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Negozi aperti 24 ore: dal primo gennaio anche a Parma

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Comunicato stampa

La data fatidica si avvicina. Dal primo gennaio 2012 nei Comuni turistici e nelle città d’arte comincia la rivoluzione dei consumi. Per effetto delle ultime norme approvate dal Governo, recentemente sostituito, in base al principio della libera concorrenza, Comuni e Regioni sono stati esautorati da ogni discrezionalità o quasi. Sarà possibile anche nel nostro territorio perciò aprire il proprio negozio, lo store, il centro commerciale, così come bar, osterie, ristoranti e pizzerie, ventiquattro ore al giorno. E’ quanto conferma una recente circolare del Ministero per lo Sviluppo Economico, sollecitato da più parti per avere chiarimenti; il Ministero chiarisce molto nettamente, riportando il testo della lettera D-bis), dell’art. 35 del Dl 98/11, poi convertito in legge,   che “in via sperimentale, il rispetto degli orari di apertura e chiusura, l’obbligo di chiusura domenicale e festiva, nonché quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale dell’esercizio ubicato nei comuni inclusi negli elenchi regionali delle città turistiche e d’arte”. La circolare non si ferma qui, infatti nel lungo testo, si specifica che, per effetto delle norme nel loro insieme a tutela della concorrenza, dal momento della loro applicazione, i Comuni “non possono individuare né le zone del territorio né i periodi ai fini dell’applicazione della disciplina di liberalizzazione”.

Si apre quindi non una porta ma un varco vero e proprio alla deregulation completa, con tutti i pro e i contro del caso, anche nel Comune di Parma, dove per esempio è destinata a saltare tutta la programmazione delle aperture strordinarie che negli anni scorsi ha garantito un certo equilibrio tra Centri Commerciali, grandi Store e negozi di piccole e medie dimensioni. Per quanto attiene invece il settore dei pubblici esercizi, ossia bar, ristoranti, trattorie e similari, le Amministrazioni Comunali possono continuare ad adottare “provvedimenti, adeguatamente motivati, finalizzati a limitare le aperture notturne o a stabilire orari di chiusura correlati alla tipologia e alle modalità dell’esercizio di somministrazione alimenti e bevande per motivi di pubblica sicurezza o specifiche esigenze di tutela (es. consumo di alcolici)”. Ne consegue che i Comuni potranno, seppur con molta meno discrezionalità, rinnovare o introdurre limitazioni ma solo per quanto attiene l’orario di chiusura (e quindi non più l’ora di apertura) e purchè supportate da motivazioni concrete e dimostrabili, riferibili o al singolo esercizio ovvero ad una tipologia (altra novità legislativa..) ben determinata: dovrebbero scomparire quindi le ordinanze generaliste, di vecchia tradizione, con le quali, tanti comuni hanno in questi anni proceduto, nonostante già la legge regionale 14 del 2003, avesse posto dei limiti, per favorire al contrario il servizio ai consumatori.
La circolare esplicativa si conclude poi con un diktat vero e proprio, nel senso che “ comunque alla scadenza dei termini la norma deve essere applicata e non può essere vanificata con interpretazioni inutilmente dilatatorie”.
Ciò significa innanzitutto che in caso di inerzia, vale la norma statale e che provvedimenti interpretativi, restrittivi o limitativi comporteranno la responsabilità diretta del soggetto firmatario nei confronti delle imprese che, con ogni probabilità, potrebbero impugnare tali atti in sede giudiziaria chiedendo anche i risarcimenti del caso.
Ora le speranze di chi vede come fumo negli occhi questi provvedimenti, a partire dai sindacati dei lavoratori, dai Comuni, per arrivare a talune Associazioni d’impresa,  sono riposte in interventi di lobby, a partire dalle Regioni, sul nuovo Governo, al fine di modificare questa liberalizzazione totale, un provvedimento che modifica notevolmente lo status quo, attribuendo più valore alle scelte imprenditoriali,  assegnando nel contempo compiti innovativi e non semplici da gestire, agli enti preposti al controllo del territorio, spogliati di gran parte del loro ruolo di concertazione e discrezione. Una situazione come al solito che anziché dare certezze e programmazione alle imprese, finisce al contrario per creare  confusione, considerata l’ormai imminente scadenza dei termini.

Stefano Cantoni
Coordinatore Area Sindacale
Confesercenti Parma

 

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  • nippo

    26 Novembre @ 06.12

    @Diego, se non ti piace Parma che ci stai a fare!!! comunque parlando seriamenre, chi va a fare spesa alle 21/22 da noi,' o biti di fianco al negozio, altrimenti i bus a quell'ora sono pari a zero e chi si muove in auto con il freddo e la nebbia che c'è? così i ladri non li vede nessuno, si perdono nella nebbia!!!

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  • diego

    25 Novembre @ 19.47

    @phoenix a Napoli i negozi di abbigliamento aprono alle 10 del mattino e direi un ottimo orario visto che alle 8:00 del mattino dimmi tu chi compra un maglione , poi non tutti chiudono alla pausa pranzo, ma la sera fino alle 21 hai tempo di fare le tue compre del resto come i centri commerciali che soppianteranno i negozi del centro ,signori commercianti che bene vi siete arricchiti con orari di ufficio e guadagni da professionisti.... vergognatevi!!!!!!! il centro di parma poi dove ho vissuto 4 anni d'inferno perchè non avevo un garage andrebbe murato!

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  • diego

    25 Novembre @ 19.36

    sono molto contento di questa notizia , 24ore mi sembra un po eccessivo, ma gli orari dei negozi a Parma erano una vergogna , chiusura alle 19 , ma se un povero cristo come me esce dall'ufficio a tale ora come fa a comprare????? a Napoli i negozi chiudono alle 21 qui a Parma voglia di lavorare saltami addosso eh???

    Rispondi

  • Gio

    25 Novembre @ 12.29

    Un'altra bordata contro la famiglia. Chi farà i turni avrà la possibilità di essere pagato/a per quello che fa?? La famiglia secondo Voi non subirà ?? Se lo fanno altri paesi non è detto che non abbiano problemi. Poi tutto ciò aumenterà realmente le vendite? Mi sembra esagerato 24 h.

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  • geronimo

    25 Novembre @ 11.58

    @TOYVENICE: Scusa ma l'assioma economico che hai enunciato, "se si tiene aperto si vende" è opera tua o l'hai studiato su qualche libro di economia all'università di Gaiano??? Poi porti ad esempio il paese che ha distrutto l'economia mondiale, e quello che calpesta i più elementari diritti umani e civili, complimenti. Ma cosa stai dicendo? L'unica certezza che hai se tieni aperto sono le spese fisse, luce, e personale. Ma se hai tante certezze, perchè non provi ad aprire un'attività commerciale e tenerla aperta 365 giorni all'anno 24 ore su 24. Sicuramente diventerai milionario!! In bocca al lupo.

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