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Affitti in "nero": una legge tutela gli inquilini

Affitti in "nero": una legge tutela gli inquilini
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Pierluigi Dallapina

Chi paga un canone di locazione ha uno strumento in più per far valere i propri diritti. Questo strumento è contenuto nel decreto legislativo 23 del 2011, per la precisione nell’articolo 3, dove si parla di cedolare secca sugli affitti. In pratica, tutti coloro che non hanno un contratto in regola - contratti verbali, comodati fittizi, contratti non registrati, pagamento di una somma superiore rispetto a quella fissata in precedenza - possono segnalare l’irregolarità all’Agenzia delle Entrate e vedersi ridurre in modo considerevole l’affitto e prolungare la durata del contratto. Infatti, il comma 8 del decreto stabilisce che a decorrere dalla registrazione «il canone annuo di locazione è fissato in misura pari al triplo della rendita catastale», e questo, tradotto in pratica, può voler dire che chi prima pagava 6 mila euro all’anno potrà pagarne 1500: inoltre il contratto avrà una durata di 8 anni, cioè di quattro più quattro.
E' ovvio che i benefici per gli inquilini che si trovano in situazioni irregolari sono evidenti, ma l’applicazione di questi stessi benefici potrebbe portare a contrasti anche aspri con i proprietari degli immobili.
«Questa legge è un’opportunità per fare emergere il nero nel mercato degli affitti», precisa Emanuela Betti Pico, segretaria del Sunia Parma, dalla sede di via Pintor 1/A. «E' una legge poco conosciuta e quindi è giusto e doveroso renderla nota al maggior numero di persone - aggiunge -: se poi però si presentassero casi in cui gli inquilini volessero raggiungere un accordo con i proprietari, superando quanto stabilisce la legge per assecondare le esigenze di entrambi, tali accordi sono ben accetti».
Insomma, la regola del giusto mezzo, del riuscire a trovare una mediazione in grado di spegnere sul nascere le tensioni, potrebbe essere anche in questo caso quella giusta. Al momento, sul tavolo del Sunia ci sono una ventina di richieste per applicare la legge, e nella stragrande maggioranza dei casi la segnalazione scatta a causa dell’importo sempre più alto del canone. Facendo un po' di storia del mercato degli affitti in Italia, la segretaria del Sunia ricorda che dall’entrata in vigore dell’equo canone (1978) ad oggi, i canoni di locazione sono triplicati.
«L'equo canone - ricorda - fissava per legge l’importo calcolandolo su una serie di parametri, poi nel '98 arrivò la legge 431 che liberalizzò gli affitti nella convinzione che il mercato fosse in grado di autoregolarsi. Cosa che non avvenne. Ora questa legge intende dare nuove tutele agli inquilini, all’interno di un mercato che è continuato a salire fino al 2009, salvo poi frenare a causa della crisi».

Stangata sugli affitti in nero

Signor direttore,
ho visto sulle Iene a Italia 1 un bellissimo servizio su un tale che dopo aver denunciato il proprietario di casa che gli aveva affittato in nero l'appartamento, si è visto ridurre di un quinto il canone.  Si tratta di una nuova legge, in base alla quale gli inquilini che denunciano il padrone di casa hanno diritto a un contratto regolare di 8 anni (quattro più quattro) e a una fortissima riduzione del costo dell' affitto.  Qui a Parma sono moltissimi i proprietari di casa che affittano in maniera irregolare (soprattutto agli universitari e agli immigrati). Adesso, per fortuna, rischiano grosso.
Marta Simoni

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  • Geronimo

    16 Febbraio @ 22.07

    Grazie per la risposta, era quello che volevo sentirmi dire non avendone la certezza ma la certezza che ho è quella di amici che pagano la caparra, affitto in nero e quando vanno via (in genere è tutto concordato, a luglio dopo gli ultimi esami e ci si sentie poi per il futuro, naturalmente tutto concordato a settembre) la caparra non viene restituita e l'affitto pagato fino all'ultimo mese

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  • katiatorri

    16 Febbraio @ 21.35

    gabrilla,quanti sono statisticamente i casi da lei citati'se uno veramente non arriva a fine mese la casa la vende non può poermettersi il rischio di affittarla...oh,beninteso,non escludo totalmente che ci siano anche questi casi ma sono come pesci rossi in un branco di squali

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  • gabrilla

    16 Febbraio @ 19.47

    molto bene ,a meno che ....,purtroppo,quell'affitto sia l'unica risorsa o quasi con cui sbarcare il lunario.....Ci sono anche casi così....

    Rispondi

  • katiatorri

    16 Febbraio @ 18.52

    Maurizio,la caparra serve esattamente a quello che lei dice. di contratti ce ne sono tanti,quello che di solito si impone agli studenti è il famoso "uso foresteria" ossia contratti di un anno o pochi mesi facilmente rescindibili dal proprietario...i proprietari più disonesti usano un altro stratagemma,quello dell'ospitalità o del comodato,ovviamente poi invece si fanno pagare ed anche caro. Daniele,mi spiace per sua madre,è un caso però altamente miniritario ed è vittima di quel gioco speculativo fatto dai grandi proprietari che ha imposto affitti da usura e la diminuzione dell'edilizia popolare.se prendo 1000 euro e l'affitto è seicento è chiaro che mi basta perdere il lavoro per non poter pagar più...qui dovrebbe intervenire lo Stato ma dove taglia lo Stato?nel sociale,compresa l'edilizia pubblica anche perchè nuove case popolari sul mercato farebbero abbassare i prezzi e questo ai Re del mattone non piace,pensi che considerano un affronto anche il non poter affittare in nero...(è stato una legge molto contrastata ed è abbastanza buona ma non certo epocale o rivoluzionaria)

    Rispondi

  • katiatorri

    16 Febbraio @ 18.42

    Andrea,lo Stato dovrebbe intervenire,concordo,ma allora perchè difendere gli evasori che affittano in nero?con che soldi lo Stato dovrebbe intervenire,sempre con quelli di chi ha meno?le pare logico?secondo,diritti e doveri,giusto,ma in emergenza come siamo chi ha più soldi non ha il dovere morale e sociale di rinunciare ai privilegi per permettere ad altri di sopravvivere?se non è così a cosa serve una società?

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