualcosa a loro, cioè alle ferrovie. Ed a chi dovevano rivolgersi? E anche un po' strano che sia partito il penultimo treno: viaggiava su binari "alternativi"? L'assistenza ai passeggeri in difficoltà (ed erano tanti, come scritto nella lettera) anche se per ragioni di forza maggiore, è uno dei doveri delle ferrovie (se fosse ancora un servizio e non un business di società): i passeggeri sono clienti e parte debole dell'insieme (ci posso essere persone con problemi anche significativi). Sulle possibili linee sostitutive si parla soltanto del viadotto danneggiato, cioè dell'Autocamionale della Cisa, anch'essa chiusa. Ma non esiste anche la vecchia e cara Strada Statale della Cisa? O è stata interrotta anch'essa? Tutti avrebbero preferito un viaggio più lento sulla statale per raggiungere la destinazione piuttosto che essere lasciati "alla guazza". Non c'era bisogno di attivare la Croce Rossa per dare un po' di assistenza a delle persone in difficoltà, ma soltanto qualche provvedimento (se le ferrovie funzionassero avrebbero degli accordi con qualche albergo per queste evenienze speciali ma che avvengono) o comunque altre piccole cose che dessero un qualche aiuto a delle persone che si erano affidate al servizio pubblico. Rimbalzando critiche o sarcastiche osservazioni alla lettera della signora (e per giunta non avendone colto bene il tenore) è fare la figura dei polli di Renzo. Ma è giusto che la Gazzetta abbia accolto tutti i pareri e merita i complimenti.

    Rispondi

  • traveller73pr

    26 Ottobre @ 12.35

    Testimonianza/aggiornamento di prima mano sulla situazione viabilità. Proprio stamattina dovevo recarmi in Lunigiana per motivi personali. Necessariamente in auto. Ero colpevolmente disinformato su quanto accaduto. Arrivato all'altezza del casello di Borgotareo, verso le 8 di mattina , ho trovato lo sbarramento. Quando sono riuscito a superare il casello, le forze dell'ordine mi hanno fermato e chiesto dove volessi andare. Sentita la destinazione, mi hanno cortesemente dissuaso. Dicendomi che , di fatto era (è?) tutto "out".....strade ed autostrade. Non funzionano nemmeno i telefoni (ho provato a chiamare a Pontremoli). L'unica cosa che mi ha leggermente irritato è l'aver lasciato funzionante un solo sportello con personale al casello d borgotaro. Con la coda chilometrica di mezzi pesanti e meno pesanti che si stava formando ed accrescendo a vista d'occhio, sarebbe stato meglio , non dico aprire completamente e gratuitamente il casello (magari pretenderei troppo), ma almeno aprire tutti gli sportelli di pagamento disponibili.

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