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Primarie - La Pietra: "In campo contro la cultura mafiosa a Parma"

Primarie - La Pietra: "In campo contro la cultura mafiosa a Parma"
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Marco Federici intervista Giuseppe La Pietra

Il primo tema che lei ha affrontato come candidato alle primarie è stato quello della trasparenza  della pubblica amministrazione...
«Sì, serve  per intercettare eventuali infiltrazioni mafiose». 
Sta dicendo che a Parma c'è la mafia?
«Non  mi riferisco alla mafia in stile palermitano, per intenderci, ma a quegli aspetti della cultura mafiosa che danneggiano sul piano economico l'amministrazione comunale. Mi riferisco alla mafia come problema sociale, non solo criminale».
Ci fa capire meglio? 
«Vogliamo partire   dalla  lotta all'evasione fiscale. Noi proponiamo  di prendere i dati relativi all'edilizia, alle licenze commerciali, ai redditi Isee, alle informazioni  dell'agenzia delle entrate: incrociando tutto questo  si è in grado di   individuare anomalie  su cui poi possono  lavorare  le forze dell'ordine».
Quindi ritiene che a Parma ci sia una cultura mafiosa?
«Diciamo che Parma è una  città che ha bisogno di intensificare i controlli sul versante dell'agenzia delle entrate e dell'edilizia: negli ultimi anni abbiamo assistito  ad un boom del cemento a fronte, lo ripeto,  di pochissimi controlli».
Come nasce la sua candidatura?
«Dopo i   movimenti di piazza contro la corruzione in Comune, molte persone mi  hanno chiesto di scendere in campo.  La mia candidatura nasce dal basso e anche per questo ho deciso di mettermi in gioco:   punto a vincere, ma sicuramente, in caso di sconfitta,  il mio impegno in politica andrà  avanti anche  dopo le primarie secondo le regole del centrosinistra».
Torniamo alle proteste di piazza: lei era in prima fila con gli indignados...
Prima abbiamo analizzato   quanto   successo a Parma e poi siamo passati alla fase dell'indignazione. Ora è arrivato il momento  dell'impegno: voglio proporre una visione diversa per la città, anche al di fuori dei partiti, alternativa al malcostume, nel segno di un'etica che libera la politica».
Lei si definisce un candidato indipendente, che però ha il sostegno di Sel:  la cosa non stride? 
«No:  io mi presento  come indipendente e sono stato incentivato dalla società responsabile,  ovvero da chi per senso di responsabilità fa  scelte importanti. Lo dice Don   Ciotti: a volte  bisogna dare un morso in più e metterci la faccia in prima persona.  Poi con Sel abbiamo stabilito  un loro sostegno».
Perchè si è dimesso da Libera?
«Dopo dodici anni  di impegno al fianco di persone come Don Ciotti, appunto,  e diversi magistrati è arrivato il momento di   restituire in chiave politica ciò che ho imparato».
Dunque lei si definisce  un candidato indipendente: i partiti del centro sinistra non la rappresentano a sufficienza?
«Prima di candidarmi, sul versante dei partiti della coalizione c'era solo il Pd che ho visto indebolito dalle diatribe interne:  l'espressione di due candidature può essere sinonimo di ricchezza, ma anche di debolezza e divisione. Tanto è vero che tra gli elettori di quel partito   c'è malessere: alcune persone che hanno firmato la mia candidatura mi hanno espresso il loro malcontento per quanto accaduto. E poi è giusto esprimere punti politici alternativi anche al Pd:  non ci si può  candidare  solo se si ha dietro un apparato forte.
Qual è la sua posizione  rispetto ad eventuali allargamenti della coalizione al centro? 
Io sono per guardarmi intorno a 360 gradi. A sinistra di Sel, diciamo, come nelle aree del centro dove potrebbero anche esserci possibilità di accordo».
Sel, che sostiene la sua candidatura, ha posto il veto su  Maria Teresa Guarnieri...  
 Per ora sono concentrato sulle primarie. Al momento non ho pensato a nessuno in particolare. La nostra  linea politica è fortemente centrata sui temi che vogliamo affrontare in campagna elettorale. Questi hanno la priorità  su tutto. A Parma c'è un sottobosco cha ha difficoltà ad  emergere, a trovare voce,  ma esiste e dobbiamo dargli delle risposte.
A quel sottobosco si riferisce?
Ad esempio ai precari sul lavoro o agli sfrattati. Ho toccato con mano questa realtà   quando ho svolto il ministero pastorale  nella mia chiesa metodista di Parma, con la quale tengo a dire che ho ancora un ottimo rapporto:  fino al 30 giugno sono stato un ministro di culto, ma poi, essendo un laico,  una volta  chiuso il contratto   ho deciso  di non ricoprire più quell'incarico. Adesso lavoro nella cooperazione sociale.
Quindi lei è protestante?
Sì sono protestante: il  nostro detto è libera chiesa in libero Stato.
Da più parti si dice che le attuali  primarie  siano  una farsa...
Ho detto  sì alla mia candidatura  quando c'era in campo solo Rossi. Quindi la mia scelta è a monte della discesa in campo di Bernazzoli, Dall'Olio e Cantoni. Le primarie sono sempre uno strumento democratico, di confronto e di politica alta.  Oggi, grazie alle primarie, abbiamo l'opportunità di esprimere  proposte serie. Dire che sono una farsa rappresenta un'offesa per le persone che credono in questo strumento. In altre parti d'Italia le primarie hanno permesso di cambiare  le sorti di una  città. Naturalmente  sono il primo a dire che non dobbiamo essere la fotocopia di nessuno: ogni città è diversa dalle altre. Sento che Bernazzoli si  definisce come il Pisapia della situazione: secondo me è un atto di debolezza». 

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  • belladdormentata

    10 Gennaio @ 16.05

    buongiorno Parma, finora abbiamo fatto finta di non vedere la realtà che ci circonda..interessante lettura della nostra cittadina, che in alcuni settori, come l'edilizia, è ormai diventata una succursale della Mafia spa... bravo La Pietra, è ora di svegliarsi e fare qualcosa, proposte concrete per una città in decadenza..

    Rispondi

  • Gio

    07 Gennaio @ 10.38

    Ha ragione! Una volta si diceva che al sud non c'era lavoro perchè c'era la mafia....Ora l'hanno esportata. La gente non è tutta uguale ma purtroppo quando si spostano certi elementi portano il loro modus vivendi. Hanno già visto che non porta a nulla di buono e devono poi andare via dai loro paesi ma.....certe consuetudini e abitudini alcuni per ignoranza subdola e cattiva non le perdono. Ecco che vanno a impestare ovunque. Uno schifo! Una volta l'edilizia MUOVEVA L'ECONOMIA...ora palazzi interi vuoti poi per lavare il denaro fanno arrivare qualcuno e lo fanno acquistare. Altre volte le banche non vogliono far fallire e fanno costruire e ..... adesso le banche ci fanno pagare il conto a NOI !!!! INTERI QUARTIERI OVUNQUE COSTRUITI E DISABITATI paesaggi, ricchezza del paese distrutti,quando si vedono queste cose rivoltanti vuol dire che dietro ci sono BASTARDOS CINICOS NON voglia di lavorare CAMORRAS MAFIOSIS 'NDRANGHETOSI IGNORANTI !!

    Rispondi

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