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L'ultimo giorno della Racagni, fra trasloco e nostalgia I parmigiani raccontano

L'ultimo giorno della Racagni, fra trasloco e nostalgia I parmigiani raccontano
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Alunni e insegnanti impegnati nel trasloco; molti, “armati” di macchina fotografica digitale. Qualcuno scrive sulla lavagna «Addio scuola». Altri festeggiano l'arrivo delle vacanze natalizie con dolci e pizzette. Fra studenti e personale, alcuni sono un po' tristi, altri fiduciosi di trovarsi bene nelle “nuove” scuole che frequenteranno da gennaio.
Così è passato l'ultimo giorno della scuola Racagni, in via Bocchi. Il trasloco sarà terminato entro il 9 gennaio, quando i piccoli studenti andranno a lezione chi alla scuola Corazza, chi alla Cocconi.
(Ampi servizi sulla Gazzetta di Parma in edicola sabato 24 dicembre)

Accanto alla cronaca, vogliamo sottolineare le parole di una lettrice, Cecilia, che ci ha scritto: "E' stata la mia scuola 40anni fa: che peccato!che tristezza..la mia infanzia..". E proprio le parole di Cecilia ci hanno dato lo spunto per invitare i lettori a comporre sul nostro sito il loro amarcord, con le testimonianze (nello spazio commenti) e magari anche con vecchie foto, che ci potete inviare via mail all'indirizzo sito@gazzettadiparma.net.

In una giornata come questa - l'ultimo giorno di scuola, anzi della scuola - le emozioni ci sono. E si esprimono, per questo istituto che ha visto crescere generazioni di parmigiani. Via e-mail e nello spazio commenti di questo articolo, sono tanti i parmigiani che descrivono i loro ricordi, il loro rammarico per i “bei tempi” dell'infanzia, magari gli anni '50 o '60, i maestri (in genere ricordati come severi ma in fondo molto buoni), i piccoli “riti” che si celebravano a scuola...

I RICORDI DELLA SCUOLA RACAGNI arrivati via e-mail
LE ASTE CON LA MATITA, IL PENNINO, LA FILA PER BERE IL LATTE E LO "SPIDOCCHIAMENTO": ERA IL 1957
È la foto della 1^ B Maschile del 1957 della scuola elementare Racagni. L'insegnante è la maestra Maria Luigia Rastelli.
Guardando la foto in alto da sinistra:
Persiani, Ghezzi, Ferro, ???, Bertoletti, insegnante Rosi, Zambrelli, Cerra, Cristofori, Brini, Rosati, Armani, ???, Zanichelli, Modafferi, Gardini, Olivieri, Baroni, Antonioli, Carini, Beccarelli, Cavalli, Passalacqua, Tolentini.
Alcuni impareggiabili maestri d'allora: Rastelli (marito e moglie)  Rezzadore, Riva, Tagliavini, Mingori, Giampietri.
Quanti ricordi!
Le aste con la matita, le lettere con la cannuccia ed il pennino Perry (la biro era lì lì per arrivare), i banchi con il calamaio e l'inchiostro, la fila settimanale per bere l'istituzionale bicchiere di latte, lo spidocchiamento dei più ........ puliti, i lavori con il traforo, la visita medica del Dott. Zanichelli, il cinema con l'indaffarato Operatore Maestro Giampietri, la bidella Elsa, l'ora di ginnastica in palestra, l'ora di religione con Don Giovanni.
Insomma, la Racagni non è solo un edificio ma è una fabbrica di ricordi per migliaia di bambini (alcuni dei quali sessantenni come me) che proprio lì hanno iniziato il loro percorso di cittadini. Sapere che è necessario demolirla da comunque un tuffo al cuore.
Luigi Carlo Baroni

LA MAESTRA DELLA PRIMA E IL MAESTRO BERSAGLIERE, SEVERO MA IN FONDO "BUONO COME IL PANE".
Era la scuola dei “ Prati Bocchi” , come la chiesa sono stati il cuore di un quartiere,  erano gli anni tra il  1960 e il  1970. Andavamo tutti lì, nella nostra scuola, con le maestre e i maestri di una volta, persone davvero speciali.  La mia  “ Prima” con  la maestra Carboni , una donna minuta,  fu la nostra seconda mamma,  ci portò fino alla terza. Poi il maestro Micelotta  “ufficiale dei bersaglieri”  dall’aria severa, inquadrati come soldatini  marciando ci accompagnava all’uscita, ma era buono come il pane. Rimarranno bei ricordi.
Marco Bia

1965: I FINTI SCAPPELLOTTI DEL MAESTRO UBALDO GRASSI
Sono stato alla Racagni dal 1965 per tutte le elementari sez. A, il maestro Ubaldo Grassi con le sue amorevoli sottolineo amorevoli finti scappellotti mi ha insegnato che per ottenere le cose occorre meritarsele e sforzandosi si ottenevano da lui privilegi come l’uso della penna stilografica anziché la matita per scrivere in classe.
Ho di lui e della scuola, un bellissimo ricordo.
Stefano Gonanu

