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La Pietra: "Rispetto dei diritti civili con l'apertura del registro per il testamento biologico"

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Un impegno forte in materia di laicità che si traduca nell’apertura di tre registri: per la dichiarazione anticipata di trattamento, per le coppie di fatto e per la dispersione delle ceneri dopo la cremazione. Sono queste le proposte che Giuseppe La Pietra ha presentato  nel corso dell’incontro, moderato da Davide D’Andrea, dal titolo “Testamento biologico, tra individuo e società”, al quale hanno partecipato Rocco Caccavari, fondatore SO.CREM Parma; la Dott.ssa Monica Fabbri, Commissione Bioetica Tavola Valdese e la Dott.ssa Simona Menghini, esperienza dell’apertura del registro DTA nella chiesa valdese di Milano.
“Vorrei che il Sindaco di una città - ha dichiarato La Pietra - fosse il Sindaco di tutti e per questo, con un esempio concreto, posso dire che promuovere le unioni di fatto significherebbe garantire l’inserimento paritario nelle graduatorie per l’asilo nido e negli altri servizi alla persona che altrimenti vengono negati”. La laicità di un’amministrazione, dunque, è il presupposto per offrire ai cittadini, senza distinzioni, le stesse opportunità. “Per questo - ha sottolineato La Pietra - bisogna avere la possibilità laica, secondo i valori della Costituzione, di fare una scelta. Avere questi tre registri depositati in Comune non è una minaccia ma un aiuto alla coscienza delle persone per scegliere ciò che è giusto per loro”.
Il tema poi ha offerto anche spunti di riflessione che toccano particolari questioni legate al testamento biologico: “Ci sono dati - ha dichiarato Rocco Caccavari - che vanno esaminati senza ipocrisia: in Italia, secondo la ricerca del 2008 dell’istituto Mario Negri, ci sono 150mila ricoveri annui in terapia intensiva, di questi 30mila arrivano a morte e di questi ultimi 16mila hanno un trattamento di interruzione dell’accanimento terapeutico, dunque viene staccata la spina. Ci sono casi, quindi, in cui la scienza consiglia di non andare avanti. Ma se, proprio in questi casi, si inizia a discutere di mettere in atto interventi particolari, come l’alimentazione artificiale, è perché dietro c’è chi difende un interesse economico”.
“Mi hanno detto - ha concluso La Pietra - che ho scelto tutti i temi per non essere eletto, ma io mi sono posto una domanda più importante: quale posto occupano nell’agenda di un sindaco i diritti civili? Credo che dare la possibilità di esprimere la propria laicità, nel contesto di una responsabilità individuale che poi ti porta a fare delle scelte significative, significa dare la possibilità di scegliere per la propria vita, significa dare la possibilità di scegliere se mettere una firma in un registro”.

Monica Fabbri: “In Italia anche l’uso delle cure palliative è al di sotto della media europea e lo è per una questione culturale, perché la sofferenza è vista come un passaggio che migliora il nostro essere e ci aiuta nella salvezza. Ma la sofferenza va combattuta in tutti i modi e in questo senso, parlando di testamento biologico, penso che decidere di accettare una situazione che causa sofferenza a noi e a coloro che ci stanno intorno non ci renda migliori. Inoltre si pensa che la medicina abbia il fine di rendere la nostra vita biologica più lunga possibile, invece la medicina è un mezzo per rendere la nostra vita migliore e alleviare le nostre sofferenze”.

Rocco Caccavari: “La laicità non è il contrario della religione e non è una specie di libertinaggio culturale, con cui affrontare tutto ciò che è fuori dalle regole. La laicità è rigore morale, è ordinamento della propria vita in funzione di una collettività che si riconosce nelle regole democratiche dello Stato. Ma la persona umana non può scegliere la propria vita se viene condizionata dall’interno, dalle suggestioni. Una comunità è forte quando discute quello che deve condividere non quando deve accettarlo e basta.
Credo nella libertà di scegliere di poter disperdere le ceneri dopo la cremazione, cosa che oggi non è possibile, e credo sia giusto che le persone che decidono di essere cremate abbiano un registro nel proprio Comune per chiedere la dispersione delle ceneri”.

Simona Menghini: “La nostra è una piccolissima chiesa, ma abbiamo creduto molto nella battaglia portata avanti per aprire a Milano un registro per la dichiarazione anticipata di trattamento. Dopo la nostra esperienza, che conta 600 direttive di dichiarazione anticipata di trattamento, anche tante altre chiese valdesi in Italia hanno deciso di fare lo stesso.
La nostra battaglia, oggi, va avanti per cercare di istituire in Italia una giornata per la libertà d’opinione, di coscienza e di religione. Per noi questa data potrebbe essere identificata nel 17 febbraio, perché in questo stesso giorno del 1848 per la prima volta vennero dati i diritti civili anche agli ebrei e ai valdesi e, sempre in questo giorno, nel 1600 venne bruciato sul rogo Giordano Bruno. Quindi chiediamo di continuare a sostenere questa battaglia di libertà e di laicità indipendentemente da quello in cui crediamo”.

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  • parmigiana 72

    17 Gennaio @ 18.10

    a noi parmigiani basta anche meno .... nelle promesse elettorali basterebbe una giunta che fa il proprio lavoro onestamente e con attenzione al sociale. Mi fanno ridere i vari candidati che fanno a gara a chi le spara piu' grosse

    Rispondi

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