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Il Gcr: "La Commissione Europea pretende spiegazioni sull'inceneritore"

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"L'infrazione è numerata, 4003/2001, e rappresenta l'ennesimo inciampo sull'esito finale della costruzione dell'inceneritore di Parma. La data è del 24 novembre 2011". Così inizia il comunicato stampa diffuso dall'associazione gestione corretta rifiuti e risorse, che riportiamo. 
"Michel Barnier, membro della Commissione Europea, stila 3 paginette secche e pregne di quesiti, ma anche dense di conclusioni. Il destinatario è il ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata, ma la matassa riguarda Parma, il forno inceneritore, ma anche gli affidamenti a Iren per quanto riguarda la gestione della raccolta dei rifiuti nelle terre emiliane: Piacenza, Parma, Reggio. Poche parole per ribadire la carenza di chiarezza da parte dell'Italia su questi delicati temi, che hanno a che vedere strettamente con la libera concorrenza di mercato e la definizione di azienda quotata in Borsa come è Iren, con le relative capacità di controllo e indirizzo da parte degli enti locali, soci in parte della stessa. Il documento è ovviamente sul tavolo di decine di amministrazioni locali da ormai 2 mesi, ma l'imbarazzo trasmesso ai primi cittadini è tale da aver fatto rimanere queste carte ben riposte negli oscuri gangli delle amministrazioni locali. Oggi ne presentiamo copia per dare modo all'opinione pubblica di rendersi finalmente conto della posta in gioco, e di come stia volgendo al termine la vicenda dell'inceneritore di Parma". (Il documento si può scaricare in fondo a questo articolo).
"Per la Ue risulta che il comune di Parma abbia affidato ad Iren la costruzione di un inceneritore per un valore di circa 315 milioni di euro e non 193 milioni come in più occasioni dichiarato dall’amministratore delegato Andrea Viero (...) Sempre la Ue sottolinea che per appalti e concessioni al di sopra di 4 milioni 845 mila euro è necessaria gara di appalto per garantire concorrenza, non discriminazione, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità, mutuo riconoscimento, in rispetto alla direttiva 18/2004. Quindi l'appalto del forno è un buco nero in sfregio a tutte le più elementari norme comunitarie volte a garantire la concorrenza e il libero mercato (e Monti ne sa qualcosa, visto che vinse sul colosso Microsoft la nota battaglia del secolo scorso sulla posizione predominante di mercato dell'azienda di Bill Gates). La seconda nota della Commissione riguarda la totale assenza di controllo da parte dei comuni sulla gestione di Iren, che risulta a tutti gli effetti una società quotata in Borsa, libera di rispondere solo alla maggioranza costituita degli azionisti, senza interferenze esterne. La terza sottolineatura riguarda la composizione societaria di Iren Emilia il cui controllo non è totalitario da parte di Iren ma solo parziale, con l'intervento di società terze che nulla hanno a che fare con i comuni interessati al servizio. Fatte le premesse l'Italia si trova quindi in infrazione palese delle norme comunitarie essendo in violazione degli articoli 28, 35, 36 e 56 della direttiva 18/2004. La Commissione invita così il governo italiano ad una pronta risposta entro 60 giorni (la missiva è del 24 novembre), quindi entro il 24 gennaio su 3 temi fondamentali. Durata e valore economico di tutti i contratti in essere con Iren. Modalità seguita per vendere in concorrenza le azioni di Iren (che era società pubblica). Preciso valore economico e stato di attuazione dell'inceneritore di Ugozzolo. La risposta italiana non si è fatta attendere: “Chiediamo altri 30 giorni di tempo!” La melina ora sta giungendo a termine. Entro il 24 febbraio i giochi saranno fatti e la Ue non attenderà oltre. I quesiti hanno come destinatari tutti i comuni delle province di Parma, Reggio Emilia e Piacenza che hanno contratto con Iren. Una cifra non indifferente: 130 circa tra le tre provincie. Una moltitudine di sindaci che stanno pensando, pensando, pensando. Sollecitati dalla Presidenza del Consiglio italiana, che pretende in tempi utili circostanziate risposte per poter dare a sua volta corso alle precisazioni richieste dall'Europa. Sit-Com Inceneritore, una passione fumigante. La saga continua."

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  • Geronimo

    24 Gennaio @ 20.40

    Gabriele, da anni Iren ha corretto il costo dell'inceneritore ma il comitato si guarda bene dal dirlo

    Rispondi

  • francesco

    24 Gennaio @ 20.12

    Secondo avvertimento da parte dell'Europa ORA BASTA!!! Basta giocare con i soldi della gente, ma sopratutto con la salute della nostra generazione e di quelle che verranno. L'inceneritore di parma è l'ennesima dimostrazione di incapacità, irresponsabilità e scelleratezza dell'intera classe politica sia di destra (vignali, villani & c) che di sinistra (bernazzoli, errani & c). Propongo che in caso di infrazioni comminate dall'UE siano proprio questi personaggi (che di politica sanno ben poco..ma di affari /malaffari se ne intendono) a pagare di tasca propria insieme ai nostri cari amici di Iren.. Infine propongo anche una bella class action da parte dei cittadini.

    Rispondi

  • oberto

    24 Gennaio @ 15.50

    Probabilmente sono le stesse spiegazioni che chidono anche molti della zona di Parma!!! A questi mi pare non le hanno date o comunque molto sommarie , vediamo se le danno almeno alla commissione europea.

    Rispondi

  • Matteo

    24 Gennaio @ 14.28

    Cicero pro domo sua. Così possiamo leggere i commenti dell'orwelliano CGCR in merito alla vicenda Iren. Vale la pena osservare che il chiarissimo documento non entra nel merito termo valorizzatore in quanto alla necessità dello stesso, ma sindaca la scelta di IREN quale soggetto incaricato della sua realizzazione, al netto di una procedura di cui qualcuno dovrebbe rispondere in sede legale. Ovvero: la partita, caro CGCR non è affatto prossima alla conclusione, ma semplicemente (e questo è un vostro merito) sono emerse falle enormi nella pregressa gestione comunale e provinciale (ma va?) che dovranno essere coperte. Ovvero: nella migliore (per voi) ipotesi, la realizzazione dell'impianto non sarà annullata, ma rinviata previa esecuzione nuova gara. A meno che non vinca il vostro Rossi, che in quel caso potrebbe annullare il tutto senza dover pagare la famosa penale... In appello. Cioè : grazie di aver svelato il pentolone, ma diamo le informazioni corrette.

    Rispondi

  • Gabriele

    24 Gennaio @ 13.42

    Ma se la UE dice che l'inceneritore costerà 315 milioni e Viero afferma 193 dove sta la verità? L'impianto per legge dovrà essere ripagato con le bollette dei cittadini. Quindi? Chi è che può far luce su questa lieve discrepanza?

    Rispondi

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