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Ghiretti: "Ecco il mio progetto. Ai partiti chiedo un passo indietro"

Ghiretti: "Ecco il mio progetto. Ai partiti chiedo un passo indietro"
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Marco Federici

Non si definisce l'uomo della provvidenza, né vuole essere etichettato come l'uomo vicino al Pdl o al Pd. Roberto Ghiretti presenta il suo manifesto «Per Parma unita» e chiede ai partiti di «riavvolgere le loro bandiere», di «non cedere alla tentazione di fare coalizioni squilibrate che rispondono a interessi di parte, ma di costruire un modello amministrativo che l'Italia ci può invidiare».

A che modello fa riferimento?
«Siamo in una fase post-ideologica in cui serve un governo di unità territoriale».

Il suo percorso è all'incirca a metà strada: lei ha presentato il suo manifesto due settimane fa e a metà gennaio deciderà se candidarsi o meno a sindaco. Come sta recependo la città il suo messaggio?
«In questi giorni ho capito che la gente ha bisogno di persone che si impegnino, che sappiano ascoltare, che pensino in grande ma che decidano anche in piccolo. Il senso del manifesto comincia ad essere capito velocemente. Parma ha bisogno di unità, dove ognuno si faccia carico di un piccolo mattone. Non possiamo permetterci di agire per ideologie. A livello locale non può più essere un partito che detta la linea, ma è la collettività che si riunisce per trovare quelle persone che sono in grado di governare».

Sta dunque chiedendo ai partiti di fare un passo indietro?

«La mia iniziativa non è contro i partiti: chiedo loro di fare un passo indietro e riavvolgere le bandiere ma solo per fargliene compiere due in avanti, recuperando un rapporto fortissimo con il territorio. Non possiamo permetterci di seguire un modello nazionale. Ripeto: non ho mai detto che le forze politiche devono mettersi da parte. Chiedo loro di rimanere centrali, ma di aderire ad un modello territoriale diverso: insieme andiamo a cercare le persone migliori che governino con onestà e competenza ».

Sta dunque lanciando un nuovo civismo? «Direi che siamo anche in una fase post-civica: siamo nella fase dell'impegno civile in cui tutti dobbiamo mettere un tassello».

Eppure si dice che dietro la sua iniziativa ci siano i partiti, soprattutto quelli che sostenevano l'amministrazione uscente...
«Sono dell'idea che i candidati sindaci debbano rendere nota la Giunta prima delle elezioni. Se sarò candidato io lo farò, così sarà chiaro che dietro di me non ci sono i partiti. Al momento vedo che qualcuno ha già preso un sentiero preciso, ma di parte. Mi chiedo: ma se una persona ha idee di centrodestra o di centro deve starne fuori solo perchè non è di quella parte? Oggi un'impostazione così non ce la possiamo permettere».

Il riferimento al centrosinistra e, di conseguenza, al candidato del Pd Vicenzo Bernazzoli è chiaro...
«Oggi sento dire: dopo quindici anni dobbiamo riprenderci la città. Ma dove sta scritto? No, mi aspetto un modello diverso. Errani dice: adesso Parma avrà tutti gli appoggi necessari. Ma in questi 15 anni la Regione dov'era? Le prime mosse non sono andate nella direzione che auspico. Mi sembra che il modello sia: “adesso comandiamo noi”. Da cittadino, e tengo a dire che non sono un uomo di destra, ho delle riserve».

E con il Pdl come si pone?
«Sia chiaro che non sono omologo al Pdl e anche a loro facciamo la proposta di mettere via le bandiere. Per altro non avevo nemmeno in tasca la tessera di Parma civica. Comunque io propongo un modello di governo e ne parlo con tutti. Certo, il centrosinistra dopo le primarie avrà un candidato che andrà a chiedere alle persone di integrarsi. Il percorso non mi piace, ma comunque parlo con tutti».

Lei è stato assessore allo Sport della Giunta Vignali...
«Intanto diciamo che non ho mai fatto politica. Nel 2007 mi è stato chiesto di occuparmi di sport da competente e l'ho fatto in modo chiaro e trasversale, mettendo tutti sullo stesso piano. Chi ha sbagliato è giusto che paghi. Ma devo dire che ho lavorato con assessori ottimi: penso ad esempio a Giuseppe Pellacini che, a detta di tutti, ha operato benissimo nel campo delle politiche abitative.

Non si sente di fare almeno un po' di autocritica?
«Sì, bisognava agitarsi di più di fronte allo scollamento tra le persone e l'amministrazione. Quest'ultima si era annacquata troppo con la politica».

Rispetto dunque alla precedente amministrazione come si pone: in continuità o discontinuità?
«La mia posizione è quella di chi vuole superare una serie di problemi dettati da un progressivo squilibrio verso la politica. Quel modello di civismo è finito. Oggi esiste un modello civile che è totalmente discontinuo: ovvero un modello di ascolto. Poi colloco l'ex sindaco Ubaldi sicuramente nell'olimpo degli amministratori, probabilmente è stato il miglior sindaco del Dopoguerra: ciò che lui ha fatto non può essere disconosciuto. Ma oggi occorre rimodellare l'esperienza del civismo, portarla ad una forte pulsione civile e a una sobrietà in linea con i tempi e con il fatto che dobbiamo tornare ad essere una città normalmente speciale».
 
E cosa significa
?
«Davanti a noi vedo un periodo in cui si dovranno realizzare cose normali per riportare la città ad essere uno territori più attrattivi del mondo. Parma oggi ha la possibilità di diventare un laboratorio anche a livello nazionale dello scenario futuro. Per farlo servono persone competenti in ciascun settore: ecco, forse nella precedente amministrazione, in taluni casi, la competenza non era massima».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • archer

    26 Dicembre @ 11.15

    ma chi scrive questi ocmmenti sa chi è ghiretti ? penso proprio di no. e spiace che si spari ad alzo zero senza conoscere ne lui ne cosa ha fatto.

    Rispondi

  • Paolo

    26 Dicembre @ 10.49

    Purtroppo i tentativi di reinventare la politica e la realtà ad uso locale sono già stati fatti e sono miseramente falliti, lasciandoci nei guai. La proposta di Ghiretti mi pare anch'essa frutto del "vecchio che avanza". Io invece auspico che si presentino alle prossime elezioni dei veri partiti politici con proposte chiare e realistiche, e che vinca il migliore (cioè il meno peggiore...).

    Rispondi

  • chec

    26 Dicembre @ 10.34

    onesto e preparato? beh una persona onesta e preparata non avrebbe fatto parte della giunta vignali con i vari assessori e consiglieri e amici indagati e condannati. Egregio Sig Ghiretti lei non è nulla di nuovo anzi....sicuramente è una brava persona ma per piacere baaaaaaaaaaaaaastaaaaaaaa.....non se ne può più...ma i parmigiani ce l'hanno una testa con dentro i neuroni o no?

    Rispondi

  • gando

    25 Dicembre @ 11.29

    la questione reale gira attorno a quello che ha scritto MAGAMAGO'. Mi sembra tutto vero.....

    Rispondi

  • jack?

    24 Dicembre @ 19.24

    Ghiretti? con un pezzo di Cittadella REGALATA ai Benetton? Avanti un altro grazie...

    Rispondi

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