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Gli operatori assistenziali di Casa Scarzara: "I nostri posti di lavoro sono appesi a un filo". Il Pcl dice no ai privati nei servizi sociali

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Il Partito comunista dei lavoratori (Pcl) ha inviato ai media un lettera firmata da un "gruppo di operatori socio sanitari" di Casa Scarzara, la struttura socio-riabilitativa per i malati di sclerosi multipla di via Pontasso. Gli operatori che hanno scritto la lettera denunciano che i loro posti di lavoro "sono legati ad un filo" e che, dal loro punto di vista, la qualità dei servizi sociali del Comune diminuisce a causa delle scarse risorse.

Dice il Partito comunista dei lavoratori: "Come Pcl abbiamo da sempre denunciato i problemi di tali servizi (necessari alla collettività) che quotidianamente attraversano in nome del profitto di pochi sulle spalle di tanti. In questa lettera si evince non l'attacco nei confronti della propria cooperativa, ma contro tutto il sistema politico e d'informazione che su questa tematica hanno da sempre taciuto".

Ecco la lettera inoltrata dal Pcl:

Siamo un gruppo di operatori socio sanitari (assistenziali) , ci occupiamo cioè di assistenza alle persone non autosufficienti (anziani, disabili, persone con disturbi mentali). Alcuni giorni fa la nostra equipe di lavoro è stata informata che a causa dell’incombente passaggio della gestione del settore dell’assistenza alle persone dagli organi pubblici Comune ed Asl, ai privati con il cosiddetto sistema dell’ “Accreditamento” il nostro orario di lavoro avrebbe dovuto subire una flessione, ma non solo, che i nostri posti di lavoro solo legati ad un filo….

Con l’avvento del metodo dell’accreditamento, infatti, i servizi sociali sono lasciati totalmente in mano ai privati, i quali devono gestire servizi e strutture dal personale ai costi fissi (affitto, servizio mensa, utenze, manutenzione ecc…). Ciò naturalmente comporterà per tutte le persone assistite nelle strutture e sul territorio un aumento delle rette mensili, e un abbassamento del livello di assistenza, in quanto per contenere i costi, i gestori dovranno necessariamente diminuire il personale e le ore di lavoro dello stesso, togliendo così servizi e qualità dell’assistenza.

Se a questa situazione già di per sé poco rosea si aggiunge la disastrosa situazione economica del nostro comune, lo scenario che si crea è a dir poco agghiacciante. Il Commissario ha recentemente dichiarato che non saranno operati tagli ai servizi sociali, ma ha omesso di dire che la qualità dello stesso, con questo nuovo sistema di gestione, subirà un drastico calo.

Questi sono gli effetti della manovra economica di una politica e di un governo sia attuale che precedente che ha operato e opera tagli indiscriminati, e promuove liberalizzazioni criminali, lasciando in mano ai privati la gestione di servizi di primaria importanza come quelli legati all’assistenza ad anziani, disabili e minori.

In tutto questo, chi difende i nostri diritti come cittadini e come lavoratori? Chi pensa ai nostri posti di lavoro? Non dovrebbe essere il mondo dei sindacati, il primo nella lotta contro la difesa dei diritti dei lavoratori?! Non è questo il loro scopo?! Non è per questo che sono stati fondati?! Non è per questo che noi iscritti gli versiamo mensilmente una quota del nostro salario?! Perché non è stata fatta una campagna informativa rispetto a questo nuovo sistema di gestione dei servizi?!

Questa manovra sta soffocando un paese già in agonia, sta mettendo le mani nelle tasche vuote di lavoratori che non arrivano più nemmeno alle terza settimana del mese, e ciò che più ci stupisce, è la scarsissima partecipazione di persone, di cittadini, di lavoratori, di precari, di pensionati alle manifestazioni (rare) che vengono organizzate per far sentire la voce di chi non è d’accordo con questi provvedimenti repressivi, la totale immobilità delle organizzazioni sindacali e delle organizzazioni politiche. Dov’è la cosiddetta opposizione? Troppo intenta a difendere i suoi privilegi? Dov’è il sindacato? E’ andato a prendere il caffè con Confindustria? Dov’è l’indignazione popolare? Forse il nostro lavoro è  “invisibile” in quanto si svolge all’interno di strutture per anziani, disabili o malati psichiatrici o direttamente presso il domicilio degli assistiti, e quindi poco “visibile” ma il tessuto sociale, la rete dei servizi alla persona, sono fondamentali per il Paese, solo attraverso uno tessuto di servizi sociali ben organizzati ed efficienti, si può avere benessere e sviluppo.

Questa politica dissennata, al grido delle liberalizzazioni selvagge, ci ha tolto il benessere economico, la sicurezza, la possibilità di accedere al mondo del lavoro, la pensione, i servizi di pubblica utilità, (è stato necessario un referendum popolare per stabilire che l’acqua è un bene pubblico!) ed ora con questa manovra criminale, i servizi sociali. Ci hanno tolto il futuro. E se ci portano via anche i sogni, cosa ci resta?

OPERATORI SOCIO SANITARI
CASA SCARZARA

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • mauro

    08 Febbraio @ 11.02

    Sono un operatore socio sanitario di Casa Scarzara, forse il titolo potrebbe essere fuorviante ma il nostro non è un attacco alla cooperativa in cui lavoriamo, che al contrario nonostante le critiche sempre fatte sia da parte mia in prima persona o come PCL al sistema cooperative, in questo caso ha dimostrato il proprio impegno alla salvaguardia del posto di lavoro. Ma la nostra lettera è un attacco diretto all'intero sistema dei servizi alla persona e ai sindacati in generale. La nostra è una critica ai metodi dell'accreditamento che penalizza i piccoli centri come Casa Scarzara a favore dei grandi numeri e profitti. è una battaglia che conduciamo da tempo a difesa di noi lavoratori e dei nostri OSPITI i primi a risentirne di una crisi di cui come tutti non abbiamo colpe. Mauro Caffo

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