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Editoriale - Il Governo tecnico è l'unica soluzione

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Giuliano Molossi

Se tutto andrà come sembra, se cioè il neo senatore a vita Mario Monti sarà il nuovo presidente del Consiglio di un esecutivo di emergenza nazionale o di larghe intese che dir si voglia, due partiti che hanno perso le ultime elezioni politiche, il Pd e l'Udc, governeranno il Paese. E' ingiusto, è assurdo, è antidemocratico strillano i «berluscones da combattimento», i La Russa, i Matteoli. E' una vergogna, è la vendetta dei poteri forti, tuonano i leghisti. L'indignazione di chi vede ribaltata la volontà popolare è comprensibile. Ma non tiene conto del contesto, della eccezionale gravità del momento. In una situazione normale, quando una maggioranza non gode più della fiducia del Parlamento, la scelta più logica è quella di tornare alle urne. Ma è evidente a tutti che qui non siamo di fronte a una situazione normale. Come si può pensare di portare un Paese come il nostro che è sull'orlo del baratro alle elezioni anticipate? Andare al voto vorrebbe dire stare tre mesi secchi senza un governo. Sarebbe un suicidio, i mercati, quelli che di questi tempi dettano legge, ci massacrerebbero. Il Paese andrebbe dritto filato verso il default.
La verità è che noi non siamo più liberi di scegliere. L'Italia, di fatto, è già stata commissariata dall'Europa. Non può scegliere cosa fare. Deve fare, possibilmente molto in fretta, ciò che le viene chiesto. E oggi quello che le viene chiesto è un governo forte che faccia le riforme. I mercati pretendono stabilità, vogliono certezze. Il governo tecnico non è la migliore delle soluzioni. E' l'unica soluzione. Non siamo mai stati abituati a prendere decisioni in tempi rapidi. Ve le ricordate le interminabili consultazioni della Prima Repubblica, quel rituale polveroso al Quirinale, quelle manfrine attorno al nulla, quelle fumose dichiarazioni in favor di telecamera?
Noi siamo sempre stati quelli delle mediazioni, del lavorìo diplomatico, delle convergenze parallele. Nel giro di 24 ore, al termine di una delle più drammatiche giornate della storia repubblicana, tutta la vecchia liturgia è stata buttata a mare. Tutto è cambiato in questa frenetica corsa contro il tempo, le ore hanno sostituito i mesi. Credevamo tutti che l'annuncio delle dimissioni «alla moviola» da parte di Berlusconi sarebbe comunque bastato a rassicurare i mercati. Il risveglio, invece, era stato choccante: spread Btp/Bund alle stelle, rendimento dei titoli decennali al 7,3 per cento, Borsa in picchiata. Un Paese alla deriva. Le vaghe promesse di Berlusconi non bastavano più. Ci voleva ben altro, un segnale forte e dirompente per fermare la valanga. E finalmente questo segnale è arrivato con la sorprendente nomina di Mario Monti a senatore a vita. La mossa del Capo dello Stato, che ha di fatto indicato l'ex commissario Ue come «premier in pectore», è servita a fermare la speculazione e a farci rifiatare. E' una mossa che spariglia tutti i giochi e che ha conseguenze politiche enormi. Divide le coalizioni (Pdl e Pd insieme al governo, Lega e Di Pietro all'opposizione), spacca i partiti (a cominciare dal Pdl che vivrà una diaspora molto dolorosa), uccide il bipolarismo. Ma è l'unica mossa che può tenere in piedi il Paese. Mario Monti gode in Europa di un grande prestigio e ha le idee chiare su quello che bisogna fare. Ieri, parlando a Berlino, ha detto di essere convinto che «la crescita richieda riforme strutturali, che tolgano ogni privilegio alle categorie sociali che ne hanno, cancellando il problema italiano di chi protegge la propria circoscrizione elettorale». Come inizio, non c'è male.

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  • ilasuha

    14 Novembre @ 09.27

    Dott. Molossi sono perfettamente d'accordo con la sua analisi, ma assolutamente contraria alla sua soluzione. Siamo obbligati a fare delle scelte per sistemare i problemi causati dalla crisi mondiale e dal malgoverno che da anni purtroppo si è abbattuto sull'Italia sia con Berlusconi che con Prodi. Ma le scelte da fare sono necessariamente politiche e in una democrazia occorre andare al voto in questi casi e lasciare decidere al popolo la ricetta per la soluzione. Perché fra fare una patrimoniale sui beni immobili, tassare il risparmio o far pagare le tasse alla chiesa cattolica c'è una differenza politica enorme.

