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Emmanuel, ecco la relazione del sindaco

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“A seguito dei fatti accaduti in data 29 settembre 2008 presso il parco Eridania di Parma che, come è noto, hanno portato al ferimento del giovane Emmanuel Bonsu e di due agenti della Polizia municipale, ho disposto immediatamente un’indagine interna che cercasse, con finalità e strumenti ovviamente diversi da quelli dell’Autorità giudiziaria, di far luce su eventuali irregolarità e negligenze nei comportamenti tenuti dagli appartenenti al Corpo della Polizia Municipale. Dell’indagine è stato incaricato il comandante del Corpo.

 
Gli strumenti a disposizione di un’indagine interna sono essenzialmente la ricostruzione testimoniale, sia di chi ha partecipato all’attività in questione e sia di eventuali altri appartenenti al Corpo a conoscenza dei fatti, oltre alla visione di documentazione nella materiale disponibilità della Polizia Municipale.
 
Non è stato possibile, quindi, procedere a riscontri sui tabulati telefonici delle utenze utilizzate dai soggetti interessati, all’esame di testimonianze di civili eventualmente presenti sul posto e, ma questo verrà affrontato più avanti, all’effettuazione di una perizia grafica sulla busta con il logo del Comune di Parma e riportante una frase ingiuriosa.
Ciò in quanto su questa vicenda, risulta essere stato aperto presso la locale Procura della Repubblica un procedimento penale di cui, ovviamente, non si conosce il contenuto e, rispetto alla quale i Carabinieri di Parma sono stati delegati allo svolgimento delle attività investigative di competenza.
 
Indagine alla quale il Corpo di Polizia Municipale, anche su mie precise disposizioni, sta fornendo la massima collaborazione.
 
Il risultato dell’indagine interna sarà dunque una ricostruzione parziale in quanto a chi la conduce, non è possibile, per i motivi sopra esposti, procedere in contraddittorio con le parti.
 
L’attività al Parco Eridania nasce a seguito di segnalazioni di cittadini ricevute dall’Amministrazione Comunale fin dallo scorso mese di agosto, relative a episodi di spaccio di sostanze stupefacenti avvenuti in aree notoriamente frequentate da famiglie, bambini, anziani. Tali segnalazioni sono state inviate alla Questura di Parma e alla Polizia Municipale dall’assessore Costantino Monteverdi in data 2 settembre 2008. Nell’ultima settimana di settembre, continuando a pervenire segnalazioni di cittadini, è stato predisposto dal Comando della Polizia municipale un servizio di osservazione nell’area in questione, finalizzato a monitorare la situazione nel suo complesso e a ricercare dei riscontri probatori. Tale servizio è stato eseguito da personale in possesso della qualifica di agenti ed ufficiali di polizia giudiziaria.
 
L’attività di ricostruzione dell’accaduto, che è stata effettuata raccogliendo le testimonianze orali e scritte degli agenti coinvolti e di quelli presenti al Comando, ha fatto dunque emergere essenzialmente quanto segue:
Al servizio hanno partecipato, con vari ruoli, otto agenti, un ispettore e un commissario, tutti in abiti civili e con l’impiego anche di auto civili. La scelta dell’uso degli abiti borghesi era dovuta al fatto che l’effettuazione di tale servizio in uniforme avrebbe causato solamente un pronto allontanamento degli spacciatori e dei loro clienti, senza contrastare efficacemente l’attività di spaccio.
Il personale era stato istruito sui compiti da svolgere, sempre sotto la supervisione del commissario preposto. Sono stati utlizzati anche sistemi di ripresa video al fine di meglio documentare gli episodi di cessione di stupefacenti da parte degli spacciatori. Materiale ora in possesso dell’Autorità giudiziaria.
Nell’ambito di tale attività, è stato notato il pomeriggio del 20 settembre 2008 un cittadino straniero cedere sostanze stupefacenti a terze persone poi identificate. Lo stesso è stato prontamente fermato e tratto in arresto. Del fatto è stata fatta comunicazione al magistrato di turno secondo quanto previsto dalla normativa.
Circa la posizione di Emmanuel Bonsu, dalle testimonianze rese dagli agenti e ora gli atti, è emerso come fosse anch’egli presente nel parco, a diversi metri di distanza dallo spacciatore poi arrestato, stazionando nei pressi delle panchine ove avveniva lo spaccio. In considerazione delle circostanze di tempo e di luogo gli agenti hanno deciso di procedere anche alla sua identificazione, perché, come si evince dalle loro testimonianze, non potevano escludere aprioristicamente un suo coinvolgimento nell’attività di spaccio. Gli stessi agenti presenti hanno quindi deciso di avvicinarsi allo stesso e , dopo essersi qualificati, di identificarlo.
Nelle testimonianze agli altti, gli agenti concordano nel sostenere che non appena qualificatisi, Emmanuel Bonsu si è dato alla fuga a piedi nel parco, sottraendosi così all’identificazione. Gli agenti, due per la precisione, hanno deciso allora di inseguirlo riuscendo dopo poco a fermarlo in maniera concitata, afferrandolo per i vestiti, rovinando con lui a terra dato che lo stesso cercava nel frattempo di sottrarsi e divincolarsi con forza.
 
