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Una manovra deludente che colpisce i soliti noti

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di Giuliano Molossi

Rigore, crescita, equità. Sono state queste le tre parole più ricorrenti nel vocabolario del nuovo presidente del Consiglio, quelle che, almeno nelle intenzioni, avrebbero dovuto ispirare la sua azione di governo per abbattere il debito pubblico. Spiace dirlo, ma se dovessero venir confermate le anticipazioni diffuse dalla stampa, nella manovra anti-crisi che Monti si appresta a portare in Parlamento, di una di queste parole, equità, non c'è traccia.
Le urgenti misure per far fronte alla gravissima crisi finanziaria che ha investito il Paese sarebbero eque se colpissero tutti i cittadini in proporzione ai loro redditi e non solo alcuni. Sarebbero eque se raggiungessero, per una volta, anche gli evasori seriali, quelli che di sacrifici non ne hanno mai fatti. Sarebbero eque se non finissero per bastonare i più tartassati di tutti, i lavoratori dipendenti, che avendo la ritenuta alla fonte, non potrebbero sfuggire al fisco nemmeno se lo volessero. E invece, a quanto pare, anche Monti, come già i suoi predecessori, ha scelto la strada più facile per raccogliere soldi: andarli a prendere nelle tasche dei lavoratori dipendenti del ceto medio, che già sono spremuti come dei limoni. Il premier sa bene che l'aumento di due o tre punti delle aliquote che oggi sono al 41 e al 43 per cento andrà a penalizzare solo chi le tasse le ha sempre pagate e farà appena il solletico ai lavoratori autonomi, la stragrande maggioranza dei quali dichiara, falsamente e impunemente, di guadagnare molto meno. Appena il 3,7 per cento dei contribuenti, pari a un milione e 525 mila persone, dichiara oltre 55 mila euro. Inutile dire che per il 99 per cento si tratta di lavoratori dipendenti.
Comprendiamo bene la gravità del momento, la necessità di fare presto per non affondare, l'urgenza di dare delle risposte ai nostri alleati europei, ma dal governo Monti era lecito aspettarsi qualcosa di più che non la solita stangata ai soliti fessi. Bene, se sarà confermata, la riforma previdenziale con il passaggio al sistema contributivo per tutti (compresi i parlamentari), positiva anche l'introduzione di una soglia di tracciabilità a 500 euro per combattere il «nero», apprezzabili i tagli all'Irap per aiutare le piccole e medie imprese, ottima la liberalizzazione dell'orario dei negozi, inevitabile (per fare cassa) il ritorno dell' Ici sulla prima casa. Non è tutto da buttare nella manovra dei «professori». Ma la super Irpef, il professor Monti se la sarebbe potuta risparmiare. Aumentando le tasse a chi già le paga, il divario fra onesti e furbi non si colmerà mai. Una manovra è equa se i sacrifici li fanno tutti. Invece di andare a colpire chi porta a casa tre o quattromila euro al mese perché il governo non ha messo un'imposta sui grandi patrimoni? Perché non ha toccato le rendite finanziarie? Tassare chi possiede una barca o un'auto di lusso non è sufficiente per parlare di equità sociale. «Chi ha di più deve dare di più», aveva detto il premier. Giustissimo. Peccato però che continui a dare di più non chi ha di più ma chi dichiara di più.Questa è una manovra che aumenta una pressione fiscale che è già a livelli insostenibili, è una manovra da lacrime e sangue che deprimerà i consumi. Dov'è la svolta, professor Monti? Diciamo la verità, questa è una manovra che avrebbe potuto fare anche Berlusconi (e sarebbe stato massacrato). Ci aspettavamo misure per rilanciare lo sviluppo del Paese, non il solito colpo di scure sui redditi medi. Che delusione.

 

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  • gazzettadiparma.it

    05 Dicembre @ 13.24

    Qualche lettore si chiede perchè commentare la manovra prima che uscisse. Forse proprio i commenti dei giornali di ieri (a iniziare da quello del Corriere, che ovvioamente è un po' più importante, rispetto a un giornale di provincia come il nostro...) hanno avuto effetto su alcuni punti che pare facessero parte della manovra. Anche se di misure che fanno discutere, come si legge nei commenti di oggi dei lettori, ne sono rimaste tante.

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  • michele

    05 Dicembre @ 11.32

    ...era necessaria, per troppi anni hanno pensato a se stessi ,alle festine a luci rosse e a dire che la crisi non esisteva, facendo dell italia il paese del bengodi...per primo monti non riceve stipendi per gli incarichi che ha e da l'esempio, non ha bisogno di consensi elettorali nelle urne come tutti i suoi ministri e quindi non scende a patti con mafie e lobby varie, la nostra credibilità è in netta ripresa tanto più che la merkel ha già dichiarato che non c'è europa senza italia....mentre prima rideva di chi faceva cucù come un giullare di corte...serietà ,sobrietà e signorilità non si comperano con i soldi ma con i cmportamenti

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  • Gilberto

    05 Dicembre @ 11.27

    Non si deve guidicare male l'operato del governo , considerando la maggioranza di quelle menti libertine che hanno votato il precedente ,che ancora non hanno capito il loro danno e sono ancora presenti con autorevoli esponenti che non hanno mollato ,e non vogliono pagare anche a costo di vedere affondare il proprio paese, imponendo divisione e scontento tra il ceto medio cui io appartengo in fascia bassa. Avrei auspicato un totale revisione dello scudo fiscale imponendo giuste ammende calcolate precisamente in relazione al danno economico provocato nel proprio paese , che in tale frangente dovevano essere quadruplicate.

    Rispondi

  • beta46

    05 Dicembre @ 10.48

    Quanta poca serietà di tanti. Far commentare una manovra economica prima della definitiva presentazione.Poco serio intitolare "una manovra che colp......"prima della presentazione da parte del governo.La poca serietà giornalistica si è vista anche ieri sera alla conferenza stampa. Dopo una dettagliata spiegazione del prima ministro , abbiamo visto giovani cronisti fare domande banali restando stravaccati sulle poltroncine.Cronisti , tranne due, di terza linea delle loro testate : i loro capi , che pontificano da mattina a sera , non potevano certamente perdere tempo per cose del genere.

    Rispondi

  • beta46

    05 Dicembre @ 10.40

    Quanta poca serietà di tanti. Far commentare una manovra economica prima della definitiva presentazione.Poco serio intitolare "una manovra che colp......"prima della presentazione da parte del governo.La poca serietà giornalistica si è vista anche ieri sera alla conferenza stampa. Dopo una dettagliata spiegazione del prima ministro , abbiamo visto giovani cronisti fare domande banali restando stravaccati sulle poltroncine.Cronisti , tranne due, di terza linea delle loro testate : i loro capi , che pontificano da mattina a sera , non potevano certamente perdere tempo per cose del genere.

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