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  • Francesco

    12 Novembre @ 11.41

    E' una situazione veramente angosciosa ! Non c' è dubbio che ci si aspettino dall' Italia provvedimenti radicali ed immediati , senza le lungaggini che comporterebbero elezioni anticipate ed una nuova Legislatura. PERO' , se il problema è Berlusconi , BERLUSCONI ESCE DALLA PORTA E RIENTRA SUBITO DALLA FINESTRA , GRAZIE ALLA ROBUSTA MAGGIORANZA CHE HA AL SENATO, DOVE , SENZA IL PDL, NON CI SONO I VOTI PER FAR NIENTE. MA LA QUESTIONE DI FONDO, BEN PIU' TRAGICA, E' UN' ALTRA. E' LA PERDITA DELLA NOSTRA SOVRANITA' NAZIONALE. Per far contenti tedeschi e francesi dovremo gettare nella disperazione i nostri anziani, senza più pensioni ? NO, GRAZIE ! Per far contenti tedeschi e francesi dovremmo togliere ai nostri lavoratori i diritti sindacali faticosamente conquistati con le lotte di tutto il ventesimo secolo (cosa, peraltro, già abbondantemente avvenuta...) ? NO, GRAZIE ! SI E' SEMPRE SAPUTO CHE LA POLITICA ECONOMICA E MONETARIA DELLA GERMANIA E' MOLTO DIVERSA DALLA NOSTRA. LORO HANNO DIRITTO A DECIDERE PER LORO, NOI DOBBIAMO RIVENDICARE IL DIRITTO A DECIDERE PER NOI. SE VOGLIONO RISOLVERE I PROBLEMI DEI LAVORATORI E DEI VECCHI CON LE CAMERE A GAS , LO FACCIANO LORO, CHE HANNO ESPERIENZA , NOI NO ! NON POSSIAMO SOTTOMETTERCI , OLTRE TUTTO OSANNANDOLI , A SICARI MANDATI DA ALTRI A FARE MACELLERIA SOCIALE CONTRO IL PROPRIO POPOLO ! Monti e Draghi erano funzionari di Goldman Sachs quando certificarono i bilanci falsi della Grecia, consentendole di entrare nell' Euro, e, adesso, stanno rischiando di provocare una rivoluzione in quel Paese , dove il Popolo , privato di ogni fonte di sopravvivenza, è disperato e sull' orlo della rivolta ! Ci vuole una bella faccia tosta ! IL RAPPORTO LEVIN DELLA COMMISSIONE PERMANENTE PER LE INDAGINI DEL SENATO DEGLI STATI UNITI ATTRIBUISCE A GOLDMAN SACHS COMPORTAMENTI TRUFFALDINI AI DANNI DEI RISPARMIATORI E LO INDICA COME UNO DEI PRINCIPALI RESPONSABILI DELLA CRISI FINANZIARIA MONDIALE . E NOI CI FACCIAMO "RISANARE" DA QUELLI CHE ESCONO DI LI' ? FACCIAMO PAGARE A VECCHI E LAVORATORI ITALIANI LE TRUFFE DI GOLDMAN SACHS ? Ma, forse , bisognava pensarci bene prima di correre ad aderire al Sistema dell' Euro. Noi pensavamo di farci pagare i nostri debiti dalla Germania , ma millenni di Storia ci avrebbero dovuto aver insegnato chi sono i Tedeschi ! NAZIONI DI SECOLARE CIVILTA' E DEMOCRAZIA , COME IL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA , LA SVEZIA, LA DANIMARCA ED ALTRE HANNO CAPITO SUBITO LA MINACCIA ALLA LORO SOVRANITA' E NON HANNO ADERITO ALL' EURO ! SI SONO BEN GUARDATE DAL DEMOLIRE IL LORO "WELFARE" , CHE ACCOMPAGNA IL CITTADINO DALLA CULLA FINO ALLA TOMBA , PER FAR CONTENTA BERLINO ! L' UNIONE EUROPEA E' COMPOSTA DA 27 STATI, MA SOLO 17 HANNO ADOTTATO L' EURO. Noi Italiani, invece....,....i soliti "boccaloni" ! Certo che, adesso che ormai siamo dentro , uscire è molto difficile e molto pericoloso , ma un moto di residuo orgoglio dovremmo avercelo !

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  • Alberto

    12 Novembre @ 07.50

    Ha ragione il direttore, un governo tecnico e' l'unica soluzione possibile in questo momento con i mercati in subbuglio. Deve fare tutte le cose rimandate da troppi anni e sicuramente impopolari. Vista la classe politica che ci ritroviamo in questo momento delicatissimo, che pensa ancora ai propri interessi anziché all'Italia non vedo altra soluzione possibile. Chi parla di ribaltone legga la Costituzione e ringrazi di avere un Presidente della Repubblica come Napolitano.

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  • Francesco

    11 Novembre @ 19.41

    Dunque, Berlusconi , CHE E' SEMPRE IL CAPO DEL GOVERNO ( almeno fino a domani sera ) , HA DETTO CHE, ANCHE QUANDO LUI NON SARA' PIU' PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, IL PDL RESTERA' ( e, quindi , resterà anche lui ) ED AVRA', IN SENATO , UNA MAGGIORANZA TALE PER CUI, SENZA IL SUO CONSENSO , MONTI NON POTRA' FARE UN BAFFO ! Si dice addirittura che non voglia Monti come suo successore, ma Dini , che, forse, potrebbe anche avere i voti della Lega. Nel frattempo Di Pietro che, ieri, votava contro, oggi vota a favore. SE RESTA UNA SITUAZIONE DI QUESTO GENERE L' UNICA E' FARE UNA CHIAREZZA RADICALE E ANDARE A VOTARE , E , SE ALL' EUROPA, COLONIA FRANCOTEDESCA , NON PIACE , BISOGNERA' CHE SE LO FACCIA PIACERE !

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  • gazzettadiparma.it

    11 Novembre @ 19.37

    Lei ha poca memoria. Non avevo scritto Berlusconi DEVE andare avanti. Avevo invece scritto, il 30 ottobre scorso che Berlusconi VUOLE andare avanti. E’ un po’ diverso, non trova? Quanto al resto, è la prima volta (e penso che sarà anche l’ultima) che qualcuno mi attribuisce la responsabilità della crisi economica, dello spread alle stelle! Mi raccomando, non lo dica troppo in giro…..

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