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Maroni su Emmanuel e la prostituta: "Chi ha sbagliato paghi" - Presto una riunione sulle ordinanze dei sindaci

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Il ministro Maroni, arrivato all'Auditorium di via Toscana per il congresso nazionale dell'associazione dei prefetti (Anfaci), interpellato dai cronisti ha difeso il decreto sicurezza nato dalla Carta di Parma. "Il decreto - ha detto - dà la possibilita' ai Comuni di emanare ordinanze per affrontare problemi di ordine pubblico ma non modifica le competenze della Polizia municipale e il suo rapporto con le altre forze di polizia". Per questo punto specifico, anticipa, e' in programma una riforma della Polizia locale. Si lavorerà anche per una maggiore formazione degli agenti. 

IL MINISTRO: "SIA COLPITO CHI DENUNCIA FALSITA' ". In particolare, partendo dal caso Emmanuel e della foto della prostituta, il ministro ha detto che chi viola le leggi deve pagare, sia che si tratti di agenti che abbiano sbagliato sia che si tratti di persone comuni che denuncino fatti non veri. "Le norme che vengono applicate  adesso sono quelle che ci sono e funzionano bene, se ci sono  delle violazioni di queste norme vanno colpiti tutti coloro che  le violano, ma va colpito anche chi dall’altra parte denuncia  aggressioni o atti di razzismo che non ci sono stati, perché la  legge è uguale per tutti - ha precisato - Le norme garantiscono formazione adeguata di chi  si trova a gestire la sicurezza urbana. Al di là di qualche  esagerazione dei giornali, l’azione congiunta di Polizia,  carabinieri e polizia locale, nelle nostre città, insieme ai  militari che abbiamo schierato è stata encomiabile, in questi  mesi è aumentato il livello di sicurezza".

PRESTO UNA RIUNIONE SULLE ORDINANZE SICUREZZA DEI SINDACI. Presto, ha aggiunto Maroni, sarà organizzato un nuovo  incontro con i sindaci per fare il punto sulle ordinanze emesse  dopo il decreto sicurezza. "Tornerò a Parma per fare il punto della situazione – ha  detto – per vedere cosa mettere nel disegno di legge che il Senato ha cominciato a discutere e che non è potuto entrare nel  decreto legge. Faremo un’altra riunione con i sindaci: mi pare  che il punto fondamentale, quello dei nuovi poteri ai sindaci  che possono emettere le ordinanze, sia stato inserito. Sono  molti i sindaci che hanno emesso ordinanze: le stiamo  raccogliendo e valutando, la riunione a Parma potrà servire anche per vedere un pò che cosa hanno fatto i sindaci, come si  sono mossi, quali sono stati i temi principali che hanno  trattato utilizzando questa norma che è nata proprio da un’idea  della Carta di Parma".
Maroni ha detto anche di ignorare le polemiche in materia:  "Non riesco a star dietro alle polemiche  - ha spiegato - perché altrimenti non potrei fare più il ministro. La sinistra  ha criticato questa norma, ma tanti sindaci di sinistra l’hanno  applicata. Quando uno fa l’amministratore sa che questa norma è  utile. Le polemiche vengono da chi sta in Parlamento a sinistra  e non ha mai fatto neanche il consigliere comunale, le polemiche  sono francamente inutili in materia di sicurezza, anzi possono  essere pericolose perchè inducono poi a considerare fenomeni  che non ci sono o a enfatizzare casi che sono soltanto di  criminalità comune".

VIGNALI: "NON SIAMO UNA CITTA' RAZZISTA". Anche il sindaco Pietro Vignali, nel suo saluto ai prefetti, ha ribadito che  "chi ha sbagliato paghera'", precisando però che "e' inaccettabile il tentativo di generalizzare un fatto che necessariamente deve rimanere episodico". "Si e' cercato di dipingere Parma come una citta' razzista: e' assolutamente inaccettabile - ha detto - Parma e' una citta' aperta, europea, con migliaia di immigrati perfettamente integrati". La Carta di parma, sottolinea Vignali, va incontro alla richiesta di maggiore sicurezza che anche gli immigrati avanzano. "Il discrimine non e' il colore della pelle ma fra chi delinque e chi non delinque".

OCCHIOCUPO APRE CON LA COSTITUZIONE. L’intervento di apertura dell'incontro è stato affidato alla relazione  del professor Nicola Occhiocupo con un'analisi della storia della Costituzione, a 60 anni dalla sua entrata in vigore. Occhiocupo sottolinea come i princìpi fondamentali della carta costituzionale siano più che mai attuali e di importanza vitale. Non manca un accenno alla crisi finanziaria: "L'attività economica dev'essere volta all'utilità sociale, come dice la nostra Costituzione. Il problema, prima che normativo, e' etico e culturale". A 60 anni dalla sua emanazione, dice Occhiocupo, la Costituzione non è affatto superata, anzi, "la sua vitalità è un tema attuale".

LE CONCLUSIONI DEL MINISTRO. Maroni si è ricollegato alla relazione di Occhiocupo e ai temi fondamentali della sua analisi sulla Costituzione. Nonostante le pessime previsioni, ha sottolineato il ministro dell'Interno, l'attuale legge elettorale ha dato vita a una maggioranza stabile: "La gente percepisce che rispetto al precedente governo, quello di oggi fa il suo mestiere di prendere decisioni e risolvere problemi: l'emergenza rifiuti, la questione sicurezza, l'Alitalia...". In un altro passaggio Maroni ha sottolineato che "sono d'accordo con chi dice che la Costituzione italiana sia una delle migliori che siano state scritte. Bisogna dare più attuazione all'articolo 29, che riconosce la famiglia come quella fondata sul matrimonio, non semplicemente due persone che stanno insieme". Il ministro ha ricordato anche l'importanza del federalismo, sia fiscale sia amministrativo: "Stiamo preparando una riforma: il nuovo Codice delle autonomie". A giudizio di Maroni bisognerebbe abolire non le province bensì "gli enti intermedi fra Comuni, Province e Regioni: le Comunità montane, gli Ato, persino gli enti che gestiscono i parchi".

Immancabile un accenno alla figura dei prefetti. Maroni dice di aver apprezzato la riforma del 1999, che ha trasformato le prefetture in Uffici territoriali del governo (Ugt) e dice di sentirsi in linea con i princìpi della legge Bassanini. Il ministro dell'Interno vuole introdurre un ulteriore miglioramento: fare in modo che la prefettura coordini in modo sempre più stringente gli uffici periferici del governo. "Voglio metterci gli uffici periferici del ministero del Lavoro - spiega Maroni -. Non potrò spostare gli uffici nel palazzo della Prefettura, la quale però può fare coordinamento. Per voi (prefetti, ndr) la sfide è riuscire a riempire di contenuti la struttura periferica del governo. Non è in contrasto con il federalismo. In un sistema federale, il governo centrale dimagrisce ma non scompare, anzi si rafforza".

EMMANUEL: IL PUNTO SULLE INDAGINI - Gli ultimi sviluppi sulla vicenda di Emmanuel nell'articolo di approfondimento

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