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Blocco del traffico: 4 multe su 86 veicoli controllati

Blocco del traffico: 4 multe su 86 veicoli controllati
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Blocco del traffico, la polizia municipale ha controllato 86 veicoli e ha fatto 4 multe per violazioni alle norme antismog. I controlli sono stati effettuati sia al mattino sia al pomeriggio in via XXII Luglio, viale Maria Luigia, piazzale Picelli, piazzale della Pilotta.

ARIA INQUINATA -31 sforamenti su 39 giorni: è davvero una media poco invidiabile quella che Parma sta tenendo in tema di Pm10. Stiamo infatti parlando di sforamenti dei limiti di legge: ieri entrambe le stazioni di rilevamento cittadine e quella di Colorno hanno  fatto segnare limiti oltre la soglia prevista. In particolare, in via Montebello abbiamo avuto 94 microgrammi per metro cubo.

Inquinamento: il bollettino quotidiano dell'Arpa

BLOCCO DEL TRAFFICO - Torna il blocco totale del traffico del giovedì, dalle 8.30 alle 18.30, all’interno dell’area delimitata dalle seguenti strade e piazze, che manterranno la transitabilità:

Viale Bottego;
Via Garibaldi (Barriera Garibaldi);
Viale Mentana;
Piazzale Vittorio Emanuele II;
Viale San Michele;
Piazza Risorgimento;
Stradone Martiri della Libertà;
Viale Berenini;
Ponte Italia;
Piazzale Marsala;
Viale Caprera;
Piazzale Barbieri;
Viale Vittoria;
Piazzale Santa Croce;
Via Kennedy;
Viale Pasini;
Viale Piacenza;
Ponte Delle Nazioni.
Sarà consentito di usufruire dei parcheggi Toschi e Goito, percorrendo rispettivamente Via IV Novembre, Viale Toschi e Viale Berenini, Via Camillo Rondani e Borgo Salnitrara.
Sono esclusi dalle limitazioni della circolazione i seguenti veicoli:

autoveicoli alimentati a benzina o ad accensione spontanea (diesel) omologati euro 5 ed euro 4;
ciclomotori e motoveicoli euro 2 ed euro 3;
autoveicoli ad alimentazione elettrica o ibrida;
autoveicoli ad alimentazione a gas metano o GPL;
veicoli diesel Euro 3 dotati di filtri antiparticolato al momento dell’immatricolazione  del veicolo, dei quali risulti annotazione sulla carta di circolazione ovvero da apposita autocertificazione rilasciata dal concessionario che ha venduto il veicolo;
veicoli diesel di tipo M2, M3, N1, N2 o N3 omologati Euro 3 ovvero che dalla carta  di circolazione risultino dotati di sistema di riduzione della massa di particolato con marchio di omologazione e inquadrabili, ai fini dell’inquinamento da massa di particolato, quali Euro 3 o categoria superiore;
veicoli diesel che dalla carta di circolazione risultino dotati di sistema di riduzione della massa di particolato con marchio di omologazione e inquadrabili ai fini dell’inquinamento da massa di particolato almeno Euro 4;
auto condivisa (car sharing);
mezzi di emergenza e di soccorso, compreso il soccorso stradale;
mezzi per la sicurezza pubblica, della procura, veicoli adibiti a servizi di Stato, veicoli di istituti di Vigilanza;
veicoli per trasporto persone immatricolate per trasporto pubblico (Taxi, le auto a noleggio con conducente con auto e/o autobus, autobus di linea, scuolabus, ecc…)
veicoli delle testate radiotelevisive e degli organi di stampa;
carri funebri, mezzi di appoggio e veicoli al seguito;
veicoli di servizio di Enti Pubblici limitatamente ad interventi di emergenza;
autoveicoli diretti agli alberghi della città;
veicoli di paramedici ed assistenti domiciliari in servizio di assistenza domiciliare con attestazione rilasciata dalla struttura pubblica o privata di appartenenza, veicoli di medici/veterinari in visita domiciliare urgente muniti di contrassegno rilasciato dal rispettivo ordine, esclusivamente nel tragitto casa-ambulatorio-paziente;
veicoli attrezzati per il pronto intervento di impianti pubblici e privati, a servizio delle imprese e della residenza;
veicoli adibiti alla manutenzione di pozzi neri e condotti fognari limitatamente ad interventi di emergenza;
adibiti al trasporto di farmaci e prodotti per uso medico (gas terapeutici ecc.);
adibiti al trasporto di prodotti deperibili (pane, frutta, ortaggi, carni e pesci, fiori, animali vivi, latticini, sementi, latte, acqua, ecc.);
veicoli che trasportano attrezzature e merci per il rifornimento di strutture pubbliche e di assistenza socio-sanitaria;
veicoli di lavoratori in servizio presso aziende, o presso Enti Pubblici, o di lavoratori autonomi, in cui l’orario di servizio abbia inizio o fine in periodi non coperti dal trasporto pubblico, limitatamente ai percorsi casa-lavoro. La deroga riguarda, altresì, i lavoratori in pronta reperibilità o disponibilità per chiamate d’urgenza. I lavoratori interessati dovranno essere muniti di certificazione rilasciata dal datore di lavoro o di tessera di riconoscimento dell’attività svolta, attestante la tipologia e/o la articolazione della turnazione o della pronta reperibilità. Qualora si tratti di lavoratori autonomi sarà sufficiente l’autocertificazione. Non sono valide certificazioni o autocertificazioni  per percorsi casa-lavoro inferiori a due chilometri;
mezzi ufficialmente adibiti al servizio di portatori di handicap e mezzi privati con a bordo portatori di handicap, in possesso di apposito contrassegno arancione;
veicoli utilizzati per il trasporto di persone sottoposte a terapie indispensabili ed indifferibili per la cura di malattie gravi (o per visite o trattamenti sanitari programmati) in grado di esibire la relativa certificazione medica e attestato di prenotazione della prenotazione sanitaria.

