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Fra' Mauro e i ragazzi da aiutare

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di Maria Denis Guidotti

Sono passati circa sei anni dal mio incontro con Fra’ Mauro. Era un momento particolare della mia vita: le scelte scolastiche per i miei figli, i genitori con i piccoli acciacchi dell’età che avanzava, la società sempre più irriverente e maleducata, le persone costrette a divenire menefreghiste per non incorrere in problemi legali... Presi la macchina e decisi di viaggiare tra le colline umbre, senza meta e destinazione; il tutto per allontanarmi dalle brutture del momento. Mentre m’inerpicavo tra stradine strette, a volte sterrate, mi ritrovai sulla cima di un promontorio denominato Cetona. Non c’era parcheggio ma, siccome la mia attenzione venne attratta da un piccolo eremo, cercai di non bloccare la sede stradale e scesi per ammirare da vicino questo gioiellino.
Pervasa da una quiete mistica, a perdita d’occhio vedevo colline verdi e piante d’olivo centenarie; mi sentivo catapultata in un posto magico.
A fianco dell’eremo c’erano una chiesetta di ridotte dimensioni, un vecchio molino a pietra ed un bosco rigoglioso. Tra il cartello che esplicava la storia del luogo ve n’era un altro con la scritta «comunità di Cetona».
Mentre vagavo, con la leggerezza nel cuore, osservando e rimirando ogni particolare sentii una voce suadente che mi accolse con: «Buongiorno, benvenuta. Desidera visitare la chiesa?».
Colta alla sprovvista, ma con il sentore di non essere un’intrusa, accettai di buon grado.
«Sono Fra’ Mauro, venga che l’accompagno».
Mentre seguivo questa persona nel giro turistico, esclusivamente mio, ero ammaliata dalle sue conoscenze. Parlava alternando storia e aneddoti come in una lezione tenuta da Indro Montanelli;  a tempo debito si avvicinava e mi donava un sorriso.
Il suo viso trasudava una profonda conoscenza delle lettere latine, della scienza e della mistica. Poi con garbo, mi accompagnò accanto ad una grotta dove vi erano due calchi di piedi nudi, quelli di San Francesco. Dopo una breve nota cognitiva sul luogo, mi fece accomodare su una panchina di nuda pietra e nel silenzio osservai compiaciuta e curiosa l’accompagnatore di quello strano giorno. Ne dedussi che la vita gli aveva offerto tante strade, di cui poche in discesa; la sua determinazione l’aveva però portato a raggiungere il suo obiettivo: quello di aiutare silenziosamente e gratuitamente chi aveva bisogno di umanità. I suoi gesti delicati e pacati me lo rendevano appagato della sua religione, colui che è stato abbracciato dalla luce della fede.
La sua disponibilità gratuita era commovente, riusciva a farti vedere un cuore puro, sincero e pieno di amore da donare. Fui estremamente compiaciuta di aver fatto la sua conoscenza perché era una persona specialmente fuori dall’ordinario. Mi raccontò di essere il responsabile di quella comunità di recupero per ragazzi tossicodipendenti. Aveva messo a loro disposizione ben dieci anni della sua vita e della sua esperienza. Vivendo con questi ragazzi, si era reso conto di quanto fosse importante il dialogo all’interno della famiglia, della continuità educativa tra quest’ultima e la scuola e i docenti e viceversa; parlava di sinergia tra le parti, di affrontare anche segnali scomodi ma, sempre ricordarsi di dimostrare ai figli quanto amore si prova per loro. Mi parlava dell’importanza dell’equilibrio nella vita familiare e del coinvolgimento nei fatti e negli eventi tra i vari componenti. Mi sentii molto appagata dalle sue parole! In fondo lenirono i miei tormenti e dubbi, identificando Fra’ Mauro come un grande insegnante. Esternai il mio pensiero dicendogli che, dal mio punto di vista, sarebbe stato un grande educatore, soprattutto se avesse avuto la volontà di partire ad accogliere piccoli bambini ed accompagnarli al primo grande passo verso le scuole paritarie di primo grado. Accennò un sorriso, lasciandomi intendere che la vita non la si poteva decidere a priori ma accogliendo i doni e le opportunità che si sarebbero presentate. Lasciai fisicamente quel luogo ma non persi i contatti con Fra’ Mauro. Ovviamente, data la distanza, le nostre «chiacchierate» si trasformarono  in uno scambio epistolare. Con lui sono riuscita a trattare ogni argomento e come un padre premuroso, fuori dal tempo e dall’ordinario, mi ha accompagnato con serenità e disponibilità nella mia quotidianità.
Con immenso piacere mi sono resa conto di avere trovato una persona singolare.
Tra le belle opportunità offerte dalla vita, anche a Fra’ Mauro se ne presentò una molto particolare… Il mio sibillino desiderio si avverò. Oggi Fra’ Mauro insegna nelle scuole paritarie di primo grado e sono certa che i «suoi» bambini saranno adulti speciali perché lui riuscirà ad insinuarsi nei loro cuori, saprà fargli percepire quanto rumoroso è il silenzio, che meravigliosa avventura sarà la vita e con i pezzi dei loro dubbi e dolori saprà costruire un meraviglioso girasole.
Ho la convinzione che li accompagnerà alla fine del loro ciclo scolastico con fede e serenità e donerà a tutti loro una piccola parte di sé, quella parte che nessuno mai dimenticherà! 
 
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Barbara

    22 Febbraio @ 18.56

    Mi ha colpito molto il personaggio Fra Mauro perchè grazie al suo amore per la vita e alla sua disponibilità con le persone più bisognose ha potuto dare una parte di se' molto importante che spesso noi c'è ne dimentichiamo ed è il cuore. Se tutti noi dessimo questo esempio usando più il cuore e meno falsità, imbrogli e aprendo semplicemente noi stessi con il cuore dove puoi parlare di tutto forse il mondo sarebbe migliore. La vita ci porta tante strade davanti noi spetta a noi decidere quale strada intraprendere se quella buona o se quella cattiva.

    Rispondi

  • Leonardo

    20 Febbraio @ 19.17

    Proprio un bel racconto... Morale profonda anke se nascosta. Cm sempre la guidotti nn sbaglia mai una virgola

    Rispondi

  • Lalli

    20 Febbraio @ 15.07

    Ho letto con piacere un altro racconto della Guidotti che mi é piaciuto tanto. Devo ammettere che la mia stima nei suoi confronti cresce di racconto in racconto...Che dire quindi... Aspetto con ansia il suo prossimo racconto per vedere cosa ha creato la sua fantasia.

    Rispondi

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