-0°

12°

Parma

Scala, nel segno della libertà un disinvolto "Don Giovanni"

Scala, nel segno della libertà un disinvolto "Don Giovanni"
Ricevi gratis le news
1

MILANO
NOSTRO SERVIZIO
 Gian Paolo Minardi 
Tra i vari interrogativi che «Don Giovanni» pone al regista - non meno che al direttore, agli interpreti, ad ogni ascoltatore - vi è quello, essenzialmente pragmatico, dovuto ai tanti cambi di scena imposti dal libretto con un’azione che invece procede sospinta da un ritmo frenetico; problema che Robert Carsen in questo allestimento concepito espressamente per la Scala ha risolto con estrema disinvoltura insinuandosi direttamente nel teatro, che ha fatto scenicamente proprio con un gioco immaginifico indubbiamente estroso: senza apparente novità.
 Personaggi che si muovono tra gli spettatori come pure scene che coincidono con le normali operazioni di attrezzeria di palcoscenico sono ormai un espediente corrente cui si ricorre anche nei teatri di provincia, magari con l’alibi del risparmio. Tuttavia che un personaggio, guarda caso il Convitato di pietra, entri nel palco reale, tra il Presidente della Repubblica e quello del Consiglio, rimane pur sempre un colpo di teatro non comune. Per dire della scorrevolezza di uno spettacolo concepito nel segno della 'libertà', messaggio affidato al protagonista che sprigiona la sua natura indomita fin dall’inizio, appena iniziata l’«ouverture», quando - scambiato magari dal pubblico come un affannato ritardatario - attraversa la platea e salta sul palcoscenico strappando il sipario per mostrare la scena, che non è altro che quella della Scala stessa, poi in diverse angolazioni materiale di base di questo allestimento; e ancora quando nel finale riaffiora beffardo con una sigaretta in bocca dietro i sei disorientati personaggi, destinati, essi sì invece, alle fiamme infernali. Come dire, «tutti gabbati» in quanto Don Giovanni rimane, come un mito indistruttibile.
 Libertà, dunque, come filo conduttore di questa lettura disinvolta, che inizia subito con l’esorcizzare quel tormentone non poco inquietante sull'atteggiamento di Donna Anna: non 'forzata', secondo Carsen, ma pienamente consenziente viste le contorsioni appassionate sul letto della prima scena, davvero la «vis grata puellis» del diritto romano, il che cambia di non poco la prospettiva emotiva. L’inconscio, appunto, croce e delizia della infinita bibliografia fiorita attorno a quest’opera, spazzato via da un più tangibile segnale, quello dell’erotismo che Carsen sottolinea con insistita disinvoltura, attraverso quel continuo spogliarsi di Donna Elvira che appena può si mette in sottoveste, fino alla nudità della sua giovane servetta concupita da Don Giovanni travestito da Leporello.
Gestione registica e scenica disinvolta, minimalista addirittura, che è parsa trovare un riscontro in quella musicale di Barenboim, teso ad assecondare questo ritmo rappresentativo per assicurare l’immediatezza della comunicazione; sfidando qualche rischio di genericità - come del resto quando siede alla tastiera - percepibile nella non sempre esemplare precisione degli assiemi e nella stessa calibratura del suono dell’orchestra, ridotta nei ranghi secondo una misura settecentesca, non proprio trasparente. Era avvertibile, nel contrasto delle dinamiche quanto nella regolazione dei tempi (quel 'troppo lento' gridato da un loggionista, per quanto inopportuno poteva avere un senso), come l’idea di quello stile che per Mozart è un regno segretissimo, ineffabile, si stesse sfrangiando. Inevitabile e imprescindibile, del resto, il confronto con le voci: quella della Netrebko, sontuosa per ricchezza di colori, per quel suono avvolgente entro cui la parola pareva affogare; non proprio mozartiana. Lo era di più, anche se non esente da qualche difficoltà Barbara Frittoli, Donna Elvira appassionata e esagitata. Accattivante per spregiudicata eleganza il protagonista, Peter Mattei ,affiancato da un doppio di segno più pittoresco, efficace, il Leporello di Bryn Terfel. Misurato il Don Ottavio di Filianoti, bel fraseggio, trasparente pronuncia, anche se un po' povero di sostanza. Nella norma il Commendatore di Kwangchul Youn e la Zerlina aggraziata di Anna Prohaska, troppo ruvido il Masetto di Stefan Kocan.
Un successo comunque annunciato (solo alla fine qualche brivido di Bareiboim e Carsen), anche grazie alla sapiente 'suspence' creata furbescamente dalle anticipazioni del regista e dalla disinvolta disponibilità di quel grande comunicatore che è Barenboim, ormai non più 'maestro scaligero' ma più consolidato 'direttore musicale' del nostro massimo teatro.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