Alla Polizia Municipale è consentito il rilascio di eventuali deroghe per casi di emergenza.
Al Servizio Mobilità e Ambiente è consentito il rilascio di eventuali deroghe per casi di comprovata necessità.
In caso di inosservanza delle disposizioni del presente provvedimento è prevista la sanzione amministrativa, in misura ridotta, di 155 euro.
 

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  • Adria

    10 Febbraio @ 11.38

    "io piuttosto striscio ma l' autobus non lo prendo" . Emiliano che dirle? Poveraccio lei che non ha capito dove va il mondo! Lei rappresenta il vecchio, come vecchi sono i nostri politici.Riguardo le altre cose che dice , la invito a leggere con attenzione questo paragrafo, troverà molte risposte esatte alle domande sbagliate che si è posto.... ............................... Le misure anti-smog attuate dai vari comuni italiani si basano sul monitoraggio delle PM10. L’attuale normativa dell’Unione Europea in materia è raccolta nella Direttiva del Consiglio 1999/30/EC del 22 aprile 1999 e si basa sui seguenti principi: Il valore limite del PM 10 da rispettare dal 1 gennaio 2005 è stabilito in: 40 μg/m3 annuali (nessuna tolleranza), 50 μg/m3 nelle 24 ore da non superare più di 35 volte all’anno (nessuna tolleranza). Per le PM 10, valori limite indicativi dal 1 gennaio 2010: 20 μg/m3 annuali (nessuna tolleranza a partire da questa data), 50 μg/m3 nelle 24 ore da non superare più di 7 volte l’anno. Eccezione per i superamenti provocati da "eventi naturali che risultano per concentrazioni significativamente in eccesso rispetto ai normali livelli" (art. 5.4). Eccezione per le eccedenze di PM10 causate da "risospensioni delle particelle a seguito dello spargimento di materiale antigelo sulle strade in inverno" (art. 5.5); gli stati membri sono nondimeno obbligati a dimostrare che "misure ragionevoli sono state prese per abbassare la concentrazione". Il PM 2.5 deve essere misurato in postazioni rappresentative delle concentrazioni di PM2.5, collocate dove possibile insieme alle centraline che misurano il PM10 (art. 5.2). Con una Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo del 21 settembre 2005 l’UE ha elaborato una nuova "Strategia tematica sull’inquinamento atmosferico" che indica i seguenti valori limite e linee guida per gli Stati membri: Un valore limite annuale per il PM 10 di 40 μg/m3 al 1 gennaio 2010 con un 20% di tolleranza senza una specifica data di scadenza. Questo significa in realtà un valore limite di 48 μg/m3. Un valore limite del PM 10 per le 24 ore di 50 μg/m3 con 35 eccedenze, ma con il 50% di tolleranza senza una specifica scadenza. Gli Stati membri sono autorizzati a ritardare il conseguimento dei valori limite – non è specificata alcuna data limite – allorché sia stata dimostrato alla Comunità Europea che essi hanno adottato "tutte le ragionevoli misure" (pag. 8). Nell’articolo 20 a pag. 25, tuttavia, si specifica che ogni stato membro ha tempo fino al 31 dicembre 2009 per conformarsi ai valori limite del PM10. Il valore limite indicativo del PM10 di 20 μg/m3 per il 2010 è stato cancellato. In associazione con le proposte citate, questa cancellazione rappresenta una significante riduzione delle ambizioni previste nella direttiva del Consiglio 1999/30/EC del 22 aprile 1999. Viene introdotto un "tetto" annuale di PM 2.5 obbligatorio per legge pari a 25 μg/m3 da introdurre dal 1 gennaio 2010 con il 20% di tolleranza (es. 30 μg/m3 effettivi), da ridurre di 1 μg/m3 ogni anno fino a raggiungere nel 2015 il livello di 25 μg/m3. A parziale giustificazione di questo "tetto" relativamente elevato si deve sottolineare che il "tetto" viene applicato anche nelle rilevazioni effettuate dalle centraline "da traffico". Dal momento che per le centraline da traffico la concentrazione di PM 2.5 può essere più alta in media di circa 5 μg/m3 rispetto alle centraline di background, questo significa che effettivamente il “tetto” in città può arrivare annualmente a circa 20 μg/m3. In ogni caso si tratta di un valore elevato: sulla base degli studi scientifici