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Alfabeto pre-elettorale - Candidati e candidabili

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Gabriele Balestrazzi

Sei candidati "ufficiali" (Bernazzoli, Bocchi, Ghiretti, Pizzarotti, Roberti, Spallanzani). Un gruppo (quello di Rossi) che potrebbe rimanere nell'alveo del centrosinistra ma anche preludere ad uno strappo e ad una ulteriore candidatura. Tanti interrogativi ancora da sciogliere, ad esempio nel centrodestra e nel mondo del civismo: ad iniziare dagli eredi di Civiltà parmigiana, Ubaldi in testa.

Gazzettadiparma.it ha provato a mettere un po' d'ordine. Alfabetico. Aggiornando quello che avevamo ipotizzato tre mesi fa: con qualche conferma e con diversi cambiamenti.

ASTENSIONISMO - Se il "buon giorno" si vede dal mattino, già le primarie del centrosinistra ed il congresso del Pdl hanno dimostrato che la politica fatica a mobilitare grandi folle. Del resto, basti pensare ai vecchi festival di partito, o alle sezioni che popolavano la città anche per i partiti minori. Non sarà facile per nessuno, in questo clima di antipolitica, convincere gli elettori a recarsi alle urne: tanto meno (e si guardino le cifre del 2007) in caso di ballottaggio.

BERNAZZOLI - Ha vinto, ma non stravinto, le primarie. Ma ovviamente resta uno dei principali favoriti al successo finale. Dovrà però studiare molto bene la "geografia" che si sta creando intorno a lui nel mondo, storicamente frazionatissimo, della sinistra. E dovrà studiare come raccogliere voti al centro: da qui le voci, sempre insistenti, di possibili accordi con la Guarnieri. E, secondo alcuni, anche qualche ipotesi di dialogo con Ghiretti.

CANTONI - Al di là del simpatico aspetto delle barzellette, che ha un po' ravvivato la cronaca delle primarie, il suo scarso risultato sembra ancora una volta certificare la quasi scomparsa dalla mappa politica parmigiana di quel socialismo che ne è stato per decenni un elemento fondamentale. Eppure, quasi paradossalmente, uno dei temi che stanno caratterizzando le prime scaramucce di campagna elettorale riporta proprio alle battaglie autonomiste del Psi anni '80: il rapporto fra Parma e la Regione "matrigna" e "bolognocentrica".

DESTRA - Priamo Bocchi è stato fra i primissimi candidati ufficiali. A Parma, si sa, la storia anche elettorale non ha mai concesso al suo settore politico grandi spazi. Però, il dibattito di questi giorni sulle foibe e su via Tito, anche sul nostro spazio web, ha coinvolto parecchi lettori.

ELVIO UBALDI - Correrà o non correrà ? Le due ipotesi si sono rincorse spesso, nelle ultime settimane. Qualcuno legava la scelta all'andamento di primarie centrosinistra e congresso Pdl (e almeno quest'ultimo, probabilmente, non è andato nella direzione sperata da Ubaldi). La voglia di correre è sicuramente tanta. E le prospettive? Vale, specularmente, lo stesso discorso di Bernazzoli: oltre alla specifica popolarità dell'ex sindaco, occorrerà vedere come si frastaglierà quell'area di centro nella quale Ubaldi e Civiltà parmigiana hanno costruito i successi del 1998 e 2002 (con lo stesso Ubaldi) e del 2007 (con Vignali sindaco).

FLI - Dire centro significa anche "pesare" le possibilità del cosiddetto terzo polo. Che forse sono maggiori a livello nazionale che non a Parma. Ma in una gara oggi molto difficile da pronosticare, anche le alleanze con FLI e API (dell'UDC parleremo a parte) possono portare acqua preziosa al mulino di questo o quel candidato.

