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Parma Progresso presenta i punti salienti del suo programma

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Dalle società partecipate ai rifiuti, Parma Progresso ha reso noti i diversi punti del suo programma.
Ecco il testo del comunicato:

Per riproporre in via definitiva le tesi del nostro movimento, basterebbe riandare al primo documento in cui, nel febbraio 2011, registravamo i contorni della vita amministrativa della città e ne traevamo le logiche conseguenze disegnando prospettive di potenziali soluzioni.

Era l’epoca in cui il disfacimento dell’amministrazione comunale di centro destra si stava delineando come ineludibile eppure nessuno, o ben pochi, osavano contrastare la superficialità delle espressioni dei più per cui “tutto andava ben, madama la marchesa”, in un allineamento drammaticamente tragicomico con le tesi berlusconiane in virtù delle quali la crisi in Italia non esisteva e parlarne portava all’etichetta di disfattisti.

Su Parma e sul futuro dei parmigiani non eravamo disfattisti ma, semplicemente, realisti e parlare di un’amministrazione in caduta libera, impegnata in voli pindarici senza paracadute, era la fotografia della situazione; puntualmente, senza essere Cassandre ma, soltanto, più attenti e avveduti, le circostanze ci hanno dato una ragione e una conferma che non avremmo voluto avere.

Il sistema delle aziende partecipate ha provocato, attraverso la famigerata STT, la voragine del debito del Comune di Parma che graverà sui parmigiani per decine di anni; assessori, dirigenti e  manager (comunali e non) scelti solamente attraverso logiche di appartenenza o acquiescenza sono stati arrestati; è stato arrestato anche il comandante della Polizia Comunale; i servizi agli anziani e, soprattutto, ai bambini sono in uno stato indecoroso; i parmigiani non ottengono più crediti dalle banche; il territorio del Comune è ridotto a brandelli ed edificato a macchia di leopardo, v’è un invenduto di oltre 5.000 alloggi e le imprese cittadine incominciano ad andare in sofferenza.

In questa situazione, il da farsi per i prossimi cinque anni è complicato e può rinvenirsi solamente partendo da cose semplici, da non confondere con le semplificazioni.

Occorre, prima di tutto, riportare al centro della vita amministrativa della città il Comune e il consiglio comunale, che deve essere costituito da persone consapevoli del ruolo di controllo che le stesse possono esercitare sul sindaco e la giunta, il che implica grande attenzione, da parte delle forze politiche, nella formazione delle liste dei candidati.

Il nuovo sindaco dovrà dedicare particolare attenzione al dialogo con l’università, che produce, oltre l’acculturamento e la professionalità dei giovani, anche la maggior massa sociale omogenea della città mentre, come massima autorità sanitaria cittadina, dovrà dedicare una seria e concreta attenzione alle problematiche sanitarie, con particolare riguardo all’ospedale, dove rischia la chiusura la facoltà di medicina.

Con il Comune al centro del sistema, risulterà possibile riportare al suo interno le principali funzioni abdicate verso l’esterno, in particolare i servizi agli anziani e ai bambini, abiurando il sistema dell’accreditamento che deve essere una alternativa ipotetica laddove il Comune non riesca a provvedere, e, non, l’opzione principale, e lo stesso dovrà accadere per tutte le attività superflue affidate alle aziende partecipate evitando così di attribuire a soggetti prescelti senza imparzialità ruoli privatistici privi di controllo.

Ne consegue l’eliminazione, in larga parte, delle aziende partecipate, dei suoi dirigenti e amministratori con liberazione di ingenti risorse finanziarie a seguito della riduzione dei costi.

La Polizia Comunale dovrà essere restituita a compiti a servizio dei cittadini e dei quartieri, al controllo adeguato del sistema della viabilità e degli illeciti edilizi, alla sicurezza intesa come prevenzione, ripristinando la figura del vigile di quartiere soppressa dall’amministrazione Ubaldi.

I dirigenti del Comune dovranno essere selezionati attraverso concorsualità pubblica fondata sulla professionalità e sulla competenza e solamente un numero risicatissimo e percentualmente minimo potrà essere prescelto intuitu personae; in particolare, occorrerà riapprezzare le significative professionalità interne, svilite da anni di repressione professionale.

Le scelte di pianificazione urbanistica non dovranno prevedere nuove aree di espansione e dovranno essere orientate esclusivamente verso la ricucitura di un tessuto urbano e periurbano ormai sfrangiato e privo di caratterizzazione culturale e paesaggistica, privilegiando il recupero del patrimonio edilizio esistente anche attraverso facilitazioni nell’accesso al credito e premi di volumetria.

Dovranno essere escluse forme di pianificazione straordinaria e le iniziative di edilizia sociale per gli anziani, ove si dovrà evitare la creazione di ghetti come voleva il centro destra, dovranno svilupparsi all’interno di previsioni già consolidate, nel cuore dei nuovi quartieri e in aree di proprietà del Comune; un tema particolare come la collocazione dello stadio cittadino, attualmente un palla al piede e una fonte di disagio per tanti parmigiani, dovrà essere oggetto di analisi e soluzioni moderne e adeguate.