  • italo

    11 Dicembre @ 09.37

    una esecuzione nuova e meravigliosa

    Rispondi

Video

1commento

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

Vasco Rossi nel 2018 sarà a giugno negli stadi

musica

Vasco Rossi torna negli stadi: appuntamento a giugno 2018

1commento

"Obscured by clouds": i Pink Floyd nella valle del mistero

IL DISCO

"Obscured by clouds": i Pink Floyd nella valle del mistero Video

Lenny Kravitz a Verona e Lucca per tour estivo

musica

Lenny Kravitz a Verona e Lucca per il tour estivo

Notiziepiùlette

Ultime notizie

«Il Casale», buoni piatti di pesce e di terra

CHICHIBIO

«Il Casale», buoni piatti di pesce e di terra

di Chichibio

Lealtrenotizie

Superati i 10 metri d'acqua: il ponte sull'Enza a rischio chiusura

sorbolo

Enza verso i livelli storici: il ponte resterà chiuso fino a domani

Preoccupa il Baganza nel Bercetese

2commenti

ordinanze

Ghiaccio, maltempo e zone in Appennino senza luce: ecco le scuole che resteranno chiuse

squadra mobile

Vicofertile, quattro kg di droga in casa del pusher "impenitente" Video

1commento

maltempo

Vetroghiaccio, disagi in Appennino. Berceto, tante case senza luce Le foto

ALLE PORTE DELLA CITTA'

Lupo investito da un'auto in via Emilio Lepido

20commenti

San Prospero

«La Vela» in stato di abbandono

1commento

SENZATETTO

Il Natale lontano di chi vive sotto i ponti

legambiente

Ecco le 10 linee ferroviarie peggiori d'Italia. C'è anche la Brescia-Parma

tg parma

Guerra: "Per Fedez nessuna location bocciata. In settimana l'annuncio"

FORNOVO

Polemiche sull'albero di Natale

1commento

SALSO

Ancora furti: due case messe a soqquadro

1commento

sos animali

Sospetto avvelenamento di un cane in Cittadella

Fidenza

Elena Novaresi: una carriera partita da «Amici»

Rimpatriata

Caro, vecchio quartiere Marchi

Intervista

Paolo Fresu mercoledì al Regio

ecco la neve in città

Parma indossa un manto bianco Gallery

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

Berlusconi ritorna: non farà da spettatore

di Stefano Pileri

L'ESPERTO

Naspi cumulabile con altri redditi? Sì, ma solo in determinati casi

ITALIA/MONDO

sondrio

Passanti travolti al mercatino di Natale: "Ne dovevo uccidere di più"

birmania

Metodici stupri dell'esercito sulle donne Rohingya: l'indagine dell'Ap Le foto-simbolo

SPORT

Basket

Pugno all'avversaria: cestista squalificata per tre mesi

calcio

Ottavi Champions: Juve con il Tottenham, Roma con lo Shakhtar. L'Europa League

SOCIETA'

cultura

L’Arabia Saudita riaprirà i cinema dal prossimo anno, dopo oltre 35 anni

emendamenti

Manovra: salta la stretta sull'uso dei cellulari in auto

MOTORI

Auto-moto-pedoni

Guidare su neve e ghiaccio: le 10 regole

MOTO

Prova Kawasaki Z900RS