GHIRETTI - La sua discesa in campo ha fin qui seguito un percorso progressivo e lineare. Movimento, sede e linee generali del progetto sono stati presentati. Ma adesso, anche per lui, si tratta di conquistare elettori e alleati. E di sicuro il fattore Ubaldi non sarà irrilevante, da questo punto di vista. L'ex assessore allo sport ha ribadito in questi giorni di essere in campo per vincere e non per cercare accordi.  Di certo, per lui come per chiunque scelga di candidarsi in quell'area, la corsa verso il Municipio diventa una partita divisa in due tempi: innanzitutto, infatti, occorrerà conquistare uno dei due posti per il ballottaggio.

(H) - Muta. Come la maggioranza silenziosa: quella che sfugge anche ai pronostici dei politologi. E forse mai come ora è davvero difficile prendere le misure a un'opinione pubblica che non accetta più i punti di riferimento tradizionali.

INDIGNADOS - La compattezza  delle proteste di Piazza dell'estate non è sopravvissuta ai rigori dell'inverno pre-elettorale. Da una parte chi ha deciso di correre per il Municipio, dall'altra chi preferisce il ruolo di sentinella, a nome della cittadinanza, verso i candidati di oggi e i governanti di domani. Anche per questo, resta difficile poter valutare il peso di un gruppo che non si riconosce direttamente in nessuno degli schieramenti, e men che meno nei partiti tradizionali. Quanto agli Indignados della Roberti, sembra concreta la possibilità di un accordo con Rifondazione comunista.

LAVORATORI (PARTITO COMUNISTA dei) - C'è chi già l'ha bollata come una scelta anacronistica e fuori dalla storia. Se non altro, la candidatura di Liliana Spallanzani, insieme a quella della Roberti, ha riequilibrato le quote rosa di una competzione che sembrava solo al maschile.

MOVIMENTO 5 STELLE - Ci sono molte attese (o timori, a seconda dei punti di vista) per il possibile risultato del movimento di Beppe Grillo, che avrà per candidato Federico Pizzarotti. Un risultato che, probabilmente, dipenderà da quanto i 5 Stelle riuscirano ad intercettare quella parte di antipolitica che non si riconosce negli schieramenti tradizionali ma ha ancora la voglia (o il senso civico?) di esprimersi con il voto e non con l'astensione.

NICOLA DALL'OLIO - Non sarà candidato sindaco, ma il suo risultato alle primarie è di quelli che possono schiudere una prospettiva da assessore, o comunque da interlocutore importante per un Bernazzoli che voglia raccogliere il più vasto consenso nell'area del centrosinistra. Ma dovranno mediare alcune rispettive posizioni non certo omogenee.

OUTSIDER - Per alcune settimane si era parlato di possibili candidature dalla società civile, anche nei raggruppamenti più forti. Alla fine, sembra però prevalere la scelta di affidarsi a politici di esperienza, più o meno lunga.

PAGLIARI - A proposito di centrosinistra, tutti sapppiamo che la fase pre-primarie ha siglato anche un evidente strappo con Giorgio Pagliari. E al di là delle scelte personali dell'ex capogruppo, che ha presenziato agli incontri di Bernazzoli e Dall'Olio, ripetendo comunque che "occorre cambiare libro e non solo voltare pagina", per valutare le prospettive di Bernazzoli e del centrosinistra occorre capire quanti malesseri covino ancora all'interno di un Pd che cinque anni fa si divise (con il clamoroso caso Giubelini), rovinosamente per le sorti di Peri.

QUINTAVALLA - La lettera Q l'abbiamo riservata ancora a lei. Lasciamo da parte ogni discorso di comunanza o avversione politica. Ma l'immagine della "pasionaria" che nel '75 dava vita alla lenzuolata sullo scandalo che fece saltare la giunta PCI-PSI, che 37 anni dopo è tornata in Piazza con diverso bersaglio (giunta Vignali), e con la stessa passione ha scritto la lettera aperta dei giorni scorsi, resta un esempio per tanti giovani, e non solo, che criticano la politica ma non si impegnano per cambiarla.