più accreditati negli USA è stata proposta di riduzione dello standard annuale di PM 2.5 a 12-14 μg/m3 (EPA staff paper, giugno 2005). In risposta ai dati scientifici che dimostrano la natura continua del rapporto concentrazione-risposta tra PM 2.5 e mortalità, la Commissione propone inoltre un programma di "annullamento del divario" ("gap closure") per arrivare a ridurre del 20% la media del PM 2.5 nel 2018/2020 rispetto al periodo di riferimento 2008-2010. Tale riduzione non deve essere perseguita nei luoghi dove la media annuale di PM 2.5 è già di 7 μg/m3 o inferiore. Malgrado la rilevazione del PM 2.5 sia stata già prevista dalla normativa fin dal 1999, il periodo di riferimento viene spostato in avanti al 2008-2010. Ciò permetterà di non ridurre i valori entro quella data in modo da favorire la dimostrazione del "guadagno" negli anni successivi. Dal confronto della legislazione attuale e della nuova proposta della UE si può sintetizzare quanto segue: Gli effetti dell’inquinamento atmosferico da polveri sospese sono documentati con rigore scientifico in molti Paesi, compresa l’Italia. La frazione più fine, misurata come PM 2.5, è al centro dell’attenzione scientifica e di sanità pubblica. Studi recenti testimoniano un effetto delle particelle fini sulla mortalità complessiva con stime di rischio più elevate di quanto in precedenza osservato (Jarret, 2005). Nelle città europee sono stati osservati importanti effetti cardiovascolari attribuibili alle polveri fini; in particolare è stato osservato un aumento della morte improvvisa coronarica nella popolazione generale (Forastiere et al, 2005) e un aumento nella frequenza degli episodi di angina e di recidive di infarto in persone a elevata suscettibilità come i pazienti sopravvissuti a un primo infarto del miocardio (von Klot et al, 2005). Sulla base delle più recenti indicazioni della ricerca, l’Organizzazione mondiale della sanità ha emanato nel mese di novembre 2005 nuove Linee Guida per la qualità dell’aria. Verranno considerati PM 10, PM 2.5, NO2 ed SO2. La proposta della Direttiva Europea sul PM pubblicata il 21 settembre 2005 è stata fortemente criticata dalla comunità scientifica europea poiché viene rimandata al 2010 (con ampia tolleranza) l’applicazione dei valori limite per il PM 10 già previsti dalla Direttiva del 1999 e viene proposto un valore limite per il PM 2.5 ancora troppo elevato. La eventuale approvazione della Direttiva nella forma attuale solleverebbe i Paesi membri dalla attuale emergenza ambientale. In realtà, i Paesi europei hanno bisogno di strategie aggressive e di lungo termine per ridurre i livelli di inquinamento atmosferico che si registrano in molte aree. Cosa significa tutto ciò per l’efficacia della misure anti-smog ? Il monitoraggio delle PM 10 è certamente fuorviante e non è in alcun modo attendibile nello stabilire il grado di inquinamento dell’atmosfera. Infatti nell’atmosfera sono sospese polveri di diversa grandezza. Le PM 10 inalate sono le più "grandi" e gli studi scientifici hanno dimostrato inequivocabilmente la loro parziale innocuità per la salute in quanto, quando vengono inalate, vi sono meccanismi dell’organismo umano in grado di espellerle, questo principalmente in persone sane. Molto più pericolose, perché respirate, sono le PM 2.5, più "piccole" che, quando respirate, giungono in profondità nei polmoni dove esercitano un’azione irritante e cancerogena con l’insorgenza di bronchiti e tumori e malattie cardiovascolari. Se gli enti istituzionali volessero veramente salvaguardare la salute dei cittadini dovrebbero quindi monitorare anche le PM 2,5. Al contrario in presenza di PM 10 al di sotto dei 50 microgrammi per metro cubo l’atmosfera potrebbe contenere una concentrazione di PM 2.5 superiore a quella consentita dalla nuova legislazione europea ( UE del 21 settembre 2005 ) . Il cittadino si sentirebbe rassicurato perché nell’aria non ci sono PM 10 e quindi potrebbe pensare che l’aria stessa sia salubre, invece potrebbe essere altamente inquinata da PM 2.5 e quindi lesiva della salute umana.