In tale frangente il ragazzo ha riportato una lesione al volto repertata con due giorni di prognosi. Dalle testimonianze rese, uno degli agenti non esclude di averlo involontariamente colpito in queste fasi concitate.
 
Da parte loro, gli agenti hanno riportato, rispettivamente, una distorsione al polso con tre giorni di prognosi e una distorsione al ginocchio con 20 giorni di prognosi.
 
Dopo essere stato bloccato, è stato trasportato a bordo di un auto di servizio in tinta civile, insieme ad un altro giovane fermato, presso il comando della Polizia municipale per l’espletamento delle formalità di rito e per chiarire quale fosse4 la sua effettiva posizione nella vicenda.
 
All’interno del comando gli agenti hanno proceduto alla sua completa identificazione, provvedendo anche a recuperare i suoi effetti personali presso l’Itis che il ragazzo frequenta in qualità di studente. Il ragazzo, in conseguenza di quanto avvenuto in precedenza, è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Parma per il reato di resistenza a pubblico ufficiale.
 
Dopo le operazioni di fotosegnalamento, Emmanuel Bonsu è stato quindi rilasciato e portato a casa dal proprio genitore che nel frattempo, dopo essere stato avvisato, era arrivato al Comando.
 
Da tutte le dichiarazioni, sia in forma orale che scritta, rilasciate dagli appartenenti al corpo della Polizia Municipale emerge, allo stato, che il ragazzo non sia stato insultato con epiteti razzisti durante le varie fasi dell’operazione, non sia stato picchiato e tantomeno denudato all’interno del Comando.
 
Non esistono telecamere all’interno del comando della Polizia Municipale che possano riscontrare quanto affermato dal ragazzo alla stampa. Le telecamere sono presenti solo agli ingressi dell’edificio e di ogni piano e tutti i nastri sono stati sequestrati per ordine del magistrato inquirente.
 
Ho richiesto che fosse effettuata una perizia calligrafica sulla busta mostrata ai vari organi di stampa dal ragazzo. Questo, fino ad ora, non è stato possibile perché non è nelle disponibilità della polizia municipale. Ho richiesto quindi, se possibile, di acquisirla per effettuare la perizia.
 
In merito a eventuali procedimenti disciplinari da prendere nei confronti degli agenti coinvolti, alla luce di quanto descritto, ho chiesto al Comandante un approfondimento di indagini, fermo restando l’accertamento di eventuali responsabilità penali a carico degli stessi che potessero emergere dall’indagine della Procura della Repubblica.
 
Più in generale, in merito ai dubbi sollevati da alcuni su ruolo e compiti della Polizia Municipale, sono obbligato a precisare che:
il Corpo della Polizia Municipale vigila sull’osservanza delle leggi, dei regolamenti e della ltre disposizioni emanate dallo Stato, dalla Regione, dalla Provincia e dal Comune assolvendo, in particolare a tutte le funzioni di polizia amministrativa a livello locale.
Il personale appartenente al Corpo, nell’ambito territoriale comunale di appartenenza e nei limiti delle proprie attribuzioni, ai sensi dell’articolo 5 della legge 65/86, esercita anche le funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria.
Nell’ambito delle funzioni di polizia giudiziaria, il personale del Corpo della Polizia municipale in relazione al proprio inquadramento professionale di commissari, ispettori o agenti, riveste rispettivamente la qualifica di Ufficiali o Agenti di polizia giudiziaria.
Ne consegue dunque che il Corpo della Polizia Municipale svolge nel quadro di riferimento sopra esposto, relativamente all’attività di polizia giudiziaria, tutte le funzioni espletate dalle Forze di Polizia a competenza nazionale.
Prendere notizia dei reati, anche di propria iniziativa, impedire che vengano portati a termine, ricercarne gli autori, compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant’altro possa servire all’applicazione della legge penale.
Compiti che la polizia municipale svolge da anni, anche in abiti borghesi.
 