ROSSI - Ha appena lanciato iMille: una iniziativa che può sfociare in due direzioni. O allargare l'immagine di Bernazzoli a quella discreta fetta che alle primarie ha preferito votare il "signor Rossi" (ma qui resta lo scoglio inceneritore) o tentare una corsa autonoma verso il Municipio, che però cozzerebbe con gli accordi fra i candidati alle primarie.

SGARBI - Di Parma conosce certamente bene i tesori artistici. Sarebbe credibile una sua candidatura, come lui stesso ha ventilato dopo l'esperienza di Salemi? A giudicare dai commenti arrivati alla nostra redazione web, le perplessità sono tante. Ma non sono mancati i "perchè no?".

TERESA GUARNIERI - Alla corsa solitaria forse ha rinunciato. Ma questo non significa che non possa essere una protagonista della competizione elettorale: se non in prima persona, come elemento forte di una alleanza. Se sì, e con quale, lo si dovrebbe scoprire presto.

UDC - Nel calcolo dei voti al centro, non si può certo dimenticare il partito di Casini e Libè. Il legame con Ubaldi è forte da tempo, ma una strategia vincente richiede probabilmente anche una valutazione dei rapporti con Ghiretti

VILLANI - Il congresso Pdl, pur combattuto, ha sancito la continuità della leadership Villani-Moine. Buzzi è il volto della segreteria: ora si tratta di valutare se agli "azzurri" convenga una corsa solitaria o un accordo con uno degli altri soggetti che si muovono nell'ancora fluida area del centrodestra.

ZORANDI - La "zeta" è ancora sua, e con lui della (irrequieta) Lega Nord. Salvo sorprese, il Carroccio mantiene l'intenzione di correre da solo: il che significa che, se da una parte Bernazzoli dovrà guardarsi soprattutto da attacchi sulla sua sinistra, nell'area ex civismo/centrodestra potrebbe esserci, per arrivare al ballottaggio, un volatone fra Ghiretti, Ubaldi, candidato Pdl e candidato Lega (senza contare la destra di Bocchi e la variabile Sgarbi). 

Insomma, come si vede, siamo ancora ad una "ragnatela" intricata, e nei prossimi tre mesi dovranno ancora succedere moltissime cose.

(Fine seconda puntata - Prossimamente altri personaggi e interpreti...)

 

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  • redstar

    15 Febbraio @ 12.13

    NO all'INCENERITORE...basta CEMENTO...via da Parma CASA POUND !!! ci vuole un Sindaco colle "PALLE"...chiaro ???

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    15 Febbraio @ 07.24

    Grazie per tutto tranne che per il Direttore: per quello "ho già dato", ai tempi di Tv Parma, e adesso mi limito ben volentieri ad essere un caposervizio che appena può torna a fare il cronista. Aspettiamo insieme la prossima puntata. (G.B.)

    Rispondi

  • Tiziana Azzolini

    14 Febbraio @ 23.24

    Complimenti Direttore. Analisi lucida e obiettiva come nel Suo stile. Attendiamo con ansia la prossima puntata Tiziana

    Rispondi

  • iceman

    14 Febbraio @ 20.42

    Pizzarotti è il mio sindaco!! L'unico degno, finalmente una faccia nuova e pulita che puo' ridare dignita' alla mia Parma

    Rispondi

  • federicaJacobo

    14 Febbraio @ 19.48

    "il PD anche se vince ha già perso....il PDL si è scavato la fossa da solo.....l'UDC senza Ubaldi che fa?..la Guarnieri deve ancora imparare a ballare da sola....Ghiretti in effetti può rompere le scatoe a qualcuno.....SEL,gli Indignados e i vari comunistas tafazzeggiano.....Bocchi?.interessante....l'unica cosa certa è che a votare ci andranno in pochi. "

    Rispondi

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