1975: LO DSEVOD E SUA MOGLIE COME INSEGNANTI
Io sono stato alle scuole medie Racagni dal 1975 per i miei primi 3 anni di scuola. Ho un bellissimo ricordo di quei tempi e della mia maestra Grassi, moglie della maschera di Parma di quell'epoca "dsévod", anche lui insegnante in quella scuola. Che dire, è un pezzettino della mia vita...
Michele Villani

I GIORNI LONTANI ALLA RACAGNI FRA IL '57 E IL '61
Scuola Paolo Racagni, addio!
Sono un insegnante elementare in pensione dopo quaranta anni trascorsi nella scuola. Da bambino avevo frequentato la scuola Racagni negli anni dal 1957 al 1961. Come non ricordare il mio primo giorno di scuola da scolaretto, il primo giorno di ottobre di tanti anni fa? Ripenso, ancora oggi, allo sguardo stranito di quel bimbetto in quel giorno lontano, in mezzo a nuovi compagni e lo sguardo affettuoso del mio maestro.

Guardavo fuori dalla finestra della mia aula e vedevo mia madre che si attardava sulle scale della scuola. Volevo uscire, andarmene, ritornare con lei tra le mura famigliari della mia casa. Il mio maestro, allora, ha aperto la finestra ed invitato mia mamma a andare a casa, a lasciarmi iniziare da solo quel lungo viaggio nella scuola, quel medesimo viaggio che quindici anni dopo mi avrebbe visto iniziare la vita di maestro nella campagna lombarda. In prima elementare ricordo che occupavo un banco di legno in un'aula al piano terra della scuola elementare Paolo Racagni in via Ildebrando Bocchi. Avevo una cartella di pelle con dentro tutti gli attrezzi allora in uso: la penna di bachelite con il pennino, la carta assorbente, l'astuccio con i pastelli, il quaderno e il libro di lettura. Questi oggetti, a parte i quaderni persi chissà dove, li conservo ancora, passati indenni in mezzo a tanti traslochi e vicende famigliari.
Di quegli anni conservo una fotografia nella prima classe con il maestro Brenno Mingori. Io sono il primo a sinistra della seconda fila.

Conservo soprattutto il ricordo di un bravo maestro, di quel Brenno Mingori che ho potuto incontrare in anni successivi, e di cui ho sempre conservato un caro ricordo. Ricordo le sedute degli esami in seconda e in quinta elementare, quando ancora questi appuntamenti facevano parte della routine scolastica. Come dimenticare quella volta che stavamo facendo un dettato e il nostro maestro mentre eravamo alle prese con l'articolo un, dopo essersi guardato intorno per accertarsi che gli altri insegnanti della commissione d'esame non lo guardassero, ci ha fatto il gesto con la mano di accompagnarlo con l'apostrofo. Mezza classe si era chinata ad aggiungerlo.
Come dimenticare quella volta che con mia mamma siamo andati a trovarlo nella sua casa di via Migliavacca portandoci dietro una torta fatta in casa. Ricordo ancora il Cinque Volante, un gioco che il mio maestro ci faceva ogni mattina negli ultimi minuti di scuola, di quella volta che ero andato in un'altra classe perché il mio maestro era in sciopero e mi sembrava di essere approdato in un altro pianeta.

Ricordo ancora il sapore del latte della Centrale che, a scadenze periodiche, ci obbligavano a trangugiare nel refettorio della scuola, il bidello che ogni mattina riempiva di inchiostro il piccolo contenitore di vetro di ogni banco dove noi intingevamo il pennino, i film in bianco e nero nella sala di proiezione della scuola e tante altre immagini che ancora affollano i ricordi di quegli anni lontani. Inutile dire che ancora oggi, ogni tanto, passo davanti alla scuola di via Ildebrando Bocchi e penso a quegli anni, ai compagni di scuola, a mio padre che ogni tanto mi veniva a prendere per parlare col mio maestro, ai compiti che ho sempre fatto senza farmelo dire, alle letture, ai momenti di gioia trascorsi in quelle aule della scuola Racagni.
L'avrei rivista qualche anni fa nel corso di un incontro di aggiornamento tenuto proprio nella sala di proiezione. Le stesse sedie, lo stesso tavolo davanti allo schermo. Quella che da scolaretto mi sembrava una grande sala. quel giorno si era rivelata appena più grande di un'aula.
Quel giorno non ho resistito alla tentazione di andare a vedere proprio la mia e di rivedermi bambino col maestro che faceva l'appello, la campanella che suonava, mia mamma che mi aspettava fuori dal cancello, i compagni di giochi di quegli anni lontani.
Rivedrò il mio maestro alcuni anni dopo la mia nomina in ruolo. L'avevo incontrato a Fiuggi alla Casa dell'Ente Nazionale Assistenza Magistrale dove entrambi eravamo ospitati durante le cure terminali.
Abbiamo chiacchierato tanto e ricordato quegli anni lontani. Era contento il mio vecchio maestro che anch'io avessi intrapreso la sua stessa strada. Non l'ho più rivisto da allora.
Chi si riconosce in questa foto mi può scrivere e magari organizzare un incontro per ricordare quegli anni felici.
Mauro Reggiani
maestro.reggiani@libero.it
 