Al riguardo è stato anche interessato il prof. Cugurra che ha fornito un autorevole parere in merito che conferma quanto sostenuto in precedenza. Per completezza si precisa che il Corpo della Polizia Municipale di Parma, composto da circa 180 elementi, ha un’articolazione complessa che comprende fra i vari settori (polizia locale, settore commercio, polizia edilizia, infortunistica) anche la divisione operativa con i compiti di polizia giudiziaria sopra richiamati, composta da quindici unità, che si occupa tra l’altro anche dei trattamenti sanitari obbligatori.
 
In questi giorni sono stati fatti accostamenti tra la vicenda di cui parliamo oggi e la Carta della Sicurezza sottoscritta a Parma da 21 sindaci e recepita dal Ministro Maroni nel suo Decreto Sicurezza. Si tratta di una lettura fuoriviante della questione in quanto nessuna delle ordinanze che ho emesso riguarda il contrasto dello spaccio di stupefacenti che, come è noto, è vietato da una legge dello Stato.
 
Proprio alla luce di quanto dichiarato recentemente a Parma dal Ministro dell’Interno Roberto Maroni sulla imminente riforma delle Polizie Municipali e perché la sicurezza dei cittadini è una priorità dell’Amministrazione, ho chiesto al nuovo comandante di potenziare la formazione degli appartenenti al Corpo della Polizia Municipale e una particolare cura all’attività di coordinamento con le altre forze dell’ordine auspicabile anche alla luce della generale scarsità degli organici.

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  • giuseppe

    16 Ottobre @ 10.06

    Quello che mi ha fatto tanta rabbia è stata la strumentalizzazione politica dell'episodio da parte della minoranza. Rimane la condanna del modo di agire dei Vigili intervenuti, ma per questo non c'è la Magistratura? Perchè la minoranza ha preso immediatamente le difese di Emmanuel emettendo, di fatto, un giudizio di merito che non le spetta? I vari Pagliari, Guarnieri e gli altri rappresentanti dell'opposizione sono al corrente che al Pronto Soccorso tutti i medici hanno a che fare con casi come quello di Emmanuel? Perchè non difendono a spada tratta anche la gente comune, i pensionati o comunque coloro che non hanno l'onore della cronaca? Veramente dobbiamo chiedere le dimissioni di coloro che ci rappresentano ad ogni torto subito? Ho il dubbio che, una fazione politica facilmente individuabile, abbia, di nuovo, iniziato la campagna elettorale ... triste, non è vero?

    Rispondi

  • Alessandro

    15 Ottobre @ 15.48

    A volte mi vien da pensare se tutta questa "baraonda" sarebbe stata inscenata ugualmente nel caso in cui il "malcapitato" fosse stato un cittadino italiano. Lasciando il beneficio del dubbio (eventualmente è la giustizia italiana che deve giudicare l'operato della Polizia Municipale), non è che la vicenda sia stata strumentalizzata come di rimando o di amplificazione per fatti che sempre più spesso vedono, per colpa o per caso, coinvolti cittadini extracomunitari? Sono solidale con Emanuel nel caso di "errore di persona" ma non credo proprio che il fatto si sia verificato per uno spirito antirazziale insito nella Polizia Municipale. Cordiali saluti.

    Rispondi

  • davide

    15 Ottobre @ 08.41

    penso che il fatto di emanuel denunci una scarsissima preparazione della polizia municipale,perche' in queste operazioni non basta fermare e dare calci basta che uno sia di colore........,ci vuole anche sangue freddo.dunque dico a Vignali e a Monteverdi primo di non minimizzare l'accaduto,e poi certe operazioni lasciarle a polizia di stato e carabbinieri sono molto piu' preparati.grazie e saluti

    Rispondi

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