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Moine contro Ciclosi: non tiri la volata alla sinistra

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Il vicecoordinatore vicario del Popolo della libertà di Parma Massimo Moine si è scagliato ieri  contro le scelte del commissario Mario Ciclosi sul Quoziente Parma e sulle partecipate con un comunicato dai toni durissimi. in cui ha polemizzato anche con gli esponenti del Pd parmigiano.
Nel mirino di Moine e del Pdl locale ci sono il «silenzio»  di Vincenzo Bernazzoli e di tutti i parlamentari locali del centrosinistra, di fronte all’ipotesi avanzata dal commissario Ciclosi di abolire il “Quoziente Parma”. .
«Bernazzoli sordo alle istanze»
«Questa latitanza di chi si è appena autonominato molto modestamente “salvatore” della città, - dice Moine a riguardo di Bernazzoli - non ci stupisce affatto. Infatti nonostante si sia sempre proposto come il paladino delle istanze più popolari della società, nei fatti Vincenzo Bernazzoli rappresenta anche lui il frutto della casta politica di sinistra, nato e cresciuto tra cooperative rosse, sindacati ed incarichi amministrativi senza, dunque, essersi mai misurato concretamente ne con il mondo del lavoro o delle professioni né, di conseguenza, con la vita reale. Forse è per questo che è sordo alle istanze di tante famiglie numerose che solo grazie al “Quoziente Parma” riuscirebbero a tirare un poco il fiato».
«Ciclosi, decisioni politiche»
 «A stupirci, semmai, - prosegue Moine nel comunicato diffuso ieri - sono le decisioni di questo commissario (Mario Ciclosi ndr) che smentendo anche il suo predecessore – l’attuale ministro Cancellieri – non perde occasione per dipingere la realtà di Parma a tinte più fosche di quelle che non sono, tratteggiando scenari apocalittici ed imponendo cure da cavallo che la realtà dei fatti forse non richiederebbe. Non dimentichiamoci, infatti che la stessa Cancellieri, appena insediata commentando l’elevata liquidità del Comune aveva detto “È un buon inizio”. Sembra quasi che a volte, invece, nelle decisioni di Ciclosi – azzeramento delle partecipate, aumento sconsiderato delle tasse, cancellazione del “Quoziente Parma” - ci sia un intento punitivo nei riguardi della passata amministrazione, una sorta di damnatio memoriae che, ahimè, sembra tradursi in una specie di imprimatur alle proposte del centrosinistra».
«Serve più neutralità»
«Forse sarebbe necessario e più corretto - prosegue Moine - un atteggiamento neutrale perché in città sono già molti quelli che pensano che il commissario funga, anche se involontariamente, da apripista alla candidatura dell’attuale presidente della Provincia che già gode di importanti ed interessati oltre che noti sponsor, che poco hanno a che vedere col tradizionale elettorato della sinistra. D’altra parte Bernazzoli per garantirsi una corsa senza sorprese è riuscito ad ottenere delle primarie che, senza nulla togliere ai candidati in lizza, non stanno rappresentando per lui che un’ulteriore passerella mediatica. Diverse sarebbero state, invece, e ben più credibili se a scendere in lizza fossero stati candidati con peso politico maggiore come, ad esempio, Giorgio Pagliari, che invece è stato prontamente messo in un angolo dai vertici del Pd».
«Bernazzoli “normalizzatore”»
«Bernazzoli, dunque, più che il “salvatore” di Parma, - conclude Moine - sarà il suo “normalizzatore”, riportando, qualora dovesse diventare sindaco, la nostra città nella sfera d’influenza di Bologna e della Regione che, cancellando l’anomalia-Parma riuscirebbe finalmente a ridisegnare i destini dei parmigiani a misura dei voleri politico-economici del capoluogo. Non ci sembra la ricetta giusta perché Parma è una città che, comunque la si voglia vedere, ha raggiunto standard di qualità della vita tali a cui è difficile rinunciare e che di certo non rientrano nella visione bolognocentrica della sinistra».

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  • Mario

    11 Gennaio @ 06.36

    Moine, leggendo i commenti riportati sotto l'articolo credo che hai fatto una bella figura di m....! Complimenti ed avanti così!

    Rispondi

  • rudolf

    10 Gennaio @ 21.08

    Caro Moine,è ora che ti dai una mossa ed è il caso che pensi TU a tirare la volata al centro-destra, invece di prendertela con Monti, tipico comportamento di chi guarda la pagliuzza nell'occhio degli avversari non vedendo la trave che alberga nei propri. >Non pensi che sia ormai il caso di interpretare diversamente la politica ? Gli italiani sono stanchi di TUTTI, tieni in debito conto e regolati in conformità. Auguri !

    Rispondi

  • Ultimo romantico

    10 Gennaio @ 20.09

    moine, la tua arroganza non ha limiti.ma tu doveri quando e' scoppiato il bubbone creato da te',buzzi villani,e soci?villani ha avuto la compiacenza di dimettersi da coordinatore del pdl ,tu invece rimani un povero quaquaraqua'.ps: si e' liberato un posto da consigliere comunale a predappio,non fartelo scappare

    Rispondi

  • Carletto

    10 Gennaio @ 18.31

    Caro dott. Moine, era seduto nel banco del consiglio comunale quando si stava consumando la giunta Vignali. Perché allora ha preferito tacere, anzi, appiattirsi sulle posizioni "consigliate" dal suo coordinatore Villani? Non sarebbe stato più saggio e più coerente con le sue idee differenziarsi un po'? Così facendo ora sarebbe stato in diritto di criticare l'operato di chi è stato mandato apposta per rimediare ad un disastro annunciato che lei e la sua compagine (ma non tutta) avete provocato.

    Rispondi

  • Massimiliano Grassi

    10 Gennaio @ 17.23

    In certi casi il silenzio sarebbe veramente la migliore strada... credo che il centro-destra parmense con la sua modalità di gestire la politica non solo ha arrecato gravi danni alla città ma ha perfino "asfaltato" la propria classe dirigente.

    Rispondi

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