Altri ricordi dei lettori sono nello spazio commenti di questo articolo

 

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  • angela

    06 Gennaio @ 23.59

    E' bello leggere i vostri ricordi nella scuola, ma il prezzo più alto lo pagheranno proprio i bambini che oggi frequentano la scuola, xchè loro un domani cosa potranno ricordare........il trasloco. Non mi è piaciuto affatto il commento di Giovanni sugli insegnanti della Racagni, anche in questa occasione hanno dimostrato le loro capacità organizzative e umane. Un grande grazie a questi bambini che silenziosamente hanno accettato il cambiamento ed è proprio x loro che dobbiamo assicurarci che la scula sia costruita quanto prima.

    Rispondi

  • Laura Ferrari

    28 Dicembre @ 18.34

    Non ci potevo credere...quando ho saputo che la mitica scuola "Racagni" sarebbe stata demolita in un attimo mi sono passati davanti tantissime immagini e ricordi ancora vividi nella mia mente...facevo parte della classe di Dario Serventi ed ho avuto la fortuna di avere come maestro Marco Bosi, un insegnante meraviglioso, bravo e severo nel modo giusto (ricordo ancora la sua frase prima di andare in mensa: "non va in bagno a lavarsi le mani chi non sa bene i tempi ed i modi verbali..." mitico!!!). Spero che mio figlio abbia la fortuna di trovare un insegnante serio e bravo come lui, anche se credo che sarà molto difficile. Sarebbe bello ritrovarsi con tutti i compagni dopo tanti anni e ricordare i momenti più emozionanti vissuti insieme...Adesso vivo in un'altra città e quando torno a Parma dalla mia famiglia passo sempre volentieri davanti alla mia vecchia scuola...rimarrà sempre uno dei miei ricordi più belli e sono sicura che sarà così anche per mio fratello ed i miei genitori.

    Rispondi

  • G.Ferrari

    28 Dicembre @ 16.39

    Buongiorno,mi associo ai tanti ricordi che ho letto. Mia moglie ed io abbiamo iniziato nel 63 ,ovviamente rigidamente divisi in sezioni femminili e maschili come usava allora, poi nel 1989 e nel 1991 i miei figli Laura e Lorenzo. Un ringraziamento a tutti i direttori, insegnanti e personale non docente ( il custode Barantani!!! e la sua "cicoleda ed fen) per quanto hanno trasmesso alle migliaia di bambini che hanno frequentato la scuola. Un pensiero particolare al maestro Alide Carattini, prematuramente scomparso nel 1978. A nome del maestro Ferrari (mio zio ndr) ringrazio il sig. Roberto Cupola per il bel commento inserito, che lo ha letto con occhi lucidi

    Rispondi

  • Luca Totaro

    28 Dicembre @ 13.54

    Ancor non ho iniziato e gia m i trema la mano pensare all'infanzia trascorsa fra quelle mura,vedersi grandi e scoprirsi ancor giovani guardandola nel passare.Ma una nuvola di polvere fra poco raccogliera' i ns ricordi e li spargera' al vento senza depositarli mai. Certo non sara' un nuovo edificio a cancellare le storie ed i personaggi della Racagni. In ultimo un saluto ed un ringraziamento al maestro Carra scomparso qualche anno fa ma ancor vivo nelle memorie. Saluti a tutti quanti eccetto nessuno

    Rispondi

  • Annalisa

    27 Dicembre @ 13.23

    Se ne va un pezzo di storia che ha avuto un ruolo importante nella mia famiglia...sia io che mia madre abbiamo frequentato la Racagni, lei quando l'edificio era stato costruito da alcuni anni e io negli anni 80....entrambe abbiamo bellissimi ricordi e immagini nitide di particolari della scuola: i banchi neri con ancora il buco per il calamaio, il mosaico di Pinocchio, l' albero di legno " scenografia fissa" di tutte le recite scolastiche nel teatrino, il busto di Racagni.. Come non dimenticare la "mitica" maestra Carla, che ci ha insegnato tanto sia scolasticamente che umanamente, oltre ad essere stata un'ottima organizzatrice di gite scolastiche....( e di recite dialettali) Ciao vecchia scuola Racagni !...spero di vederti risorgere presto per regalare altrettanti bei ricordi ai bimbi che verranno!!!!

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