    Rispondi

  • racoon

    10 Febbraio @ 08.39

    prima fatemi vedere TUTTI gli autobus non inquinare, POI date le multe ai cittadini

    Rispondi

  • default

    10 Febbraio @ 07.00

    Vogliamo Eolo assessore all'Ambiente e Giove Pluvio assessore alla Viabilità! :-)

    Rispondi

  • lucio

    09 Febbraio @ 17.41

    sinceramente non capsico,,,nonostante al neve non si sono abbassati i livelli delle polveri sottili...evidente che c'è qualcosa che non quadra ed altresì chiaro che non sono solo le auto ad inquinare..E come molti hanno scritto lo ritengo un "sacrificio" inutile visto che dopo il blocco, tempo due ore i livelli di inquinamento ritornano uguali.Altro elemento...non lamentiamoci, s etra tutti questi limiti (blocchi, targhe alterne, boòòino blu..) aumento della benzina e tasse di circolazione varie..il mercato della vendita di auto è sempre iù in rosso

    Rispondi

  • Emiliano

    09 Febbraio @ 15.44

    E nevicato, quindi in teoria si è pulita l' aria meglio ancora che ce fosse piovuto; per giunta molte persone hanno lasciato a casa l'auto proprio per la neve.Ma la qualità dell' aria dicono non è migliorata. Da qui dunque ragionando emergono due cose probabilmente entrambe vere e che i parmigiani e gli italiani in genere dovrebbero ormai inziare a capire: 1) evidentemente le auto non c'entrano o comunque non sono responsabili dell' inquinamento come vogliono farci credere anche perchè ormai tra euro 4 e 5 e veicoli a metano o gpl quelle ritenute inquinanti saranno una o due su cento, mentre molto probabilmente i responsabili sono i riscaldamenti che infatti in estate sono spenti e quindi non serve il blocco del traffico, però niente giro di vite sulle caldaie perchè senno i comuni spendono e non si intascano più i soldi che invece dovrebbero spendere per la comunità. 2) Ilimiti imposti per la qualità dell' aria e del pm10 in particolare sono assolutamente ridicoli, tropo bassi e fatti apposta per essere superati e per dare quindi la scusa alle amministrazioni per chiudere il traffico e farvi prendere i mezzi pubblici ( io piuttosto striscio ma l' autobus non lo prendo) e farvi dare soldi alla tep. tanto è vero che da recenti studi indipendenti risulta che si respira piu pm 10 facendo trekking su una strada ghiaiata che in un incrocio trafficato, per non parlare poi di chi fuma... Morale noi spendiamo soldi per cambiare l' auto ( quella vecchia magari andava bene ma hanno detto che inquinava ) e poi li ri spendiamo per prendere l' autobus perche cmq non possiamo circolare lo stesso, mentre le amministrazioni incassano e non spendono un euro per cambiare le caldaie degli edifici pubblici, che sono le più vecchie e di fatto ignorano il problema, in più ci sono anche quelli che si credono ambientalisti e che vorrebbero le auto ferme sempre e i centri storici chiusi ecc... mentre sotto sotto assecondano questo business alle nostre spalle.E per giunta se si prova fargli capire che sbagliano allora si passa per dei barbari ignoranti che non vogliono salvare il pianeta ( ma salvarlo da cosa??) E noi non lo abbiamo ancora capito. svegli eh..

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