Parma

Moschea: denuncia di Piazza nei confronti della comunità islamica

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Comunicato stampa

Nella mattina di oggi mi sono recato presso la Procura della Repubblica ed ho depositato una denuncia/querela nei confronti dell’Associazione Comunità Islamica di Parma e Provincia, oltre ad una richiesta di intervento inibitorio e sanzionatorio alla Polizia  Municipale.

E’ mia opinione che il comportamento della Comunità Islamica si possa considerare un atto di prepotenza in quanto continua ad utilizzare l’immobile in totale spregio delle sentenze del TAR e Consiglio di Stato e dell’ordinanza del Comune di Parma.
A mio avviso, il Dr Mazzoni, i sig.ri La Pietra, Dall’Olio, Bernazzoli e tutti quelli che si sono uniti a loro, con il loro tentativo di impedire la chiusura della moschea, incoraggiano di fatto la Comunità Islamica a non rispettare gli atti dei tribunali amministrativi e dall’Amministrazione che gli impongono di cessare l’uso della moschea, con l’inevitabile conseguente querela per l’inosservanza delle sentenze e dell’ordinanza del Comune che oggi ho depositato.
Il Dr Mazzoni ed i suoi seguaci, continuano a chiedere alle varie Autorità di non permettere la chiusura della moschea ma, ad oggi, non esiste nessuna Autorità che abbia il potere di invalidare o derogare queste sentenze.
Né del resto potrebbero derogarvi gli artigiani, malgrado siano stati parte vittoriosa delle relative controversie giudiziarie.
Di conseguenza, a mio avviso, il continuo intervento del Dr Mazzoni ecc, non sortisce altro effetto se non quello di alimentare il clima di tensione e di indurre la Comunità Islamica a non rispettare le regole, senza tener conto del fatto che, oltre a non servire a nulla se non ad aggravare la loro posizione, li mette anche in cattiva luce di fronte all’intera cittadinanza, e probabilmente li danneggia anche per quanto riguarda i loro rapporti con le Istituzioni.
Sempre secondo la mia opinione, se gli islamici pensano di essere stati danneggiati dall’Amministrazione, la legge gli consente di procedere in ambito amministrativo, civile e penale, nei confronti dei soggetti che hanno causato loro il danno, per ottenerne il risarcimento, ma sempre e soltanto nel rispetto delle leggi e delle sentenze.
Cesare Piazza

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  • Geronimo

    23 Gennaio @ 16.29

    Tutti accusano il signor Piazza e gli altri oppure chi usufruisce della moschea ma non credete che la colpa sia della passata amministrazione? Andiamo con ordine, a parma esisteva una moschea di cui nessuno si è mai lamentato, la passata amministrazione la sposta in un capannone con destinazione d’uso diversa e dopo anni chi aveva denunciato ha finalmente ragione. Secondo voi è colpa degli artigiani o della comunità islamica o di chi ha creato tutto questo? Ascoltate bene quello che dicono gli artigiani, ascoltate bene quello che dicono quelli della moschea e vedrete che hanno posizioni che convergono su una cosa, in mezzo a mio parere ci sono razzisti e antirazzisti incapaci di leggere l’ovvio e dare la colpa a chi effettivamente ha causato questo

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  • Russo Giorgio

    22 Gennaio @ 13.48

    Mauro paghi lei la Moschea a costoro che uccidono 1600 Cristiani all'anno (infedeli). Non vediamo mai manifestazioni da parte degli Islamici "moderati" che condannano certeazioni !! Gente che non fa lavorare la donna per scelta e sono poveri anche per questo e hanno diritto ad avere la casa pagata da noi. e le scuole gratis ai numerosi figli. basta !! Venite dal vostro paese perchè stavate male e venite qui con le vostre paturnie consuetyudini di miseria. Basta

    Rispondi

  • mauro

    22 Gennaio @ 10.55

    ci ho ripensato, ho torto: Cesare Piazza non si fa gli affari suoi ma quelli degli altri, ma allora anche GIO sbaglia.

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  • shark

    22 Gennaio @ 09.25

    Sig. Mauro, se la moschea la fosse stata in via Montanara, avrebbero già imparato l'educazione...

    Rispondi

  • Gianluca Pasini

    22 Gennaio @ 09.23

    I discorsi del sig. Lorenzo e Mauro contengono insulsaggini; è da ammirare la perseveranza del Sig. Piazza. Spero che il Comune fra un po' trovi un pretesto qualunque per conferirgli il premio Sant'Ilario. Soggiungo che, quanto a diritti e doveri, gli immigrati hanno il dovere di rispettare le nostre usanze e leggi e il diritto di mantenere le loro, diritto però subordinato e condizionato; noi, che siamo nati qui, abbiamo il diritto e il dovere in egual misura di rispettare le nostre leggi e tradizioni. Una badante, per quanto meritorio sia il suo lavoro, è pur sempre ospite e non sarà mai alla pari del datore di lavoro italiano.

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