L’accesso al credito per i recuperi edilizi introduce il tema del rapporto con gli istituti di credito, che le giunte di centro destra hanno lasciato cadere completamente in mani “straniere” senza tentare di garantire la parmigianità degli organi lasciando anteporre l’aridità dell’economia al ruolo nobile della politica posta a servizio della collettività amministrata.

Altri argomenti necessiteranno di soluzioni puntuali.

Per prima cosa, occorrerà rivedere in maniera attenta il sistema della raccolta differenziata, attualmente imperniato su metodologie che comportano esiti solamente di facciata e gravante sulla pelle dei cittadini, in particolare della popolazione anziana, in difficoltà a capire un breviario ove compaiono persino i “capelli finti” mentre il regolamento urbanistico non ha ancora previsto che tutte le nuove costruzioni debbano essere adeguate, con spazi appositi, al nuovo sistema di raccolta per evitare il vergognoso ammassamento dei rifiuti e dei loro contenitori davanti agli edifici.

E lo stesso regolamento edilizio dovrà adeguarsi con disposizioni maggiormente cogenti in materia di barriere architettoniche, prevedendo il loro effettivo superamento in tutte le situazioni di nuova costruzione mentre gli uffici comunali dovranno essere orientati verso un attento controllo dell’applicazione delle disposizioni già esistenti in materia, per evitare che la materia delle disabilità serva solamente per l’imbellettamento di facciata di qualche assessore e si traduca, invece, in un’azione concreta a favore dei più deboli.

Infine, occorrerà affrontare con serietà, rigore e senza emotività il problema del termovalorizzatore, sul presupposto che, comunque, in questo momento, qualche soluzione bisogna darla evitando lo sperpero indiscriminato di denaro pubblico che si sta delineando nella situazione attuale.

La nostra presenza nell’amministrazione comunale tenterà di valorizzare il rapporto fra il Comune e i promotori dell’attività sportiva di base, che ha bisogno di contribuzioni economiche senza le quali non si può garantire a tutti i cittadini la possibilità di praticare qualsivoglia attività sportiva; e, invero, attualmente, persino il commissario straordinario, avviluppato dai debiti contratti dalle giunte di centro destra, ha scavato un solco profondo fra amministrazione e cittadini fruitori.

La nuova amministrazione dovrà poi evitare di sottovalutare il peso del debito che grava sulla fondazione Teatro Regio, pena il rischio di un indebolimento delle manifestazioni culturali, un tempo vanto della città, soprattutto nel momento in cui si approssima il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi.

Un nome, Verdi, che evoca le problematiche dell’Aeroporto, la cui società perde annualmente cifre da capogiro nonostante le decine di milioni di euro investiti dagli enti pubblici, Camera di Commercio per prima, nel pozzo senza fondo che, alla fin fine, garantisce il trasporto su Roma di una ventina di parmigiani al giorno, senza costituire una risorsa per la città, posto che con il prestigio non mangia nessuno.

La nuova amministrazione dovrà ripensare al rapporto con i cittadini dei quartieri, dopo la soppressione dei consigli per effetto della nuova legge in materia, approntando soluzioni amministrative che consentano di ascoltarne la voce senza gravare sul bilancio comunale.

Occorrerà poi ripensare a una politica degli investimenti razionale, che non sia fonte di debito secondo il modello consueto del centro destra, privilegiando le opere utili e abiurando, ad esempio, le sontuosità dei grandi ponti che, a volte, possono essere piccoli e privi di impatto sul territorio garantendo ugualmente la funzione.

Infine, il problema dei problemi, il ripianamento dell’enorme debito lasciato dalle giunte di centro destra, dovrà essere affrontato caso per caso, società per società, scomponendo il problema complesso in tanti problemi semplici (si fa per dire!).

Ad esempio, ponendo in liquidazione la STU Pasubio (che ha bilanci taroccati dalla artificiosa sopravvalutazione, pari al 70%, del prezzo di vendita degli alloggi) si avrà la possibilità di spalmare il debito su tutti i soggetti, non solamente il Comune ma, anche, le banche e, soprattutto, i privati compartecipanti che, diversamente, mantenendo l’artificiosa situazione attuale, non pagherebbero nulla e, magari, avrebbero tempo per sfilarsi.

E la vicenda, attraverso adeguati azioni, dovrà costituire un monito per tutti coloro che, d’ora innanzi, assumeranno cariche pubbliche, avendo contezza che il “nemo locupletari potest cum aliena iactura” non sia un semplice brocardo del diritto romano, ma un principio etico che ammonisca sulla responsabilità dell’arricchirsi a danno degli altri.

Per fare tutto questo vogliamo avere, nei confronti della politica cittadina, un atteggiamento laico, aperto a tutte le forze positive della città, senza pregiudiziali; tale atteggiamento non potrà prescindere dalla valorizzazione del rapporto con quella parte delle forze civiche, tanto vivaci in questa città, che sentano ancora il bisogno di elaborare un progetto a servizio dei parmigiani e dello sviluppo della città stessa.

Questo è il programma di Parma Progresso, enunciato fin dal febbraio 2011, semplice, coerente, possibile, e, soprattutto, privo di condizionamenti derivanti dagli schemi imposti da altri.

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